Sanremo 2021, la lunga marcia della musica italiana

Coma Cose in versione Al Bano e Romina, Madame spacca tutto, spiccano Colapesce e Dimartino alla Julio Iglesias. E ancora, Ibra, gli orrendi stacchetti di Fiorello, gli ancora più orrendi outfit e la noia di Achille Lauro: il nostro racconto della prima serata del festival

Nei tardi '70, Stephen King era giovane e scriveva troppo. Aveva problemi con la sua casa editrice che gli pubblicava un libro l'anno, e doveva essere horror. Allora s'inventò uno pseudonimo, Richard Bachman, con cui scrivere storie distopiche, fantascientifiche, ai confini della realtà. La lunga marcia è una di queste: cento ragazzi partecipano a una maratona che è l'evento televisivo dell'anno, e devono farlo alla morte. La competizione è così dura che "vince" solo chi arriva vivo alla fine. Parlando della prima serata di Sanremo 2021, non vi pare ci siano forti analogie?

Flash improvvisi affollano la mia mente, stordita dallo spettacolo televisivo dell'anno, già ampiamente preannunciato come lunghissimo, e qui ci vedo malafede. È la prima volta nei secoli dei secoli che si può fare Sanremo snello, veloce, sprintoso, grazie al fatto che non c'è il pubblico in sala con cui interagire. Presentatore, cantanti uno dietro l'altro, un ospite, classifica della prima giornata, alle 23.30 massimo tutti a letto. Che benessere, vero? E invece.

Amadeus e Fiorello con Diodato - foto di Andrea Bracaglia©Kikapress.com
Amadeus e Fiorello con Diodato - foto di Andrea Bracaglia©Kikapress.com

Già il Prima Festival con Giovanna moglie-di-Amadeus e altri due comici da Colorado, opacissimi, è di una repellenza che manco l'Autan. I poveri cantanti devono interagire in alcuni siparietti fuori da ogni logica, ma è solo un misero antipasto, e la cena sarà interminabile. Torniamo alla domanda che già l'anno scorso aveva imperversato su quotidiani e social: Fiorello vi sta simpatico? Personalmente, avrei tirato via ogni suo intervento. Ibra in versione Lurch della Famiglia Addams del male fa ridere ben di più.

Apro parentesi per chiuderla e non tornarci più: RAI, sii decente, lo stacchetto anni '50 del varietà in piena notte, mentre ha da cantare la metà degli artisti in gara è irrispettoso nei confronti di tutti. Stavo per dire "del pubblico", ma quest'ultimo è il grande assente, e gli applausi preregistrati aggiungono nocumento e sconcerto a un programma televisivo colto da elefantiasi, che forse quest'anno avrebbe dovuto farsi più umile. 

Insomma: alla guida ci sono Ama e Fiore, Ibra fa gli interventi comici e Matilda De Angelis quelli emo-culturali. Poltrone vuote, orchestrali mascherinati, pronti alla gara. I giovani mi rendono prossimo all'oblio con nomi e canzoni che sembrano parodie: Avincola, Gaudiano, ma che siamo in erboristeria? Folcast un minimo più interessante, mentre mistero doloroso come Elena Faggi, con la sua vocina atta a cantare la sigla di Lady Oscar, sia lì in eurovisione. Apparizione anche di Diodato che ci fa tornare all'ultimo momento normale prima del covid e lì anche un cuore nero come il mio si potrebbe crepare.

Come abbiamo ripetuto più volte, non abbiamo ascoltato le canzoni dei big in gara, perché sembra ci sia un'equazione strana: quanto più il Festival somiglia al MI AMI, tanto più non ci cagano. Dunque siamo pronti a sorprenderci, ma prima di entrare nella gara, una problematica bella grossa: tutte le canzoni saranno parzialmente inficiate da volumi fatti un po' alla cazzo, con la voce mediosa in primissimo piano, che sembra sbagli anche quando non lo fa. Ne abbiamo ascoltati di programmi tv live con la musica, questo è il più importante di tutti, sarebbe importante non fotterlo con discutibilissime scelte audio.

Arisa apre le danze con un pezzo di Gigi D'Alessio e una opinabile mise, ma quello sarà un po' il filo rosso di tutte le esibizioni: gli outfit sembrano rubati dagli scarti di Ciao 2020 con Giovanni Urgant, spesso invocato durante la diretta. Insomma, Ari canzone triste, la preferivo quando gridava MI SENTO BENEEEE. Immediatamente dopo arrivano i miei favoriti: ColapesceDimartino se la giocano benissimo con una canzone alla Se mi lasci non vale di Julio Iglesias che però parla di cadere nel buco nero della depressione. Bravi bravi, nonostante i volumi. 

Aiello boh, non lo inquadro. Solo che a un certo punto urla semi impazzito e penso che abbia perduto il senno. Francesca Michielin si è tagliata i capelli, anche Fedez ma quelli di lei fanno più rumore. Francy canta, Fedy invece ha proprio paura e mi viene da abbracciarlo. Canzone che farà il botto in radio, ma niente di che. Max Gazzè fa Max Gazzè con una canzone alla Max Gazzè. Non è una sorpresa, ma di questi tempi neanche poco. Madame si gioca benissimo il suo tempo, è la più moderna e porta credibilità a quel palco. Dardust, che le ha scritto il pezzo, ha un po' di canzoni in gara e si garantisce una SIAE tale da fargli comprare Astrazeneca. Che dire di Noemi? Forse è più bella della canzone, ma entrambe fanno una gran figura.

Arrivano i Maneskin e sui social un sacco di persone si gasano, anche quelli che ascoltano attivamente musica. Come diceva Tizy: non me lo so spiegare. Mi sembreranno sempre la band che suona all'occupazione al liceo. Ghemon fa un pezzo totalmente fuori moda, atipico, che flirta pericolosamente con Paolo Belli e non riesco a capirlo fino in fondo. Rose viola era di un altro pianeta. Arriva l'update di Al Bano e Romina coi Coma Cose che debuttano, la canzone sarà un successo, ma l'esibizione è scarica e mostra limiti tecnici notevoli. Li avrei preferiti più grintosi, invece colano melassa male armonizzata.

Annalisa è una vita che sta con i piedi in due staffe, tra Amici e la vita vera. Stavolta sembra guardi più al talent della e Filippi che a nuove frontiere, fa il compitino ma non brilla. Francesco Renga, dalla sua, tira il cuore oltre l'ostacolo con una canzone poco rengosa, nonostante acuti e note lunghe. Stecca anche lui, ma il mio sospetto è sempre che la regia audio sia poco in forma. È stato un mezzo patimento arrivare alla fine. Fasma conclude la serata che sembrano le sei del mattino, con un pezzo rap trap d'amore che mi viene da fare il vecchio sulla panchina che dice: ma cosa ti tatui le mani se poi non reggi che la tipa ti abbia lasciato? Animo ragazzo, su.

Respirone, è tutto finito. Menzione d'onore a Loredana Berté, 71 anni, grinta da vendere un tanto al chilo, col suo canzoniere che emoziona e il nuovo pezzo è pronto per la riapertura dei Luna Park. Bravissima. Achille Lauro invece posso dire che c'ha rotto le scatole o ve la prendete? È diventato noioso, e da qualche parte ho letto che a questo punto, per essere sorprendente, dovrebbe vestirsi casual. Grande verità.

Loredana Berté - foto di Andrea Bracaglia©Kikapress.com
Loredana Berté - foto di Andrea Bracaglia©Kikapress.com

Ci vediamo stasera con gli altri concorrenti in gara, assolutamente coscienti che lo spettacolo durerà fino alle 2 di notte senza alcun motivo. Se leggete queste parole e lavorate in Rai, fateglielo presente ad Ama: non ce n'è proprio bisogno, è già tanto se l'ha fatto il Festival quest'anno, e spesso mi sono chiesto, tra un applauso registrato e un altro, se avesse un senso ciò che stavo guardando.

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L'articolo Sanremo 2021, la lunga marcia della musica italiana di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-03-03 08:50:00

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