Quintorigo - Rockfiles - Salumeria della Musica - Milano Live report, 19/09/2005

20/09/2005 di



Ce la mette tutta il quintetto, in questa serata organizzata dal mensile Jam e dall’emittente radiofonica Lifegate per la serie di eventi denominata “Rockfiles”, a proporre vecchi e nuovi pezzi affidandosi alla nuova formula, ma lo sforzo non basta ad appagare quanto la mente va a cercare a ritroso. Perché non è questione di (sola) tecnica, e forse i Nostri lo sanno bene e ci provano lo stesso ad allontanare il fantasma dell’ex-vocalist, grazie anche all’impegno della nuova arrivata, titolare di un curriculum invidiabile per esperienze e collaborazioni, ma del tutto fuori luogo per il contesto Quintorigo.

Non basta infatti provare a riarrangiare/riadattare sulla sua voce i vecchi brani, perché gli spettacoli del quintetto “tutto al maschile” erano anche altro: erano quelle facce di John, la sua verve, i suoi versi, la sua padronanza del palcoscenico. Tutti aspetti possibili perché dietro (ma non solo a livello visivo) c’erano quei quattro che oggi accompagnano Luisa e che una volta, invece, rendevano quell’alchimia inimitabile e ricca di fascino come poche.

E il problema non nasce solo sul passato (stasera basato sulle riletture di “Grigio”, “Kristo, sì!”, “Deux heures de soleil” e “La nonna di Frederick lo portava al mare”), ma anche su ciò che potrebbe costituire il futuro prossimo; ovvero un inedito, l’unico della serata, intitolato “Il cannone”, che non lascia tracce nella memoria del sottoscritto, e due cover come “Redemption song” e “Luglio agosto settembre (nero)”: la prima decisamente scialba e priva di quel “marchio di fabbrica” a cui la band ci ha abituato anche quando si tratta di reinterpretazioni, mentre la seconda più coinvolgente grazie ad un finale noise di notevole impatto.

In conclusione, pollice verso per un rimpasto artistico che non piace e - soprattutto - non convince! E, ahinoi, il severo giudizio non è dettato esclusivamente da un sentimento di nostalgia, ma da una resa sul campo che ci sembra lontana, lontanissima dagli intenti originari. Peccato…



Si sa, certi progetti musicali sono il risultato di alchimie che alla variazione di un solo fattore cessano la loro ragion d’essere. E quanto affermo si è concretizzato nella mia testa dopo qualche minuto di ascolto del “nuovo corso” del gruppo emiliano; vuoi per le aspettative, vuoi per gli inevitabili confronti con la line-up precedente, ma l’inserimento della pur brava (e tecnicamente eccelsa) Luisa Cottifogli, ha fatto rimpiangere moltissimo la dipartita del monumentale John De Leo.

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