Ascoltare musica mentre si studia aiuta davvero?

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09/09/2015 di

Da molto tempo ormai ci si pone questa domanda: la musica può essere utile durante la preparazione di un esame o, più in generale, può aiutarci ad essere più concentrati? È un effetto soggettivo che varia da persona e persona e che dipende da una lunga serie di fattori. Nel tempo diversi studiosi si sono appassionati a questo argomento giungendo spesso ad opinioni discordanti. Nei primi anni 90, ad esempio, si è sperimentato come l'ascolto di musica prima di un test per rilevare il quoziente d'intelligenza potesse aumentare le capacità cognitive. Tale beneficio ha preso il nome di Effetto Mozart e per anni ha affascinato l'immaginario collettivo sulle possibili conseguenze dell'ascolto musicale sul cervello umano.

Ovviamente non sono mancate altre teorie che confutavano questa tesi, sostenendo che la musica, così come il rumore, può distrarre e non facilitare determinate operazioni come la comprensione di un testo o la memorizzazione di una serie di numeri. Secondo la rivista Applied Cognitive Psychology l'Effetto Mozart esisterebbe realmente, ma è strettamente legato al gusto dell'ascoltatore: se amiamo un determinato artista, ascoltare i suoi brani migliora il nostro umore e la nostra produttività (e quindi sarebbe altrettanto corretto chiamarlo l'Effetto Schubert, l'Effetto Bowie, ecc). Il British Journal of Psychology afferma che un altro elemento significativo potrebbe essere la familiarità con il brano: se si ascolta un pezzo che si conosce bene o se si tiene un disco in ripetizione per un intero pomeriggio la propria capacità di concentrazione aumenterà. Uno studio della Glasgow Caledonian University evidenzia come gli effetti benefici della musica dipendano dal tipo di personalità del soggetto, sostenendo che le persone più introverse sono più predisposte ad essere distratte rispetto a quelle introverse.

In ultimo, la musica ha un potere rilassante. Il Journal of Music Therapy dell'Università di Oxford sostiene che una persona è meno incline all'ansia se ascolta una canzone rispetto a quando si trova in un ambiente completamente silenzioso. Se il cervello è più rilassato funziona meglio e ricorda con più facilità le cose appena studiate: è stato dimostrato che uno studente ricorda più a lungo un determinato argomento se dopo la sua sessione di studio riesce a rilassarsi, anche solo ascoltando una canzone, immagazzinando meglio le informazioni che ha appreso per poi passare al compito successivo.

Che vi troviate meglio in una biblioteca perfettamente silenziosa o con la radio sempre accesa dipende dai vostri gusti e dalle vostre abitudini. Potete provare ugualmente a creare la playlist perfetta per un pomeriggio di studio, potreste raggiungere risultati inaspettati.

Tag: scienza

Commenti (2)

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  • Maurizio Monzani 02/02/2016 ore 11:09 @mauri_11

    sostenendo che le persone più introverse sono più predisposte ad essere distratte rispetto a quelle introverse.

  • iosonosempreio 03/07/2016 ore 12:32 @iosonosempreio

    Si possono avere gli estremi dello studio della Glasgow Caledonian University (personalità introverse ed estroverse)? :)

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