Rockit vs Siae - Parliamone

26/11/1999 di



La questione apertasi con Rockit riguardo la tutela del diritto d'autore su Internet ha generato un inaspettato movimento d'opinione che ha portato nelle caselle postali della redazione un' incredibile quantità di email di solidarietà, con proposte di aiuto di ogni tipo (legale, politico ed economico)

Come avrete letto sulle nostre pagine e su molti altri siti, la Siae sta cercando di imporre alla rete una Licenza Sperimentale che consenta di tutelare i diritti degli autori.

Tale licenza, nata con il buon intento di difendere i diritti degli artisti dai rischi derivanti da Internet, prevede il pagamento forfettario di una somma che Rockit (e molti altri) non sono in grado di sborsare, ragion per cui siamo stati costretti a mettere offline ogni tipo di clip audio per evitare un contenzioso con la Siae.

Questo ha portato un danno enorme agli artisti che in prospettiva vedono ridimensionate le loro speranze nelle enormi potenzialità offerte dalla rete.

Poteva essere molto facile e vantaggioso strumentalizzare questa situazione per fare pubblicità a Rockit e in generale a tutto il movimento telematico, ma viste le numerose implicazioni e i rischi per il diritto d'autore, abbiamo preferito evitare qualsiasi forma di "netstrike" per puntare a qualcosa di costruttivo e durevole.

Dopo un iniziale confronto-scontro con la sezione multimediale della Siae, attualmente i toni della contesa si sono spostati su un piano molto più aperto al dialogo, soprattutto grazie al lodevole intento del Direttore Filippo Gasparro di discutere i termini della questione per cercare un punto di incontro con i vari protagonisti del movimento musicale telematico.

Insieme alla Siae si sta cercando di organizzare una serie di tavole rotonde per chiarire una volta per tutte come poter gestire la tutela del diritto d'autore in rete ma senza intralciare gli artisti nella loro ricerca di nuove fonti espressive e promozionali.

Tra i numerosi argomenti di discussione, sarà a nostro avviso fondamentale porre le basi per distinguere una volta per tutte i siti realmente NO-PROFIT che fanno un'opera di diffusione e valorizzazione del patrimonio musicale e che pertanto vanno incentivati, da quelli esclusivamente PROFIT che devono giustamente essere considerati soggetti al pagamento di una quota proporzionale da versare agli artisti dei quali sfruttano le opere dell'ingegno.

Fortunatamente i contatti con la Siae si stanno facendo oltremodo interessanti e speriamo di poter risolvere al più presto una questione che interessa un numero sempre crescente di persone.



Speciale Siae-Rockit, tutti gli articoli sulla questione:

>Rockit: Per ora noi ripartiamo
>insieme si può...
>La Siae risponde: Rockit, profit o no profit?
>Siae, parliamone
>Siae, due pesi, due misure

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