Serata GammaPop - Bologna Live report, 13/11/1998

13/11/1998 di



Una serata all'insegna del terrorismo sonoro, o quasi. In due parole si può riassumere tutto ciò che è stato visto e sentito all'interno dello stabile bolognese; inoltre abbiamo assistito ad uno show che conferma la validità delle produzioni targare Gamma Pop. Ma andiamo con ordine…
Cominciano i Julie's Haircut, quattro giovani che iniettano una buona dose di pop nella loro miscela e confezionano canzoni intitolate "Pop rock star", "My house is on fire" e la stuzzicante "I'm in love with someone", pur partendo da un intro strumentale che li riconduce alle atmosfere dei Mogwai, forse per voler spiazzare tutti coloro che li incasellano tra i Pavement e i Sonic Youth o anche per dimostrare la loro voglia di sperimentare.

E quando si parla di sperimentazione non si può non far riferimento ai RoseIslandRoad, un terzetto al traguardo della prima fatica discografica, in grado di conciliare le atmosfere post-rock con riff chitarristici che partono dagli Husker Du e arrivano allo stoner-rock, per generare alla fine un impasto sonoro di notevole spessore. I loro brani sono 'catartici' più di quanto possiate immaginare, e rivelano una conoscenza di fondo di certo rock nato e cresciuto negli Stati Uniti. Per il sottoscritto una piacevolissima sorpresa, visto soprattutto l'approccio mai banale e la maturità che già dimostrano.

A chiudere l'evento ci hanno pensato i Cut, la 'next big thing' bolognese. Il loro set è stato trascinante quanto gli altri due, con la differenza che il sound di questa formazione parte da presupposti punk 'n' roll e li prescinde. Citare la conclusiva "Psycho rock 'n' roll" è forse scontato, visto che l'esecuzione straripante del pezzo avrebbe fatto rabbrividire l'ultimo Jon Spencer; potremmo allora richiamarci alla versione infiammabile di "Snake dancer", ma non dovremmo dimenticarci di "Get out of my way" e "Super cynic". Naturalmente il tutto condito da tre chitarre abrasive, un drumming eccellente e una front-man, Elena Skoko, che non si concede un attimo di tregua.

Non so se e quanto il lavoro della Gamma Pop possa dar vita ad una scena 'made in Bologna', ma sta di fatto che serate del genere screditerebbero gli esterofili più accaniti: provare (anche su disco) per credere.



Pagine: Cut Julie's Haircut

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