Folkabbestia - Settembre Rendese - Rende (CS) Live report, 18/09/2001

23/09/2001 di Eliseno Sposato



Nonostante le nuvole pesanti che hanno partorito pioggia per quasi tutta la giornata, la seconda serata del “settembre rendese” ha portato il sereno sul numerosissimo pubblico accorso al concerto dei Folkabbestia. Il ritorno in Calabria ha confermato il successo che la banda pugliese ha raccolto quest’estate girando l’Italia e la Germania. Il clima di festa che contraddistingue i concerti di Francesco Fiore e compagni, si crea sin dalle prime note de “il frottoliere” brano guida del secondo cd “Se la rosa non si chiamerebbe rosa, Rita sarebbe il suo nome”. La patchanka pugliese vive di una pregevole commistione di tarantelle irlandesi e gighe che si specchiano nell’azzurro mare salentino, passando per un’attitudine colta ed ironica che si riscontra nei testi delle canzoni. L’esperienza accumulata in anni di van consente a Lorenzo Mannarini di portare a spasso il pubblico a suo piacimento, raccontando piccoli aneddoti che altro non sono che efficaci presentazioni delle canzoni in repertorio. L’entusiasmo che si sprigiona dal palco, coinvolge tutti i presenti anche nei momenti più intensi, come quando arriva la dedica alle vittime newyorchesi su “Dentro La Mano”. Quanto sia sentita questa dedica lo si è evinto dall’oscuramento del loro sito internet ( http://www.folkabbestia.com ) nelle giornate tragiche della scorsa settimana, unico esempio del genere di cui si è avuta notizia. Ma i Folka non hanno dimenticato chi muore giorno per giorno o vive nel terrore della guerra o della fame, a causa della globalizzazione: a questo riguardo hanno raccontato la loro esperienza alle manifestazioni di Genova, invitando tutti ad essere vigili perché non si ripeta un altro muro di gomma tipicamente italiano. Ma la festa è nel dna del gruppo e del suo pubblico, ed è ripresa grazie a brani come “U Fricchettone”, con il webmaster Bipo sul palco a fare il maestro di battimani, “Castello Ottagonale” colta ed ironica presa di posizione sulla liberalizzazione delle droghe leggere, “Styla Lollo Manna” e la cover di “Azzurro” che trascina tutti nelle danze. “La fuga in Fa” chiude il concerto e spinge tutti a correre ai ripari dal violento acquazzone scatenato dalle nuvole pesanti che hanno fatto da scenografia nella riuscita serata rendese.



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