La Sintesi - Scandellara Rock 2000 - Bologna Live report, 03/07/2000

07/07/2000 di



Il disco d’esordio di questo quartetto lombardo mi aveva incuriosito non poco: belle sonorità new-wave e il tocco (stavolta) magico di quel personaggio che risponde al nome di Marco ‘Morgan’ Castoldi. L’inizio del live è entusiasmante, ma col passare del tempo e l’esecuzione dei pezzi, cala il grado di soddisfazione…

La prima cosa di cui vi accorgerete durante un concerto dei La Sintesi è che Morgan è stato tanto provvidenziale per il lavoro fatto in studio, quanto devastante per i suoni dal vivo! Sì, perché non potete non pensare che il Castoldi non ci sia andato, come si suol dire, ‘con la mano pesante’: i 4 ragazzi hanno completamente riarrangiato i pezzi e solo le linee melodiche, quando va bene, rimangono uguali!

Per carità, tanto di cappello a Giorgio, Giuse, Lele e Michelino, veri professionisti e di certo fra i più bravi esordienti del ’99; ma che alla prossima esperienza stiano attenti a scegliere la persona giusta per affidargli la produzione artistica, in modo da limitare gli interventi decisamente ‘pesanti’ del primo lavoro. Ciò perché nella dimensione live il sound che generano è una via di mezzo tra i Placebo e i Bush, di cui, guarda caso, hanno proposto una cover.

Per quanto concerne i brani originali, ad esempio, riconosci un pezzo qual è Curiosità solo quando arriva il ritornello, ma fai lo stesso fatica: due chitarre sono troppe, almeno se ti chiami La Sintesi e fai un disco d’esordio come “L’eroe romantico” che, ribadisco, ho apprezzato molto. Come ribadisco pure che il live non è comunque stato una delusione, ma mi sembrava di sentire pezzi stupendi come Sbalzi d’amore, Meccanismi, Nero o Tempo alle mie voglie, suonati da Brian Molko e compagni; i nostri non possono fare a meno delle tastiere, e finché le cover proposte riguardano la band di Gavin Rossdale siamo tutti contenti, ma sei poi rendono fin troppo esplicito il loro amore per i Cure (due cover), rischiano di strafare e risultare un po’ patetici.

Mi si potrà contestare il fatto che la presenza di un tastierista è legata ai classici problemi di ‘produzione’ e posso condividere; ma finita la promozione del primo disco i ragazzi hanno tutto il tempo per riflettere sulle mosse future: speriamo risolvano uno stallo del genere nella maniera a loro più congeniale e, oserei dire, personale!



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