SENZA CUORE: La posta del cuore - Family life Rubrica

18/12/2007 di Violetta Bellocchio

(Una famiglia felice - Foto da internet)

Un nuovo episodio della "Posta del cuore" la rubrica del nostro Rockit'MAG. In occasione del periodo natalizio ecco un racconto esclusivo di Violetta Bellocchio. Le feste vanno passate in famiglia.



Quando mio fratello annuncia di saper suonare la Marsigliese con il proprio cranio, io sorrido e gli chiedo di raccontarmi tutto dall'inizio, come se avessi davanti un ritardatone con l'occhio al posto della bocca che tiene in mano un portacenere fatto col Das.

Me ne pentirò, giusto. Ma mi sto sforzando di essere più tollerante. Da qualche parte devo pur cominciare.

E quindi.

Stando alla versione di mio fratello, una sera, in via sperimentale, ha iniziato a percuotersi la calotta cranica. Si è accorto che a punti diversi corrispondevano note diverse. E così ha scoperto di avere un aggeggio musicale a disposizione, ogni volta che vuole.

Però, nuova come cosa, dico io.

Sono tanto felice, dice lui.

Ho passato anni colpendo mio fratello a palmo aperto, e non ricordo che la sua testa abbia mai prodotto suoni diversi da un soddisfacente rumore di cocomero ancora cavo.

D'altra parte, non ho nemmeno mai avuto rapporti sessuali con mio fratello: non per la faccenda dei condizionamenti culturali – quanto ho pregato i miei genitori che mi facessero un gemello – ma perché tra me e lui c'è qualche differenza. Che quando io entravo nella tumultuosa vegetazione dello sviluppo lui giocava con la fabbrica dello Slime, e davanti a certe cose i tuoi limiti li scopri per forza.

Già che ci sei raccontagliela tutta, dice sua moglie, appoggiata al muro.

Perché, c'è dell'altro?, dico io.

Nel giro di un anno mio fratello ha incontrato, corteggiato e sposato Celeste, una poster girl della gioventù hitleriana, capelli biondi, pelle bianca, occhi da piastrella, non alza la voce, lo tratta con un indicibile miscuglio di tenerezza, disprezzo e compassione. Buttiamo sullo scuro, in famiglia, e Celeste è stata un'offerta che non si può rifiutare. Privatamente intrattengo il sospetto che si dedichino a giochi di ruolo nel genere ti sei mai scopato un'ebrea?, ma, appunto. Privatamente.

Non fumatrice, tra l'altro.

Comunque.

È solo grazie a Celeste se scopro che questo passatempo è stato coniato durante la, come vogliamo chiamarla, fase postcoitale dei due.

La sera in questione, mio fratello ha appena terminato di giacere con sua moglie. Forse vuole mettersi a strillare "sono vivo!" ma teme di svegliare i vicini. Forse si sente solo mentre lei si lava i denti. La cosa importante è che Celeste, quando torna in camera, lo trova in piedi sul letto che si sta tirando delle manate tra capo e collo.

Tesoro, è incredibile! Mi suona la testa!, dice lui.

Fantastico, tesoro, hai vinto una bambolina, dice lei.

Ti suono qualcosa?, dice lui.

Non lo so, dice lei, la Marsigliese?

E così nasce la leggenda del polistrumentista Mio Fratello e il suo cranio delle meraviglie.

Mio fratello, il cane da circo.

Sono passati due mesi da quando ho sentito raccontare questa storia.

Passo molto tempo per conto mio, ultimamente.

Penso che dovrei saper bastare a me stessa.

E poi penso a mio fratello, avvolto nelle lenzuola a due piazze, che si picchia la testa per offrire un diversivo alla sua giovane sposa.



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