Lo ska italiano sta rinascendo?

Ska e Jazz italianoSka e Jazz italiano
09/11/2015 di

Se ne è parlato più volte, su queste pagine: dopo il boom della seconda metà degli anni '90, lo ska è semplicemente sparito dai radar della musica italiana. Sono sopravvissute poche formazioni di quella ondata, che ha avuto da una parte il merito di diffondere un genere che negli anni precedenti ad essa era limitato a pochissimi interpreti (seppur di grande qualità, in particolare i Casino Royale dei primi due dischi e gli Statuto) dall'altro il demerito di aver appiattito la percezione del pubblico su una sola dimensione, quella dello "ska ska ska" e del demenziale.

In sostanza solo i Vallanzaska (con alcuni alti e bassi) e i già citati Statuto (che però hanno attraversato moltissime fasi, abbracciando vari generi) sono arrivati integri ai giorni nostri; senza dimenticare ovviamente i Bluebeaters, che però già allora erano tarati sul rocksteady e su un repertorio di cover e riletture, e che per rinascere (con l'ottimo "Everybody knows") hanno dovuto separarsi dallo storico frontman Giuliano Palma.



Altre formazioni di quegli anni (Matrioska, Meganoidi) si sono trasformate radicalmente, con non grande successo, e in alcuni casi sono poi tornate sui propri passi; altre si sono sciolte (Arpioni, Shandon, HardDiskaunt); altre ancora (Banda Bassotti, Persiana Jones, Fratelli di Soledad) proseguono nella propria attività ma hanno - chi più chi meno - visto ridurre il proprio "giro".



Dopodiché, sostanzialmente, il vuoto. Per anni. Qualche side-project (Mr. T-Bone & the Young Lions, Sabaudians, Catwalk), qualche band nata dalle ceneri di altre (Ska-j), ma sempre di veterani si parla. Le rare formazioni giovani che si sono fatte notare (Makako Jump, Talco) non sono comunque riuscite ad andare oltre un determinato pubblico, quello che al levare non ha mai voltato le spalle. Ma per il resto, non per forza per mancanza di proposte, poco o nulla da segnalare a livello discografico. A livello live ancora meno.



E oggi? Qualcosa finalmente inizia a muoversi. E questo qualcosa è di livello molto alto. Lasciate alle spalle le ingenuità del passato, ecco che una nuova generazione di musicisti in levare si affaccia nel panorama italiano. Musicisti dalla caratura tecnica elevatissima (quando per anni suonare ska era, per l'italiano medio, sinonimo di non saper suonare) i cui primi riferimenti sono la Giamaica delle origini e la scena newyorkese degli ultimi anni, Slackers e New York Ska-Jazz Ensemble su tutti.



Come i pugliesi Boundless Ska Project, che pochi mesi fa hanno sfornato un esordio contaminatissimo col jazz che evidenzia un talento compositivo davvero raro.



O i conterranei Many Loves Ska Jazz, che più che essere un gruppo ska-jazz sono un gruppo jazz che suona in levare, con tantissime influenze, funk e latin in primis, e un impianto strumentale raffinatissimo.



E sempre restando in ambito ska-jazz, impossibile non menzionare un progetto coraggiosissimo come quello dei North East Ska Jazz Orchestra, vera e propria big band di diciannove (diciannove!) elementi che, in attesa di pubblicare un disco di proprie composizioni, ha esordito con uno sfizioso album che è un piccolo manuale dell'arrangiamento in levare.



Tra le formazioni della nuova leva, vanno segnalati anche i trentini JokerFace, con un bel mix di boss sound, ska Trojan e rhythm & blues



e i romani EtruSka Jazz, con un repertorio a metà tra cover e originali e un classico stile jazzato ma con un occhio in particolare all'aspetto danzereccio (mai da sottovalutare).



E i veterani? Non stanno certo a guardare: Ska-j e Orobians, che sono un po' gli anticipatori di questa nuova scuola di pensiero del levare italiano, sono ancora in giro a dispensare il loro rocksteady jazzeggiante 



Peter Truffa, già tastierista dei New York Ska Jazz Ensemble e poi dei Bluebeaters (della cui risurrezione abbiamo già accennato), si è messo in proprio e ha da poco pubblicato un ep solista composto sostanzialmente di cover ma con una notevole resa vocale e strumentale 



e non contento, ha da poco formato insieme ai Bluebeaters Mr. T-Bone e Count Ferdi (altri due instancabili dell'one drop) un inedito trio piano-batteria-voce e trombone dedito a ska original, mento e calypso, gli Uppertones.



Movimento ce n'è molto, e materiale di qualità da ascoltare altrettanto. È sicuramente presto per parlare di rinascita, principalmente perché a livello di pubblico e di locali si sconta ancora un po' il pregiudizio che dagli anni '90 il genere si porta dietro. Ma con gruppi come questi potrebbe essere finalmente il momento giusto per lasciarselo alle spalle.

Commenti (15)

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  • Luigi Skaterpillar Cillo 23/11/2015 ore 17:01 @djembfolo

    Secondo me lo ska italiano non è mai morto, perchè ci sono sempre stati gruppi validi come, ad esempio, The one droppers, RFC, Back to business,... Chiunque voglia rimanere aggiornato su tutto lo ska minuto per minuto, può ascoltare Skaterpillar, dal 2000 il programma ska più longevo nelle radio d'Italia, in diretta il lunedì dalle 23 alle 24 e in replica il martedì dalle 14 alle 15 su Stream Radio - www.streamradio.it
    Qui si trovano i podcast http://www.streamradio.it/audio/skaterpillar/ e qui il gruppo facebook https://www.facebook.com/groups/275199545114/?fref=ts

  • AnnaMariani 26/01/2016 ore 12:36 @AnnaMariani

    Non vedo citata una Band che secondo me ha fatto tanto in Italia nel panorama Ska..... parlo dei salentini MAMA SKA, un gruppo storico che ha portato il Rocksteady e lo Ska praticamente dappertutto, in italia e all'estero.

  • Luca Mattiuzzo 29/03/2016 ore 11:52 @mattiuzzo.luca

    Noi siamo The Atom Tanks e facciamo qualcosa come patchan-ska. Siamo di Treviso/Venezia. Date un'occhiata al nostro sito!

  • Luca Mattiuzzo 29/03/2016 ore 11:56 @mattiuzzo.luca

    Noi siamo The Atom Tanks e facciamo qualcosa come patchan-ska. Siamo di Treviso/Venezia. Date un'occhiata al nostro sito!

  • Vincenzo De Sanctis 29/03/2016 ore 22:30 @avvince

    Da ricordare anche gli abruzzesi AGUA CALIENTES, i quali, anche se di recente hanno attraversato altri generi, possono vantare un grande album d'esordio "Clackson!", con il quale hanno realizzato una sintesi di ska e soul di grande efficacia!!!

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