Sottosuoni - Cagliari Live report, 18/10/2008

27/01/2009 di

(Chemical Marriage - Foto di Nico Massa)

La quattordicesima edizione di Sottosuoni - importante festival dedicato alle band emergenti della Sardegna - l'hanno vinta i Chemical Marriage. Insieme a loro hanno gareggiato molte altre band cagliaritane e non solo. A concludere la serata il live dei Marta Sui Tubi. Michele "Wad" Caporosso era in giuria, ci racconta.



Vinti, ma non convinti. La Sardegna è terra di sottomissione a metà, a livello storico sicuramente. Il livello musicale invece, perlomeno quello che mi ritrovai a valutare da sommo ufficiale giudicante la sera del 18 Ottobre a Cagliari, era sì sottomesso, a suoni proliferati da un certo rock (noise?) anni novanta, ma a tratti convinceva pure. Prima del round finale del concorso ovviamente dovevo arrivarci a Cagliari. Aereo da Bari su cui offrivano solamente acqua, e non era Alitalia (fanculo la crisi, dateci da bere!!), arrivo che era estate e a Milano il giorno dopo troverò l'inverno (fanculo l'effetto serra, dateci il sole). Convinco il driver a non portarmi in albergo e a farmi vedere un po' la città sarda. E giretto fu. A vedere la gente col culo nel mare, gli ombrelloni ad Ottobre, e le storie di una terra che è Terrona (non tutti la pensano così però). Qui non c'è mafia o camorra, ma c'è la Massoneria - è il sentimento comune dei sardi. La storia più bella che ho sentito è di Tiscali. Non la major del web, che tra l'altro – per chi non lo sapesse - appartiene all'ex governatore della Sardegna, ma una montagna che vai-a-sapere quanti anni fa crollò al suo centro. E in quel centro le vecchie popolazioni si crearono un villaggio, totalmente autogestito, si coltivavano e allevavano quello che poi mangiavano e cagavano. Questo amici miei è Do It Yourself. Si proteggevano così dai romani, come un punkettone duro e puro si protegge oggi dalle multinazionali, facevano resistenza con le loro armi. E infatti ci misero tre anni i romani ad abbatterli. Perché tra le altre cose per accedere a questo villaggio nella montagna si poteva solo attraverso un cunicolo piccolissimo, che immagino sia come quello che ti porta giù nelle piramidi egiziane. Storie così fanno molto fascino cari i miei amici lettori.

Per farla breve, prima di andare all'ottimo Teatro all'aperto che ospiterà il contest (aperto dai bombardamenti da guerra mondiale e lasciato così), si cena con i Marta Sui Tubi che saranno i guest. Appena incrocio Carmelo, quello più fricchettone del gruppo, gli ricordo che ci eravamo visti ad una Notte della Tempesta al Rolling Stone, che suonava la chitarra con Moltheni e che dopo era ubriaco più di Pierpaolo Capovilla e lui mi fa: "Con Moltheni potevo farlo, due volte mi sono pure addormentato durante i concerti, oppure mi alzavo e andavo a pisciare". Un giorno vorrò raccontarvi meglio e a mio modo i Marta Sui Tubi. Ma ora l'attenzione è sulla finale dell'ottava edizione di "Sottosuoni" al Teatro Civico in Castello. Il primo gruppo che suona, non chiedetemi il nome, ha una strada contorta davanti. Gli chiederanno di aggiustare le loro cose, di togliersi quelle tute da imbianchini, di smetterla di cercare il futuro della musica in quattro attrezzi elettronici. Gli chiederanno cose così, nella vita dico. Durante il loro live nessuna richiesta particolare. L'attenzione però voglio che vi si concentri sui Grinpipol, che sono i vincitori morali del festival, quelli che non avevano un fanbase grossissimo ma buonissime intenzioni post-rock e con qualche aggiustino qua e là anche un buon biglietto aereo per sbarcare nei festival fuori dall'Isola. Vinceranno, comunque meritatamente, i Chemical Marriage, nome improponibile ma live ben nutrito, tanto quanto il casino della gente che li supportava sotto il palco. Poi i Marta Sui Tubi, ma ve li racconterò un'altra volta. La Sardegna, come tutto il Sud, è deeep. Anche per questo spero di tornarci presto, a mangiar pesce, a conoscere brave persone che si fanno un culo quanto il tuo monitor da anni, a sapere di storie affascinanti, a sentirmi dire che non è vero che per ogni sardo ci sono tre pecore. Insomma a supportare cose belle e buone e, se me lo chiedono, a far vincere chi convince.



Pagine: Marta sui Tubi Chemical Marriage

Commenti (27)

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  • Nicola Massa 05/02/2009 ore 20:53 @nicomassa

    ahh...nostalgia di un certo Enrico giornalista... http://www.rockit.it/concerto/687/cagliari-aavv-sottosuoni-2007extra
    Leggete gente...

  • Michele Wad Caporosso 05/02/2009 ore 21:23 @aiemwadaiem

    Non sara' cosi facile
    Non sara' cosi' inutile
    Non sara' un'abitudine
    e cercando le mani fredde
    come mai
    ubriachi di nostalgia
    (...)

  • Oxygen 06/02/2009 ore 00:36 @oxygen

    Non dirmi che hai nostalgia di Enver?
    Lo trovo dappertutto!:)
    Ottimo giornalista.

  • Giulio Pons 06/02/2009 ore 00:54 @pons

    Wad ha il suo modo di scrivere, un po' troppo vicino al parlato certe volte, al parlato della chiacchera di chi racconta i propri pensieri mentre li formula, quindi senza una forte rielaborazione. E' il suo stile. In merito ai contenuti: fare un racconto di viaggio ci sta. Riportare le cose sentite ci sta. Non ci vedo niente di male. Mica e' giornalismo storico questo. Uno puo' scrivere di musica raccontando anche altre storie vicine. Chi ha detto che un report live deve essere il racconto della scaletta e di come sono state tutte le performance?
    Spesso quei report live piacciono a chi e' stato al concerto e basta e vuole ricordarsi l'ordine delle canzoni. Questo e' piu' un racconto.

  • asl asbar 09/02/2009 ore 14:32 @galara

    Bene, questo è l'articolo che avevo in mente..ti sembrerà impossibile ma parla di musica!enjoy!:)

    http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=sulpa lco&id_riv=58&id=42

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