Bludeepa - Sinister Noise - Roma Live report, 01/06/2007

10/07/2007 di

(I Bluedeepa dal vivo - Foto da internet)

I Bluedeepa al Sinister Noise di Roma. Il pubblico non è dei più gremiti, molte serate importanti fanno concorrenza. La band parte energica e coinvolgente per poi rallentare in momenti più lenti e psichedelici non del tutto convincenti. Un concerto che li presenta come un gruppo dalle buone qualità ma con ancora molti aspetti da perfezionare. Andrea Borraccino racconta.



Nella notte in cui si esibiscono i Giardini di Mirò all’Eur e Bugo insieme a Remo Remotti all’Alpheus mi muovo verso l’ultimo arrivato tra i club indie romani, il Sinister Noise, per ascoltare i Bludeepa. Senza troppi clamori hanno appena pubblicato “In assoluta presenza di fragilità”, album dalle atmosfere notturne ed oscure. Profondo blu, appunto.

Il concerto è aperto dai Wooden Toys, dei quali non ricorderò altro che un bravo batterista ed una voce penalizzata da volumi inadeguati. I Bludeepa invece partono bene, puntando molto sul proprio cantante, capace di tenere la scena con stile ed un bel timbro. La prima parte della scaletta, fortemente improntata sull’ultimo album, evidenzia la chiara influenza dei primi Subsonica e dei Massive Attack, gruppi dai quali prendono in prestito battiti drum’n’bass, un’elettronica latente, qualche chitarra in levare e soprattutto un groove compatto. Densissimo.

Poi avviene qualcosa. In parte è il lento ricambio delle persone dentro la sala, non più di venticinque, in parte le sonorità che si fanno più lente e concettuali, sbriciolando tutta l’energia scatenata fino a quel momento. I Bludeepa si perdono in spirali psichedeliche, strumentali, ben suonate ma incapaci di coinvolgere. Il ritrovarsi seduti a gambe incrociate per terra o con il mento poggiato sul pugno è l’emblema di una noia condivisa.

L’impressione finale è quella di un gruppo di buon livello sui pezzi più danzerecci e veloci, erroneamente collocati in una scaletta poco omogenea. Un’occasione non sfruttata pienamente: sapranno rifarsi?



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