Sila In Festa - Lorica (CS) Live report, 07/08/2001

27/08/2001 di Eliseno Sposato



La seconda serata di “Sila in festa” ha raccolto più di duemila persone, accorse sulle rive del lago Arvo per una serata all’insegna della musica napoletana. Di scena una delle band più quotate del panorama indipendente italiano, i 24 Grana, ed un nome storico come quello di Daniele Sepe. Due concerti che hanno soddisfatto pienamente il pubblico presente, un po’ meno il cronista. Hanno aperto la serata i 24 Grana, freschi di repertorio con le canzoni del nuovo album “K”, proposto quasi per intero con poche concessioni al passato, una versione di “stai mai cca” estremamente dura. Tutto incentrato sulla forma canzone, anzi kanzone, il loro nuovo percorso affascina se ascoltato su disco, ma non convince affatto in versione live. Le canzoni appaiono tutte uguali, il gruppo sul palco è troppo statico e si nota un eccessivo uso di echi sulla voce non sempre apparsi adeguati. Strano dover segnalare che uno dei pochi momenti di sussulto è rappresentato dall’ingresso in palcoscenico di Libera Velo, chiamata a cantare la “kanzone del pisello”. Intendiamoci, non che si sia trattato di un brutto concerto, tra l’altro il pubblico si è molto divertito, solo si resta con un senso d’insoddisfazione che cresce se si ricordano i concerti della tournée di “Metaversus”. A seguire un Daniele Sepe apparso in grande spolvero che, fedele al suo impegno militante, ha dedicato il concerto al giovane Carlo Giuliani, vittima degli scontri di Genova durante il recente G8. Il concerto di Sepe è stato energico ed imprevedibile, per certi versi anche discutibile, visto il gran numero di stili musicali messi in campo. Alcuni passaggi hanno lasciato perplessi, tipo inserire una tarantella in mezzo a brani che riecheggiavano il mito di Frank Zappa o rimandavano alla memoria le suite strumentali di stile progressive. Il carisma del musicista napoletano ha condotto in porto la serata con trascinanti armonie al limite del free jazz, adeguato alla tradizione popolare non solo napoletana, ma anche calabrese e di altre parti del mondo. Una varietà a tratti godibile, ma anche tediosa, che andrebbe meglio registrata. Resta comunque alla fine un successo di pubblico che cresce sera dopo sera, che porta al successo un festival oramai consolidato nel panorama calabrese, che si scontra anche con strutture non adeguate, si pensi solo alla difficoltà nei trasporti per chi volesse affidarsi ai mezzi pubblici, veramente latenti. Ma questo è un discorso da affrontare in separata sede.



Pagine: 24 Grana Daniele Sepe

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