Santeria ha dovuto annullare una mostra perché si chiamava "Porno per bambini"

03/12/2018 di

Santeria è un locale in Viale Toscana a Milano, uno di quei posti che ha dato tanto alla musica e alla cultura della nostra città: sono innumerevoli i concerti, le serate, le conferenze stampa, gli incontri e gli workshop che lì hanno trovato luogo. Porno per bambini è il progetto artistico di un giovane che ha a che vedere con la musica italiana che da sempre spingiamo. È una serie di illustrazioni che raccontano la sessualità con uno spirito immaginifico, fantasioso e scherzoso che in qualche modo ricorda il mondo dell'infanzia. È lo scontro tra la componente estrema e quella dolce a determinarne l'unicità espressiva.

Quello che è successo è molto semplice. Da qualche tempo era prevista a cartellone in Santeria una mostra di Porno Per Bambini, come noi da sempre legato al locale di Viale Toscana (basti guardare alle tovaglie di carta del bar, da lui illustrate). Qualcuno, però, ha visto girare su Facebook l'evento e ha concluso che si stava cercando di sdoganare la pedofilia.

Dal primo input in poi, tutti hanno voluto dire la loro su questo tema: dagli esponenti di Fratelli d'Italia a quelli di Forza Nuova, dalle associazioni per la difesa dell'infanzia a un certo associazionismo cattolico. Insomma l'opera di Porno per bambini è diventata l'ennesimo punto d'arrivo del segreto tentativo della cultura universale di "normalizzare" aberranti pratiche, per bombardare con messaggi negativi la popolazione fino a fare accettare ciò che la coscienza riconosce come inaccettabile. Naturalmente, in cotanto tam tam, anche Diego Fusaro non ha potuto astenersi di dare un veloce commento sul suo blog:

Ed è inutile che in un'intervista a Darlin Magazine l'autore di Porno per bambini abbia spiegato chiaramente che non c'è nulla di realmente "per bambini" nel suo progetto tutt'altro che violento; lui e gli organizzatori della mostra sono diventati subito "pazzi" o "perversi" che vogliono violare l'innocenza dei bambini. Pure chi ha tentato di leggere l'intervista ne ha concluso che Porno per bambini stia solo nascondendo con un linguagio artistoide le sue reali intenzioni pedofile:

E ciò che ci turba non è solo il problema di comprensione, per cui in un certo senso possiamo capire che qualcuno non capisca al volo che qui non si sta cercando di mostrare dei porno a dei bambini, ciò che ci colpisce è il processo immediato e terribile con cui un progetto artistico viene trasformato in un tentativo pedopornografico. È la riduzione di un interlocutore a un "pazzo", cioè qualcuno che non può rispondere, non può reagire, non può esprimersi, perché, poveretto, si è già sacrificato al terribile complotto più grande di lui che vuole portare il mondo in un baratro di oscenità

Quasi mai le protese hanno preso in considerazione Santeria o Porno per bambini come reali interlocutori, ma nella maggior parte dei casi si lamentavano col Comune di Milano, colpevole di aver dato in gestione gli spazi di Via Toscana e non aver "controllato" cosa ci veniva organizzato dentro.

Sembra inutile, a questo punto, affermare che un artista nelle sue opere può fare esattamente tutto quello che vuole. Suonerebbe un po' troppo "buonista", suonerebbe come un modo per distrarre l'opinione pubblica dal fatto che anneghiamo nel nulla e nella mancanza di valori, come sottolinea in questo commento Alessandra. Eppure siamo qui solo per ribadire questo concetto per la milionesima volta. E sì, Alessandra, speriamo di essere invitati al vernissage della tua mostra col vomito del tuo cane e con tendenze sessuali campate in aria per esprimere il regno del nulla in cui viviamo. Sarebbe una bomba.

Di seguito pubblichiamo il comunicato ufficiale di Santeria.

 

La mostra dell'artista "Porno per Bambini" che era in programma il 13 dicembre prossimo non si farà.

I ragazzi di Santeria sono anche genitori, mamme e papà, e mai hanno pensato minimamente a sdoganare un concetto tanto perverso quanto illegale attraverso una mostra di illustrazioni che ha proprio nell'ironia e nella leggerezza il suo punto di forza.

Non siamo però disposti a tornare indietro di cinquant'anni: alle censure, alle cacce alla strega, alle gogne mediatiche per la pruderie di alcuni o il facile livore da tastiera fomentato da interpretazioni su Fb, strumentali e inutilmente feroci, che non danno spazio a riflessioni e a ragionamenti.

Per fortuna non siamo nell'Italia che linciava e censurava registi come Pasolini e Fellini, o copriva i nudi delle statue. E alle minacce, agli insulti hanno fatto da contrappeso tanti messaggi di solidarietà e stima, che hanno bollato la vicenda come "assurda" e vittima di un equivoco.

L'arte, che piaccia o meno, deve riuscire a fare anche questo, ha nel suo codice genetico la provocazione, così come il compito di parlare di alcuni tabù.

Se il sesso, nel 2018, è ancora un argomento di cui non si deve parlare, o che non si può mostrare perchè offensivo e lesivo "del comune senso della morale" o se peggio, il semplice accostamento di due lemmi "porno" e "bambini", giustifica l'accusa di pedofilia e pederastia, significa che c'è tanto bisogno di mostre simili e di continuare a parlare di argomenti tabù, smascherando ipocrisia e ignoranza, continuando il lavoro di emancipazione culturale che evidentemente in Italia si è fermato in qualche modo. E il lavoro dell'artista in questione agisce proprio sui toni dissacratori, innocenti e leggeri, per togliere il "sesso" dalla sua dimensione meccanica, pornografica e consumistica, che ormai è diventata immaginario comune e invasivo.

Tag: censura

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