Litfiba - Sala A Rai (Via Asiago) - Roma Live report, 24/04/1997

27/04/1997 di



Giovedì 24 aprile, nella cornice della sala A di via Asiago in Roma, ho assistito all'anteprima del live-act dei Litfiba dopo l'uscita dell'album "Mondi sommersi", evento che anticipava la tappa del 3 maggio in quel di Desio come inizio ufficiale della tournée. Lo show, durato circa 90 minuti, tra canzoni, interviste ed "onori di casa", è stato condotto in modo pessimo dai due presentatori (Luciana Biondi e Mixo) che spesso fungevano da inutili tappabuchi tra un brano e l'altro ponendo domande raccolte fra il pubblico incentrate su argomenti che variavano dal nuovo taglio di capelli del leader al risultato in semifinale di coppa della Fiorentina (...sigh!). Oltre a tutto lo squallido contesto, la prova fornita dall'ensemble guidato da Piero Pelù è stata per molti versi deludente; se da una parte condivido in pieno il giudizio positivo espresso dallo stesso cantante nei confronti di queste iniziative (finalmente la Rai ha capito cosa possa significare 'ente pubblico'), dall'altro lato auspico che in sala ci si possa trovare di fronte a dei presentatori che non riservino solo parole di elogio alle band che stanno sul palco, ma che abbiano anche un minimo di senso critico e riescano ad elevare la discussione oltre la sfera dei pettegolezzi. Se a ciò aggiungiamo il fatto che il gruppo sembrava suonare quasi per dovere, già delineiamo chiaramente i contorni dell'evento: la resa sonora è stata a dir poco pessima, ma poiché evitiamo di fermarci sui particolari tecnici (questione annosa per chi suona del rock in Italia) non ci rimane che parlare dei Litfiba oggi. Senza ombra di dubbio si può affermare che in questi anni il gruppo è diventato una realtà consolidata nell'attuale mercato discografico, e prescindendo da quest'aspetto ("Date a Cesare quel che è di Cesare") si può constatare che il sound è stato levigato troppo per accaparrare nuovi fans, sicché anche gli spigoli che emergono nell'ultimo album (Dottor M, Ritmo #2, L'esercito delle forchette) sembrano essere costruiti a tavolino e, invece che indicare un'ulteriore evoluzione artistica, caratteristica che i Litfiba degli anni '90 erano riusciti a realizzare sempre nel migliore dei modi, segnano un passo indietro che ci si aspettava potesse essere recuperato nella dimensione live. Perciò se molti leggono l'attuale traguardo come il segno di una continua e costante maturazione, dal vivo si è invece notato come risulti difficile rendere i nuovi suoni con sole chitarre e sintetizzatore. I sette pezzi eseguiti non hanno riservato particolari sorprese, e anzi fin dall'iniziale "Imparerò", seguita poi da "Regina di cuori", "Sparami" e "Goccia a goccia" si percepiva tutto come se l'elettrocardiogramma fosse troppo piatto (a dispetto della dimensione live!), soprattutto perché il trascinatore Pelù ha forse perso la voglia di infuocare l'atmosfera (chi ricorda la sua esibizione a Sanremo rock di diversi anni fa?) per ricoprire semplicemente la sua parte di vocalist 'figo e ex-arrabbiato'. La band fiorentina sembra essere costretta, album dopo album, dalla necessità di dover cambiare continuamente stile e soprattutto suono non riuscendo mai a trovare un filo conduttore; finora l'operazione era anche riuscita, ma le prime apparizioni in pubblico dopo "Mondi sommersi" dimostrano come, paradossalmente, la superficialità nel rielaborare il suono ottenuto in studio venga fuori prima di ogni cosa, coinvolgendo così ogni componente dell'intero puzzle composto più in fretta del solito per potersi rivelare all'altezza del ruolo che i Litfiba ricoprono attualmente. In attesa di recuperi dell'ultima ora, prendiamo atto che il business spesso fa male alla testa!



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