Perturbazione - Sonar - Colle Val D’Elsa (SI) Live report, 04/10/2003

10/10/2003 di



I Perturbazione arrivano al ‘Sonar’ di Colle Val d’Elsa assieme alla pioggia. Aldilà delle facili ironie sulla sorte di un sabato di inizio ottobre, la frase può essere indicativa per un gruppo che vive in un mondo tutto suo. Un mondo fatto di piccole cose, piccole emozioni in sequenza, delicate e fragili, appena dissimulate nella spensieratezza della musica che le accompagna. Una musica che, attraversata dal tocco del violoncello della dolce Elena, assorbe gli umori delle immagini e le circoscrive, le rende nitide ed assimilabili.

L’annuncio imminente della vittoria del Premio “Videoclipped Radio Star”, assegnato al video di “Agosto”, si spera induca qualcuno dei presenti che non ha ancora avuto il piacere a guardarsi questo clip (disponibile in streaming su www.perturbazione.com), in cui il connubio tra immagini animate e musica è assolutamente poesia (tutta giocata sugli umori cui accennavo).

Il concerto comincia con “La rosa dei 20”, proprio come il cd: un crescendo in cui si ritrovano cucchiaiate di nostalgie adolescenziali, come del resto in “Quando si fa buio”. E sei già dentro a quella dimensione nella quale, poi, le varie “Iceberg” e “Senza una scusa” servono a raccontare fughe e ritorni, mentre “I complicati pretesti del come” e l’attesissima “Agosto” esprimono i mali di stagione che rappresentano il pretesto narrativo caratteristico dei nostri. Tutti temi ben sintetizzati in copertina dell’ultima fatica discografica (“In circolo”, uscito nel 2002 per Santeria/Audioglobe); basta osservare l’uomo stilizzato con le valigie di fianco, stretto nel cappotto ad assorbire i colori gelidi e il sole debole agostano (che, come è noto, “…è il mese più freddo dell’anno…”).

La musica suona discretamente all’interno del locale, con un tiro variabile ed un suono denso (d’altro canto sono ben sei sul palco), merito di una sezione ritmica mutevole e due chitarre che sanno ben alternarsi sotto una voce (molto spesso rafforzata da voci seconde) di cui si avverte la consapevolezza delle parole che canta.

Non si segnalano difetti particolari, a parte forse momenti in cui ci si dilunga davanti al microfono in discorsi, per poi perdersi e scusarsi di averlo fatto, ma in fondo, se accade, è perché la serata e l’ambiente sono quelli giusti.

Dopo i momenti ‘patologici’ (nel senso del pathos) c’è spazio anche per episodi più scanzonati che si inaugurano con “Cuorum”, “Fiat lux” ed “Il senso della vite” (secondo estratto dall’album con tanto di videoclip) ad intercalare un finale dove arrivano dediche ed omaggi. Da segnalare “Settembre”, cover del gruppo hc piemontese Arturo, pensata come un ideale (ma ipotetico) lato-b di “Agosto” e il cordoglio per Johnny Cash, che viene celebrato in maniera trasversale attraverso “Hurt” dei Nine Inch Nails (ripresa dallo storico rocker recentemente scomparso nell’ultimo “American IV: The man comes around”).

Il concerto è finito e quando si esce anche la facile ironia è ormai sottile: ha appena smesso di piovere.



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