SENZA CUORE: Benedetti nel sangue (urlare l'amore) Rubrica

08/05/2007 di Alberto Motta

(Una ragazza innocente, dopo aver conosciuto Motta - Foto da internet)

E' da tempo la rubrica più controversa del ROCKIT'mag. C'è chi la ama e chi la odia, senza possibilità di scampo. Fra indignazione e pulsioni nascoste, ripeschiamo dal numero #35 del nostro free press un episodio ben riuscito della saga di Alberto Motta. Godetene tutti.



Qualcosa stavolta è andato davvero storto. Con me che mi trovo improvvisamente sdraiato in un bagno di sangue. Con l'odore del ferro arrugginito che mi morde le narici. Questa volta non doveva andare così. Questa volta tutto poteva essere giusto. Questa volta si è trasformata in una carneficina. Con io che non ho il coraggio di guardare in basso e allora mi concentro verso il soffitto, manco pregassi iddio. Concentrato sul fossile di zanzara nell'esatto centro dell'impronta di una ciabatta Decathlon (si direbbe). E poi. Poi c'è che sentirsi un dito che affonda sempre più nel culo non aiuta. A secco. Senza benefit sul davanti. E allora quando il dolore scalza definitivamente dal trono il poco piacere che stava montando durante il massaggio perianale pensi che sì, che forse anche così va bene.

Che non sai se è bello, né cosa sia il bello. Che non sai più perché sei lì. No. Non precipitiamo, quello lo ricordi ancora. Era sempre per la sensazione del burro fuso rovente attorno al. Ma a questo punto l'amore incondizionato e completo di 30 minuti, automatico in un uomo con il pene eretto, ha preso le sembianze splatter del film "Splatters, gli schizzacervelli" (Usa 1992). La scena finale per l'esattezza, quella in cui lui si trova nell'atrio di casa e consegna alla storia la miglior performance di motosega del cinema contemporaneo. Solo che qui siete in due, e se lei è uno zombie, beh preghi comunque l'iddio oltre la zanzara che la fine del mondo arrivi al più presto.

Di bianca lei è bianca, il che è un bel contrasto con il rosso del suo flusso mestruale nel quale si era appena tuffato il fido destriero. Le coperte danno un tono all'ambiente e tu sei lì che proprio non riesci a godere per l'incursione anale di ripiego, un atto di dolcezza pura per la quale abbracceresti di riconoscenza la tua zombie fino a domattina. Quindi vi alzate e gocciolate sangue fino alla doccia dove scoprite (ma lei magari già sapeva) che il sangue macchia peggio del vino rosso. Brucerà sul cazzo? Comunque è tardi e tra poco avete la cena e lei è bella proprio come iddio l'ha voluta per me. Come me la sono meritata. Come è maturata nei suoi 27 anni lontana da me. E io allora ti colgo lo stesso amore mio e anche quasi senza accorgermi ti tengo per la gola e mentre apri le gambe senza sapere cosa voglio comincio a entrarti dentro piano. Dietro. Pensando ancora al tuo dito e alla scena di un crimine di poco prima. Con l'acqua che ci netta dal peccato e dalle ingiustizie. Nel tuo silenzio di dolore che voglio portarmi dentro ora e sempre. E poi ci sono io che ti consegno tutto quello che non posso non darti. Solo per dirti che ti amo ovunque. Che abbiamo avuto vite prima. Che va-sempre-tutto -bene. E che sei mia e se vuoi un po' di me prenditelo.

Chiudiamo l'acqua nel silenzio. E andiamo a dormire benedetti nel sangue.



Commenti (1)

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati