Siae vs Rockit - Rockit, profit o no profit?

30/11/1999



Riportiamo qui di seguito, con la stessa visibilità dei nostri articoli, il comunicato della Siae relativo alla questione Rockit, a presto una nostra risposta con le dovute precisazioni del caso.

In merito agli articoli apparsi sul web con riferimento ai rapporti tra SIAE e ROCKIT, la Società Italiana degli Autori ed Editori precisa quanto segue.

Attraverso una serie di provvedimenti tra i quali la "licenza per l'uso del repertorio tutelato su Internet" (c.d. licenza multimediale: (http://www.siae.it) la SIAE ha avviato una politica tesa a favorire lo sviluppo della musica in rete, prescindendo dalle tecnologie (RealAudio, MP3 o altri) e dai relativi sistemi di utilizzo (streaming o downloading), ma nell'assoluto rispetto del diritto d'autore e nell'interesse di quanti le hanno affidato il mandato.

In linea con quanto avviene in altri Paesi europei, ai responsabili del sito in questione, che diffonde le opere di una alta percentuale di iscritti SIAE (40%), è stato richiesto via E-MAIL di corrispondere i diritti a questi spettanti per le utilizzazioni in rete.

A seguito della dichiarazione di ROCKIT di ritenersi un content provider no-profit, la SIAE ha manifestato la propria disponibilità ad incontrare direttamente i responsabili del sito per approfondire tale argomento, ritenuto importante ed in merito al quale la Società ha già avviato recentemente un primo confronto con Fanzine.net, Associazione rappresentativa del settore.

In attesa del chiarimento, la SIAE non ha impedito al sito di mantenere la programmazione e la connessa attività, dichiarando di rinunciare espressamente a qualsiasi attività inibitoria.

Ciò nonostante, ROCKIT ha autonomamente deciso di togliere dal sito sia l'ascolto in RealAudio delle opere degli aventi diritto tutelati dalla SIAE sia quello di tutti gli altri autori, atto strumentale e autolesionista, ed ha contestualmente avviato una campagna informativa contro questa Società.

Tale campagna si basa su considerazioni preconcettuali ed in parte inesatte, considerazioni riprese - oltretutto in modo superficiale perchè privo della dovuta verifica - da alcuni organi di informazione on line, in particolare Kataweb e Punto Informatico.

Trattandosi di dichiarazioni che forniscono una visione distorta della realtà dei fatti, la SIAE non può sottrarsi dall'esprimere alcune considerazioni:

  • E' vero (come sostenuto da Kataweb: http://www.kwmusica.Kataweb.IT/Kwmusica/news) che ROCKIT è una fanzine telematica dedicata "esclusivamente ai gruppi ed agli artisti nazionali senza contratti discografici"?

    Dalla lettura del Sito risulterebbe che ROCKIT promuove anche gruppi dotati di contratto con produttori multinazionali ed indipendenti, e, come tali, già inseriti in un circuito commerciale.

  • E' vero (come sostiene Punto Informatico nei suoi articoli ) che tutti gli autori e gli artisti inseriti nel circuito ROCKIT hanno dato il proprio consenso?
    In base al meccanismo di immissione in rete predisposto dal content provider, molti autori regolarmente iscritti alla SIAE (e che pagano quote associative per ottenere da questa Società una legittima tutela), potrebbero essere stati inseriti a loro insaputa nel circuito ROCKIT. Si tratterebbe di autori della parte musicale o della parte letteraria, e di soggetti giuridici titolari di piccole quote di ripartizione, che hanno il diritto di essere compensati per le utilizzazioni che terzi fanno delle loro opere.

    La fondatezza del dubbio sta nel fatto che nelle pagine relative al rapporto con gli utenti (http://www.rockit.it/disclaimer.htm) il Sito non richiede neppure l'esistenza del consenso degli aventi diritto per la diffusione delle loro opere.

    Va sempre tenuto presente che una realtà sono gli artisti, gli interpreti e gli esecutori, altra realtà sono gli autori e gli altri aventi diritto. Ritenere che l'interesse ed il consenso dei primi presupponga il consenso dei secondi è inaccettabile sotto il mero profilo logico, perché i primi possono avere l'interesse di farsi conoscere dal pubblico; i secondi vivono della propria creatività e di corrispettivi per l'uso delle proprie opere.

    Se a volte le due categorie coincidono (cantautori) il principio resta pur sempre quello enunciato.

    Oltretutto, qualora i dubbi finora espressi risultassero fondati, rilevato che il sito - nella stessa pagina - non permette di "duplicare, pubblicare, modificare o distribuire il materiale del sito senza una specifica autorizzazione dei proprietari di ROCKIT", risulterebbe nei fatti che gli stessi proprietari di ROCKIT avrebbero formulato una espressa riserva all'uso di diritti che NON appartengono a loro.

    Infine, con riferimento al materiale che viene diffuso on line, ROCKIT autoesclude la propria responsabilità in caso di lesione del diritto d'autore di terzi, il che è moralmente e giuridicamente insostenibile.

  • Possono essere qualificate come "libere da profitti" quelle attività che offrendo spazi pubblicitari a terzi, dietro corrispettivo, ottengono finanziamenti e introiti pubblicitari?

    Di norma, e a tutti gli effetti, tali attività vengono qualificate come "commerciali", prescindendo dal guadagno che il sito è in grado di ottenere in conseguenza della sua capacità e della disponibilità dei singoli sponsor e dalle modalità di offerta al pubblico.

  • E' vero quanto riportato da ROCKIT (e da altri) in merito all'onerosità delle somme richieste?
    La licenza multimediale prevede un importo forfettario di £ 195.000/mese per tutte le utilizzazioni demo. Di tale cifra, attraverso un sistema di conguagli semestrali ed in presenza di un report dei passaggi (-25%), risultano effettivamente percepite dalla SIAE solo quelle relative ai propri iscritti, nella fattispecie il 40% degli autori inseriti nel circuito. Pertanto l'importo mensile dovuto da ROCKIT è di circa £ 60.000, cifra assolutamente equa ed ampiamente sostenibile da chi, offrendo al mercato un servizio con spazi pubblicitari, acquisisce finanziamenti da sponsor anche qualificati (http://rockit.it/pubblicita.htm).


°°°


Deve essere a tutti noto che la SIAE, che lavora per conto degli autori, ha avviato un profondo processo di rinnovamento e di perfezionamento della propria attività di tutela degli associati, con particolare riferimento alle trasformazioni che Internet sta introducendo nei tradizionali sistemi di diffusione al pubblico.

In questo ambito la Società ritiene degne di particolare attenzione le problematiche relative al NO PROFIT ed ai FAN CLUB diffusi su Internet, materie per le quali sono invitati al confronto i principali operatori dei rispettivi settori.

Tutti gli operatori che (come la stessa Kataweb) hanno già sottoscritto accordi con la SIAE per l'utilizzazione dei repertori tutelati, hanno potuto verificare la reale disponibilità della Società degli Autori ad un rapporto costruttivo, fondato sul rispetto delle posizioni di tutti.

Il dialogo è aperto, e sarà tanto più produttivo quanto più i singoli interlocutori si mostreranno leali e rispettosi dei diritti degli altri. La libertà della rete (non l'anarchia) è un bene prezioso, ma un bene di tutti.

SIAE - Direzione Generale
Multimedialità



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