Viola (Violante Placido) - Showcase FNAC - Milano Live report, 18/11/2005

21/11/2005 di



La volevamo tutti alla prova del nove: il live.

Sono tra coloro che sono stati convinti dall’album e tra i critici amatoriali – o amanti, ma non è il mio caso! - che si sono presentati alla Fnac in occasione dello showcase, per ora unica possibilità per vederla dal vivo: la lavorazione di un film la terrà impegnata durante i prossimi mesi e sarà difficile per lei fissare un calendario che porti a spasso questo suo “Don’t be shy...”.

La stanzetta al secondo piano di via Torino è piena; guadagnarsi un posto per vedere dov’è allestito il live set è un vero problema. Viola si presenta con jeans, top, pashmina e trecce alla “Anna dai capelli rossi”, ma su di lei fanno un altro effetto rispetto al cartone animato. La sua presenza ed il suo decolté ipnotizzano la platea che aspetta la presentazione: “…eccola, attrice timida e non ancora abituata al pubblico. E’ molto emozionata, le faremo dopo qualche domanda”. Parte l’accompagnamento poi il cantato: timbro caldo e leggero; la voce anche se amplificata è sommersa dai suoni, mixati in modo perfetto per la Fnac, forse anche perché il genere si adatta alla sala. Chiudo gli occhi; è bello il cantautorato, ci si perde volentieri ma qualcosa non torna. Al terzo brano ogni indecisione è spazzata via: non c’è interpretazione, non c’è carisma, non c’è tecnica e quel che è peggio le parole escono tutte da quella bocca/fragola come sussurrate, piene di fiato anche nei momenti in cui andrebbero pronunciate decise, sottolineate. Lei si comporta come una bimba timida, non sa dove tenere le braccia, dove appoggiare lo sguardo. Ha visibilmente paura anche se il pubblico l’applaude e aspetta le sue canzoni.

Ma allora la penso così solo io? Mi guardo intorno e vedo chi la ama come bambolina (come peraltro si atteggia; manca solo l’orsacchiotto appoggiato all’asta del microfono) e chi rimane deluso perché s’aspettava che la semplicità dei suoi brani fosse comunque il risultato di una ricerca, di una maturità e che la ragazza avesse le risorse per “essere cantante”. E’ la disperazione… non riesco a finire d’ascoltare e mi faccio un giro tra i cd tornando solo quando sento iniziata l’intervista, giusto per non farmi andare di traverso anche l’album a cui tengo. Attonita chiacchiero e capto qua e là qualche domanda: “cosa provi quando suoni?”, “lo sai che è bello vedere degli artisti che si emozionano ancora?”, “cosa pensa tuo padre dell’album?”, “che musica ascolti? Quali sono le tue cantanti preferite?”.

Dovevo dirvelo.



Rockit si è spostata alla FNAC di Milano per guardare Viola. Tra opinioni contrastanti, ecco il parere di chi non ha apprezzato lo showcase acustico della cantautrice.

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