Siae vs Rockit - Siae: due pesi due misure

15/11/1999 di



ROCKIT perde tutti i REAL AUDIO dei propri artisti a causa delle nuove decisioni dell'intermediario sui diritti d'autore…

From: "multimedia siae"
Subject: Comunicazioni attività internet
Date: Tue, 2 Nov 1999 09:44:20 +0100

SIAE Direzione Generale

Roma, lì 02 novembre 1999
Funzione Multimedialità
N° Prot. 505/99MP

Spett.le Direzione del

www.rockit.it

Oggetto: Comunicazione relative alla Vs. attività via Internet

Avendo la necessità di comunicare col Vs. legale rappresentante, gradiremmo poter ricevere l'indirizzo, oltre che un numero di telefono ed un Fax, della Vs. sede legale.

Rimanendo a Vs. disposizione per i chiarimenti del caso, potrete contattarci ai numeri telefonici indicati in calce.

In attesa di un Vs. cortese riscontro Vi porgiamo distinti saluti.

IL DIRETTORE

Filippo Gasparro

S.I.A.E. Direzione Generale
Via della Letteratura, 30 - 00144 Roma -
Funzione Multimedialità
Tel. 065990212/711/616
Fax 065990041
e-mail multimedia@siae.it


Quella che vedete qui sopra riprodotta e' l'email con la quale formalmente si e' aperto un problema destinato a rallentare notevolmente l'espansione di Rockit e di altri siti simili.

Rockit da questo momento non e' più autorizzato a utilizzare qualsiasi tipo di clip audio a meno di non versare alcuni milioni nelle casse della SIAE.

Tutti voi, musicisti e no, conoscerete probabilmente la SIAE, la società italiana degli autori e degli editori, che riceve dagli artisti il mandato di tutelare il famoso diritto d'autore.

Ebbene, sembra che tale società stia vedendo sfumare la propria egemonia incontrastata nell'ambito della tutela del diritto d'autore, a causa dell'avanzamento delle tecnologie informatiche che in un sol colpo hanno fornito, oltreché un mezzo di abbattimento dei costi, un trampolino per saltare a pie' pari la lenta e pesante burocrazia italiana.

Impelagarsi in una discussione sulla SIAE con tutte le implicazioni sulla sua efficacia, validità, serietà, ecc. e' piuttosto lungo nonché noioso, ma dal nostro punto di vista ci preme portarvi a conoscenza di quello che sta succedendo al sito di Rockit in questo periodo di stravolgimenti internazionali in campo musicale.

Personalmente viaggio in rete da circa dodici anni e nonostante le numerose innovazioni e modificazioni subite dalle reti telematiche, c'è sempre stato un filo conduttore che ne ha scandito l'evoluzione, quello della libertà (nel senso più ampio che riuscite ad attribuire al termine).

Per chi non lo sapesse internet e' una rete teoricamente senza un vertice, che pertanto dovrebbe sfuggire dai controlli e dalle costrizioni di qualsiasi tipo. Sicuramente tutti siamo d'accordo che tale concetto estremo e' quantomeno criticabile, perché se e' vero che la rete consente una diffusione piena e libera della cultura, d'altra parte essa ha spesso fornito il campo per intraprendere azioni illegali e immorali.

Arrivati oggi ad un punto nel quale questa forma di comunicazione penetra sempre di più le nostre vite (direttamente o indirettamente) si e' giustamente posto il problema di approntare una serie di strumenti in grado di controbattere i rischi derivanti dalla telematica.

Fin qui nulla di sbagliato, il problema e' che di fronte a questo nuovo mondo dinamico e in continua evoluzione, che sta annullando la geografia e avvicinando le culture, si tenta spesso di fornire forme di controllo legate alle vecchie e immutabili modalità politiche e burocratiche e, come tutti ben sapete, in Italia in quanto a obsolescenza di metodologie non siamo secondi a nessuno…

La SIAE e' prevista dall'art. 180 della legge sul diritto d'autore che le attribuisce in via esclusiva (e perché poi?…) l'attività di intermediazione nella gestione dei diritti relativi alle opere dell'ingegno.

Tale unico intermediario dovrebbe fare gli interessi degli Autori, agendo a nome loro per tutelarne i diritti e favorirne l'attività… e per anni questo modus agendi, pur con tutte le ingiustizie e le polemiche che lo hanno accompagnato, e' sembrato essere il solo possibile per la nostra società, abituata a essere controllata e guidata da lenti e pesanti macroapparati statali.

Ma che succede quando nel sistema si inserisce un elemento imprevisto e incontrollabile come Internet, in grado di dare voce e forza a una moltitudine di individui, capaci di farsi ascoltare liberamente da un massiccio pubblico?

Purtroppo accade quello che nei secoli e' sempre accaduto, si tenta di resistere e di controllare la novità ed e' ciò che la SIAE sta appunto tentando di fare… e al momento sembra esserci riuscita con Rockit (e probabilmente presto anche con molti altri siti).

Come tutti i navigatori sapranno, internet consente la diffusione di brani musicali in vari formati (RealAudio, MP3, LiquidAudio, ecc.) e tale possibilità e' alla base degli stravolgimenti imminenti che tutte le maggiori case discografiche stanno cercando in qualche modo di limitare.

La SIAE, per essere al passo coi tempi (?), ha approntato una LICENZA SPERIMENTALE che tutti i siti che contengono anche solo pochi secondi di musica, in qualsiasi formato, di autori registrati SIAE, devono firmare versando ovviamente anche un corrispettivo in denaro.

Apparentemente la cosa potrebbe anche avere un senso (e nemmeno tanto…) quando si faccia riferimento a siti internet che abbiano una attività commerciale e che traggano fonte di lucro dalla riproduzione telematica o dalla vendita di clip audio di opere tutelate.

Siti che ad esempio riproducano senza il permesso, le opere di grandi artisti, che palesemente possono generare un ritorno di immagine tale da garantire rientri economici e di immagine.

Per quanto ci riguarda il problema e' ben diverso, anzitutto perché attualmente Rockit non e' (purtroppo) fonte di guadagno per nessuno, ma soprattutto perché in rete siamo forse gli unici o tra i pochi a dar retta alle registrazioni di tutta Italia, senza chiedere nulla in cambio e fornendo comunque la possibilità ad artisti di cui la SIAE si infischia altamente, di essere letti e ascoltati da decine di migliaia di persone.

La SIAE, soddisfatta del fatto che diamo, al posto suo, una mano ai suoi artisti emergenti, ci ha ringraziato chiedendoci di firmare un bel contratto nel quale ci impegniamo a versare annualmente un importo da un minimo di 2.340.000 a un massimo di 4.680.000 più tutti gli sbattimenti del caso.

La cosa ancor più interessante e' che in Europa attualmente non esiste alcuna regolamentazione nazionale e internazionale che preveda internet e la telematica come forma di diffusione audio e pertanto che possa essere controllata da società come la SIAE.

Molte sono le proposte in fase di studio a livello europeo per dare una normativa assimilabile da tutti, ma nulla di concreto, eppure la SIAE, dalla sua posizione di "monopolio dell'intermediazione del diritto d'autore", può permettersi di imporre una Licenza SPERIMENTALE a tutti i maggiori siti internet (se non altro rimane la soddisfazione di essere posti al livello dei grandi siti con i soldi…)

L'intento e' chiaramente quello di partire dai siti più grandi per dare una sorta di esempio a quelli più piccoli e penetrare pian piano ogni pagina della rete che abbia a che fare con la musica (e non solo).

Lo scenario che si presenterà nel futuro e' quello di una SIAE che tenterà di imporre una tariffazione anche a tutte le home-page dei fans e degli stessi artisti (che lo ricordiamo, devono pagare i diritti se vogliono usare il proprio materiale)

Purtroppo Rockit non possiede uno studio legale e non ci e' possibile far guerra alla SIAE, ma in un ipotetico contenzioso rimaniamo convinti che viste le numerose implicazioni di Internet sarebbe quantomeno difficile convincere qualcuno che un sito internet:

  • NO-PROFIT;
  • che abbia brani in qualità RealAudio (quindi con notevole manipolazione dell'audio e cambiamento della resa sonora dell'opera);
  • in forma gratuita e dimostrativa;
  • riprodotti per poche decine di secondi;
  • per di più posti su un server statunitense (nazione musicalmente più civile, dove sotto i 30 secondi si possono, giustamente, sfruttare le opere altrui senza pagare diritti purché l'uso non sia a fine di lucro);
  • di gruppi quasi esclusivamente emergenti e purtroppo sconosciuti;
  • con l'autorizzazione (e spesso la preghiera) degli artisti a usare i clip audio;
  • e vista la mancanza di una chiara regolamentazione in materia;

venga costretto a pagare un corrispettivo in denaro (tra le altre cose deciso a priori senza alcuna motivazione sul perché dell'entità dell'esborso).

In pratica però non possiamo dimostrare queste nostre convinzioni in via legale perché le nostre finanze (se possiamo chiamarle tali) non ce lo consentono e al momento l'unica soluzione all'orizzonte per evitare le ire della SIAE e' quella di togliere tutti i clip audio dal sito di Rockit, con buona pace degli artisti e dei lettori, entrambi a loro modo danneggiati.

L'unica speranza e' che nel futuro si scelga una soluzione diversa e improntata sul concetto di equità, secondo il quale individui in situazioni diverse vanno trattati in modo diverso.

Se e' vero, infatti, che il diritto d'autore va tutelato, e' anche vero che non si possono pretendere quasi cinque milioni annui per avere l'autorizzazione ad avere alcuni secondi di audio di artisti emergenti e pressoché sconosciuti!

Per stare al passo coi tempi, ed essere in grado di gestire le molteplici realtà che si sviluppano in Internet, occorrerebbe una riorganizzazione della SIAE, auspicando l'utilizzo di modalità di intervento moderne e flessibili, in grado di operare una positiva discriminazione tra artisti con esigenze diverse, mentre attualmente gli artisti emergenti si vedono tarpare le ali da un apparato lento e burocratizzato, con metodi vecchi e stratificati nel tempo, che finiscono per favorire quasi esclusivamente i grandissimi (per quantità di vendite) artisti.

Nel nostro piccolo eravamo (siamo!) convinti di poter dare un contributo alla diffusione di un certo tipo di cultura, certi che Internet possa essere una porta abbastanza grande da farci passare tutti senza litigare… magari con l'aiuto di un po' di buon senso…



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