Se Prince fosse nato a Rio de Janeiro: scopri Zé Ibarra al MI AMI 2026

L'artista brasiliano sarà tra i protagonisti del festival milanese sabato 23 maggio all'Idroscalo. La sua musica è fedele alla tradizione giocosa e "collettivista" del suo Paese e capace di riscriverne i canoni con coraggio e libertà. Il commento di Nur Al Habash

Zè Ibarra
Zè Ibarra

Tra gli artisti stranieri che quest’anno sono in lineup al MI AMI festival (suonerà il sabato, NdR), ce n’è uno che mi ha stregata, ha monopolizzato i miei ascolti degli ultimi mesi. Si chiama Zé Ibarra, cantautore classe ‘96 coccolato dall’olimpo della mpb (musica popolare brasiliana) come Milton Nascimento, Ney Matogrosso e Gal Costa, giusto per citarne alcuni - e perno di una nuova leva che maneggia la musica con la loro stessa attitudine giocosa e spontanea.

Nell’inverno brasiliano del 2025 (giugno, da noi) è uscito Afim, il suo secondo album solista: un disco di un pop bambino (e latino) che gioca truccandosi col jazz e il rock progressivo, ma che sotto il rossetto non può nascondere i suoi tratti somatici brasiliani. Parlo di trucchi e rossetti non a caso, perché la voce di Ibarra è androgina e sensuale, ha un timbro vocale dinamico, che riesce a snodarsi per raggiungere climax e poi vallate, che gioca in maniera anche teatrale con i volumi e l’intensità. Soprattutto è una voce che, assieme alla sua presenza scenica, è sensoriale ed erotica.

Maschile ma non virile, piena com’è di velluti e falsetti (qualcosa che lo accomuna in qualche modo a Prince, oltre che per il mullet e la peluria abbondante). Questa voce quasi efebica è l’elemento chiave per entrare a pieno in questo disco. Ibarra canta parole che restituiscono una mascolinità remissiva e obbediente, non frutto di un femminismo performativo, quanto del coraggio di esprimere sinceramente i propri desideri, qualsiasi essi siano. Canzoni come Segredo sono l’esempio migliore di questa sfasatura: “Se vuoi, posso essere il tuo segreto. Non faccio rumore e non richiamo l’attenzione di nessuno (...) guardami dritto in faccia, non vedi che non c’è niente da nascondere? Ingoiami, fottimi, perché sono tutto tuo”.

Se la sensazione è che qualcosa davvero non torni, il motivo è che quasi la metà delle canzoni del disco sono state scritte da autrici (Sophia Chablau, Maria Beraldo, Dora Morelenbaum) che Ibarra ha voluto reinterpretare virandole al maschile. E questo, al netto dello stupore per l’aneddoto unico e curioso, riesce a dare una piega totalmente nuova ai pezzi, che nella sua bocca diventano ferali e imprevedibili - sia che parli di ghosting che di amori disfunzionali (due piaghe, ahinoi, delle relazioni di oggi). La copertina iconica, che sembra una gemma ripescata dagli anni ‘70, sintetizza alla perfezione questa relazione: una mano di donna fotografata nell’atto intimo e domestico di lavargli i denti. Lui è passivo e con la bocca aperta, eppure è protagonista indiscusso dell’immagine, quasi una testa di statua greca in technicolor.

Nonostante Ibarra sia un autore e musicista talentuoso, con alle spalle esperienze fortunate (con la sua ultima band, i Bala Desejo, ha vinto un Latin Grammy) le canzoni di questo disco scritte da lui sono meno della metà. E la cosa più interessante ancora è che la maggioranza sono vere e proprie cover: canzoni di artisti suoi coetanei già pubblicate pochi anni fa, ma alle quali lui ha messo vestiti totalmente diversi.

È strano che il fatto che siano cover non sia indicato da nessuna parte nella tracklist, ma leggendo recensioni e interviste sulla stampa locale pare che questo non sia stato un problema o una sorpresa per nessuno. Immagino sia perché la musica in Brasile è per definizione un’esperienza collettiva, uno scambio continuo, un partenariato, un amoroso flusso che non si ferma nemmeno davanti alla polizia o ai dittatori, figuriamoci se si formalizza davanti un feat o una cover. Tutta questa freschezza ha appagato la mia sete di ascoltatrice e non vedo l’ora di vederlo dal vivo (in full band!) a maggio.

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L'articolo Se Prince fosse nato a Rio de Janeiro: scopri Zé Ibarra al MI AMI 2026 di Nur Al Habash è apparso su Rockit.it il 2026-03-09 10:26:00

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