Il restauro del sintetizzatore di Doctor Who

Tutte le foto e i video via http://www.abc.net.au/ - EMS sintetizzatore restauratoTutte le foto e i video via http://www.abc.net.au/ - EMS sintetizzatore restaurato
20/02/2015 di

Quando Leslie Craythorn lascerà quest'anno il Melbourne Conservatorium of Music per andare in pensione, lascerà nelle aule anche uno strumento molto raro. Su richiesta della stessa università infatti, Craythorn ha passato gli ultimi anni di lavoro nel restauro di un raro sintetizzatore modulare, l'Electronic Music Studios (EMS) Synthi 100.

A guardarlo, con tutte quelle manopole colorate e schermi vintage, sembra uscito da qualche telefilm fantascientifico, e in qualche modo è proprio così. Craythorn ha spiegato infatti che lo strumento è l'esatta copia di quello utilizzato dal BBC Radiophonic Workshop negli anni '70 per creare gli effetti sonori della serie di Doctor Who. Al mondo si contano solo tre esemplari funzionanti, e quello presente in università venne spedito da Londra nel marzo 1973, diventando subito lo strumento chiave per le aule di musica elettronica.



Il primo incontro di Craythorn con il Synthi avvenne nel 1975, quando lavorava come tecnico del laboratorio di musica elettronica del Conservatorio di Melbourne. Craythorn è rimasto affianco dello strumento per 12 anni interi, spronando gli studenti ad utilizzarlo per creare nuova musica sperimentale, e producendo proprio nel '75 il primo LP di musica elettronica dell'università, pieno di suoni simil-ufo, onde che richiamavano il rumore di quelle dell'oceano e un sacco di beep strani, senza nemmeno un accordo "classico".

Oltre che per la BBC, gli Electronic Music Studios di Londra fornirono in quegli anni sintetizzatori per gruppi del calibro di Pink Floyd, Brian Eno, The Who, e per il nostro Franco Battiato. Il fondatore Tristram Cary, che costruì i primi synth mentre lavorava come tecnico radar per la Marina Reale Inglese, era particolarmente interessato ad oltrepassare i limiti conosciuti in musica e a creare strumenti che potessero generare suoni completamente nuovi. 

 Negli anni '80 i sintetizzatori digitali presero rapidamente il sopravvento, ma grazie a qualche vecchio tecnico possiamo ancora ammirare i pochi synth analogici rimasti. L'Università di Melbourne ha tenuto da parte lo strumento per 20 anni prima di decidere di investirci tempo e soldi per riportarlo alle condizioni iniziali. Craythorn ha dovuto rimuovere ognuno degli 84 circuiti e delle 184 manopole per pulirle con uno speciale lubrificante e un bagno ad ultrasuoni. Con l'aiuto del tecnico EMS Robin Wood è riuscito a trovare in giro per il mondo tutti i componenti che andavano sostituiti, ed ora lo strumento è operativo al 90%. Entro marzo Craythorn spera di riportare il sintetizzatore al massimo del suo funzionamento, in occasione di un concerto speciale.

 

 

Tag: tecnologia strumenti elettronica

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