Dirty Blvd. - Rumorilla 2002 - Casa nel Parco - Sassuolo (MO) Live report, 21/07/2002

02/08/2002 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Anche quest’anno si è ripetuta l’interessante esperienza di “Rumorilla”, festival di gruppi emergenti organizzato dal Circolo Culturale “Fahrenheit 451” di Sassuolo in collaborazione con “Radio Antenna Uno RockStation”.

La cornice del Parco Ducale ha reso ancora più appetibile la manifestazione, e così ad attendere l’inizio dei concerti è presente un discreto numero di persone. I nomi in cartellone sono quattro e, nel pieno spirito della manifestazione, praticamente sconosciuti: Dirty Blvd., Il Giorno Del Pou, Object Astra e Houston, We Have a Problem!.

La sfortuna, però, pare essere l’unico punto fermo dell’edizione 2002, malasorte che si condensa in un temporalaccio che irrompe dal nulla e costringe gli organizzatori a sospendere la manifestazione quando solo le prime due formazioni in programma avevano avuto l’opportunità di dimostrare il loro valore.

Come da programma aprono quindi le danze Dirty Blvd., band di La Spezia che si dimena sul palco fra cadenze punk‘n’roll, inseribili in un contesto definito fra Clash e Millencolin. Le capacità dei quattro spezzini non sono certo deludenti, soprattutto per l’energia che sanno scaricare attraverso le due chitarre ed in particolare un buon basso che detta le danze, sull’accompagnamento di una batteria non certo fantasiosa, ma comunque all’altezza della situazione. L’aggettivo giusto per definirli potrebbe essere un semplice, ma marcato onesti!

A seguirli un gruppo della zona in cui si svolge il festival, Il Giorno Del Pou, nome stravagante, che ‘racchiude’ cinque elementi: voce, chitarra, basso, batteria e tastiere. Fin dalle prime battute si capisce in cosa la band intenda coinvolgere il pubblico: un misto fra post-rock, noise a tratti intimista. Musicalmente anche in questo caso ci si trova di fronte ad una buona verve, che tende alla dispersione in brani decisamente lontani dalla classica forma canzone. A dettar legge è anche il basso, molto presente con avvincenti cadenze ipnotiche. Il resto della formazione si concentra a far tanto rumore e il risultato non è niente male, mentre il cantante vomita versi con pathos, che purtroppo molto spesso sfocia in un teatrale isterismo, a volte insignificante o comunque eccessivo. Il congedo dal pubblico, che comunque pare apprezzare, si realizza con un brano che si avvicina non poco allo stile Marlene Kuntz, forse perché ricalca certe atmosfere tipiche di alcune session del gruppo piemontese.

Qui purtroppo ha termine la festa; come già accennato un temporale violentissimo costringe l’organizzazione alla resa… resa incondizionata col cielo tiranno, che prevede dunque l’annullamento delle performance di Object Astra e Houston, we have a problem! - i primi presentati come band post-rock, gli ultimi come un duo legato alla musica elettronica.

Peccato veramente, sarà per la prossima volta!



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