Sanremo raccontato da dentro: un safari alcolico tra le signore impellicciate Live report, 09/02/2016

Gli Zero Assoluto durante il loro showcase a Sanremo - gli zero assoluto a sanremoGli Zero Assoluto durante il loro showcase a Sanremo - gli zero assoluto a sanremo
10/02/2016 di Alex Trecarichi

Alla fine ieri sera i progetti alcolici sono tristemente naufragati. A parte il fatto che la noia di un pomeriggio ad aspettare mi ha distrutto anche fisicamente, qui sono tutti in attesa per il grande giorno. Oggi inizia il festival. Volevo beccarmi con Sergio, il batterista dei Bluvertigo, per una birra ma stasera tocca a loro suonare all’Ariston e domani sono pieni di interviste, quindi per lui è meglio andare a letto presto. Anche Valerio Scanu è in giro per delle interviste, ma si esibirà domani, con gli altri nove big. Mi alzo tardi e scrivo a Gigi Fazio, che canterà con Laura Pausini intorno alle dieci e ci diamo un puntello per bere un numero imprecisato di spritz in centro.
Questo mi fa ricordare che devo risolvere la situazione open bar per stasera, ma coi pass per gli after party è un gran casino: le norme antiterrorismo hanno imposto agli organizzatori dei controlli severi sui nominativi e l’utilizzo di pass con foto segnaletica. Quello dell'Ariston vale solo per l'Ariston. Poi ci vuole il pass per il Dopo Festival, quello per Radio Italia, quello di Casa Sanremo. Nella foto che sto mandando in giro per farmeli fare sembro pure un cazzo di scafista slavo. 

Ma parliamo un secondo di PELLICCIASAFARI®: Corso Matteotti è la strada che taglia il centro di Sanremo e porta all'Ariston. 
Come scrivevo ieri, il turismo qui è andato un po' a puttane, ma nei primi del novecento Sanremo era una bomba: le famiglie nobili piemontesi ed i ricchi austriaci avevano casa qui e non so che cosa facessero tutto il giorno ma evidentemente si divertivano come delle pazze. Ora le cose sono cambiate ma i ferrivecchi sanremesi ci credono ancora di brutto e percorrono lo struscio sfoggiando pellicce di ogni modello di animale - canidi compresi - e monili di ogni tipo. Non possono certo sfigurare davanti a famiglie che hanno cacciato 1200 euro a membro per il biglietto dell'Ariston. Sì, avete letto bene: MILLEDUECENTO / 00 EURO. È un abbonamento che vale per tutta la settimana eh, e che visto il ridotto numero di posti si può comprare solo se si vince una sorta lotteria. I nomi sono estratti a caso da una lista di prenotazione ed una volta acquistato è nominale, con foto antiterrorismo di staminchia e antifurto satellitare, quindi non puoi fare la mezza e passarlo a tuo cuggino, e non puoi neanche leccarti la mano e passare il timbro come si faceva negli anni '90 in discoteca la domenica pomeriggio. 

Tre spritz dopo, torno in hotel. Devo dare al manager di Valerio Scanu i CD dell’album da distribuire ai giornalisti durante le interviste. Dischi che ovviamente non possono uscire finché Valerio non canterà il pezzo, pena la squalifica, e che sono stati custoditi con cura per evitare problemi di ogni sorta.
Arrivo fradicio con i miei stiletti Camper e ceno in hotel commentando con gli altri in maniera acida (ma super divertente) la prima parte della kermesse: l’abbronzatura lampadata di Carlo Conti stona un po’ con il clima della giornata, è come mangiare l’anguria con il brasato ma, onore al merito, il suo lavoro lo sa fare davvero bene. In quanto al super ospite Elton John, l'ho preferito in macchina con James Corden al Carpool Karaoke di qualche giorno fa, ma davvero pensavo peggio.

Non guardo il resto del festival, i miei amici di Radio Italia mi hanno invitato all’esclusivo e imperdibile live degli Zero Assoluto e non posso di certo mancare. Ci vado con i miei editori Warner e Gigi Fazio. Ha finito presto con la Pausini e mi suggerisce di fare un salto dalla più vecchia barbiera d’Italia, che ha sede proprio qui a Sanremo.

Tra un TUTURUTURUTUTTU e l’altro approfittiamo dell’open bar al London Hotel. Non si possono fare foto ma sono un ribelle e riesco a rubare l’anima dei miei nuovi idoli Zero Assoluto, mentre inizio il mio megamix alcolico che manco Molella al DJ Time nel ’92. Nel frattempo il festival è finito e becco Rocco Hunt che ha spaccato ed è ancora un po’ per aria dopo l’esibizione. Ho mixato io il suo pezzo e l’hanno scritto i miei amici, quindi sono baci e abbracci sinceri. Mi rendo conto di essere di parte ma, come ho detto a tutti quelli con cui ho avuto modo di affrontare l’argomento, probabilmente Rocco non vincerà il Festival ma vincerà l’airplay nelle radio. Da domani si vedrà se ho ragione.

Il resto della serata passa bevendo con gli amici tra un hotel all’altro in cerca di bar aperti. Il portiere del Miramare ci minaccia di chiamare il 113 perché abbiamo osato farci un Americano in sua assenza. Che permaloso. Saluto tutti e tornato in hotel alle 5 del mattino mi fermo un’oretta a chiacchierare con il portiere Mauro. Si parla di filosofia e di approccio alla vita, è evidente che sono sbronzissimo ma la compagnia è davvero piacevole e tiriamo l’alba notando il cielo finalmente azzurro. 
Anche Mauro tifa per Valerio e domani tocca a noi. 

 

Tag: Sanremo

Commenti (1)

  • Mar Zia 10/02/2016 ore 20:55 @marzia.morabito

    Grande Alex!!!....Finalmente ho capito che stai facendo a Sanremo!!! Ti stai Sfasciando come sl Solito!!!

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