Soffocati dagli Asma

Sono in due, vengono dalla Val Camonica e sono gli irriducibili alfieri di un hardcore lo fi ridotto all'osso. Ve li raccontiamo, compreso il loro imperdibile "live in Salotto"

Gli Asma
Gli Asma

Prima di tutto, il nome. Tutti sappiamo quanto la scelta di un nome giochi un ruolo assai importante nella vita di un gruppo. Così, presi dalla foga di risolvere questioni ben più immediate, le giovani aggregazioni giovanili definibili come band trascurano questo particolare, trovando una soluzione alla questione oramai solo quando è drammaticamente tardi. È di solito allora che si opta per tutta quella serie di accrocchi che, da qualche tempo a questa parte, sono diventati la normalità e che soprattutto ben rappresentano lo spirito dei tempi.

Nella mia, ehm, carriera di malvagio critico indipendente, ho imparato a riconoscere spesso la musica contenuta nei dischi (o nelle autoproduzioni, pare che “demo” non si usi più...) che mi arrivavano, soltanto da un rapido colpo d'occhio coverart + ragione sociale. Il che non è assolutamente scritto per mettere in luce la mia presunta acutezza, quanto per sottolineare la banalità di quello che mi arriva. Ne ho letti comunque d'ogni e, alla fine, sono arrivato alla conclusione che assai difficilmente a un nome corto, secco, univoco, asciutto, corrisponde un gruppo di merda. VERME, ALTRO, DUMMO, GOMMA, L'AMO, QUERCIA, VOTTO, CANI (che non sono I Cani), ZEUS, RIVIERA, CASO, MESSA... ditemi voi quando fermarmi!

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Quindi, prima di tutto, il nome: ASMA. Sulla veste grafica ci son due gattini, disegnati in bianco e nero davanti a un mixer. E infine la gloriosa provenienza: Bienno, un posto da tremila anime sito nella Valle Camonica, dove non si fa fatica ad immaginare le alternative possibili a mettersi a suonare hardcore. Ulteriore aspetto che distingue Manuel Bonzi (chitarra, voce e fu già Re Tarantola) e Sergio Alberti (batteria) dalle altre band dedite al suono ampiamente detto “punk” è proprio la loro tecnica di sopravvivenza alla prassi delle registrazioni: spregiudicatamente DIY e incondizionatamente Lo-fi.

Certo, anche altri dischi, anche tra quelli delle band elencate su, senza allungarci inutilmente la minestra, sono grezzi, ma è difficile esprimere quanto sia radicale e radicato l'impegno di Manuel nella sua autarchica visione d'insieme. Dire che la sua produzione e questo debutto omonimo come Asma suona “Lo-fi” significherebbe solo sminuirne et banalizzarne la povertà sonora in un contesto in cui oramai questo tipo di linguaggio (indipendente, DIY, crudo, hardcore, essenziale...) viene usato anche per Noyz Narcos.

Gli Asma
Gli Asma

Il loro album, dodici tracce per poco più di mezz'ora di musica, danno l'impressione di essere suonati in una cucina o in un salotto e, anche se non è proprio andata così (le registrazioni si sono svolte tra “Casa Filtrino”, Bienno e Piamborno, dimostrando una pur vaga ricerca del suono), il Live in Salotto disponibile sul Tubo fa capire (oltre ad uno spiccato sense of humor) come la realtà non sia troppo distante - e quali siano le volontà del progetto. Anche i due strumenti che suonano e il modo in cui li suonano, mostrano un impegno vero e assoluto verso una linea dura e non tecnologica. La batteria ha un set-up ridotto all'osso e anche la chitarra viene suonata in modo abbastanza primitivo, le progressioni degli accordi sono statici o di una semplicità assoluta (semplicità-assoluta), non c'è mai mezza nota in più e assoli ovviamente manco a parlarne.

Poi sta tutto alla vostra knowledge, ai vostri punti di riferimento e al vostro (dis)gusto: i Japandroids di piatti se ne usavano ancora meno di Sergio, gli Altro avevano eliminato i ritornelli rendendo tutto brevissimo, sterile e (c)rude(le). In confronto, negli Asma la forma canzone può dirsi quasi “indie-pop” (virgolette) e a loro modo salva. I pezzi degli Asma restano comunque minimali, in superficie poco impegnativi nelle tematiche, scheletrici, ripetitivi, a tratti anche ossessivi; tuttavia aprono a loro e nostro diletto nuovi orizzonti al sabotaggio sonoro oltre che del “indie” e del “pop”, come oggettivamente era successo nel precedente progetto, anche di quella idea abusata e modaiola di hardcore in tutte le sue forme recenti. Insomma, non si sono limitati a rifiutare la forma-studio e la forma-sonora, hanno rifiutato tutta la sottesa coolness che questa cosa di solito infonde a chi lo fa. Una sorta di indipendenza sonora sottrattiva, se vogliamo.

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Tutto ciò dovrebbe essere bastevole a sufficienza per considerarli un duo degno di nota - o comunque sempre meglio di quello che hanno scodellato in cinque i Crash Boom Bang o come si chiamano chi sapete. La loro singolare ruvidezza e povertà sonora miscelata a messaggi mai totalmente sick and baneali (Corri Con l'Asma, Mattia, A.S.M.A.) o semmai banalizzanti (Bidello Infame, God Did't Save The Queen, Anziani Sparano) li rendono meritevoli d'attenzione. Ma, se me lo chiedete, questo credo sia solo la punta del iceberg degli Asma. L'intro. La profondità del perturbante che incarnano probabilmente è ancora invisibile agli occhi, come si dice. Basta concentrarsi su questo disco, e cercare di capire quale possa essere il fine ultimo dietro quell'indicibile magico unicum nascosto questa volta nella testa di Manuel Bonzi, per rendersene conto. E vi conviene almeno provarci, se non volete che vi rompa gli occhiali.

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L'articolo Soffocati dagli Asma di giorgiomoltisanti è apparso su Rockit.it il 2026-01-21 16:58:00

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