Leggi e ascolta "Borghesia", il nuovo brano di Spartiti (Max Collini + Jukka Reverberi)

Leggi e ascolta Borghesia di Spariti (Max Collini + Jukka Reverberi)Leggi e ascolta "Borghesia" di Spariti (Max Collini + Jukka Reverberi)
28/05/2014

Leggi e ascolta "Borghesia" di Spartiti (Jukka Reverberi + Max Collini), che saranno sul palco La Collinetta di Jack al MI AMI Festival venerdì 6 giugno 2014.

 

BORGHESIA

Dentro al televisore del servizio all'orientamento scolastico e professionale della Amministrazione Provinciale di Reggio Emilia, ufficio noto al pubblico con il nome di "Polaris", leggo un dato che mi appare incredibile: la Lega Nord in Lombardia ha preso il 25%. Sono un obiettore di coscienza, mi sono piazzato in questo ufficio grazie al Partito, è il millenovecentonovanta e il mio disco preferito del momento è quello degli Stone Roses. L'obiezione di coscienza è un periodo abbastanza inutile e faticoso per me. Ho poco più di vent'anni e vivo già da solo. Nel posto dove mi hanno assegnato cerco di stare il più defilato possibile sperando nella protezione dell'assessore per evitare troppi impegni. Di sera in birreria mi guadagno i soldi dell'affitto e me ne vado in giro con una 127 scassata. Sono magro. Se annuso bene l'aria sento l'odore del Socialismo in un solo quartiere: il mio.
Questa cosa della Lega Nord non mi piace nemmeno un po'.
Per quanto mi ingegni per evitare eccessivi sforzi adesso che è estate, alcuni operatori sono in ferie e mi hanno imposto qualche corvée in più. E' tempo di orientamento post-diploma, io faccio finta di fare l'università e dicono che ho qualche competenza da mettere a disposizione dei diciannovenni maturati adesso. E’ luglio inoltrato, giovedì pomeriggio, perfino la caposervizio desiste e oggi marca visita. Polaris è un deserto, finestre abbassate, speriamo che pensino che sia chiuso e che arrivino le cinque molto presto. Sono rimasto da solo a tenere aperto al pubblico. Sono tutti in vacanza. Quasi mi addormento sulla bella poltrona della mia scrivania provvisoria quando entra una signora elegante. Molto elegante. E molto bella. Mi sento un po' sgangherato al suo cospetto, sono un tipo un po' grunge prima del grunge e i miei jeans sdruciti e il ciuffo incolto non le faranno certo una gran impressione. Perché si tratterebbe pur sempre un servizio pubblico... Fa finta di niente e mi parla della sua figliola che vuole iscriversi a non so che facoltà. “Avete materiale informativo? Depliant? Consigli?” Come no, siamo qui apposta. Borghesi, tutti appesi…
Intanto dentro di me penso che se la figlia è come la mamma siamo a posto. La signora della Reggio bene è gentile, affabile. Mi guarda più serena ora, forse il mio eloquio in italiano quasi corretto la rende meno diffidente. Nella penombra delle quattro del pomeriggio facciamo più o meno amicizia. Mi dà del tu - io del lei ovviamente - e non abbiamo un tubo da fare nessuno dei due. Passa mezz'ora, parliamo di tutto, anche della Lega Nord. Quasi ho il sospetto che sta tizia elegantissima e firmata voti, addirittura, a sinistra. Poi, mentre sembra stia per dirmi di darle del tu, mi sento toccare la gamba sotto la scrivania.
Ma dai. Sarò anche un ragazzo carino, ma che la quarantenne ci provi con me è assurdo. Oddio, mai dire mai, ma è troppo precisa e abbottonata per poi fare la draga con uno adatto alla figlia molto più che alla mamma. Sono paralizzato, non dico niente. Lei non cambia espressione, continua a parlare come se nulla fosse. Che freddezza, si vede che è esperta. Il contatto è durato solo un attimo, magari non ha fatto apposta e non se n’è accorta. Pochi secondi e mi sto già riprendendo dalla sorpresa. Mi sento toccare ancora. Stavolta molto più di prima. Nessuna donna mi ha mai fatto piedino in vita mia. Ma guarda che situazione. Sono lusingato signora, ma sono iscritto al Partito Comunista e sono troppo giovane per lei, cosa si è messa in testa? Non dico niente di tutto questo in realtà e penso vorticosamente. Non sono preparato, non so cosa dire o fare. La guardo e lei continua a comportarsi come se niente fosse, mi parla del marito, della figlia e non la seguo più. Mi sento male. Imbarazzo pazzesco. Ho anche un po’ paura. Di cosa non so, ma mi sento inadeguato alla situazione. Lei invece non pare avere alcun patema, una cosa normale. Smette. Mi batte il cuore. Non ascolto più il suo fiume di cazzate e mi sto arrabbiando. Ma come si permette? Mi rilasso un secondo e riprendo possesso di me. Calma. Al massimo la sbatto fuori dall'ufficio e amen.
Cazzi suoi. Ma che gente c'è al mondo? Proprio vero: borghesia decadente e corrotta. Ma vergognati, che poi non sei sto granché alla fine, sei vecchia per me… Speriamo che smetta e finiamola qui. E invece di nuovo. Stavolta è un contatto ancora più pesante, mi struscia tutta la gamba e non posso più ignorare cosa sta succedendo. Ho un impeto di fastidio e quasi mi alzo dalla sedia indignato. Sto per farfugliare qualcosa: insomma, pietà, basta… Ma invece di alzarmi allontano la sedia dalla mia scrivania e guardo sotto. Meno male che non ho detto niente. Arrossisco come uno scolaretto. Sotto la scrivania c'è un orrendo barboncino accovacciato che gioca con la mia gamba. L'assatanata non lo è poi così tanto alla fine, si è portata il cane, ma non me ne sono accorto. La signora mi guarda e vede che sono diventato viola. Le dico che il cane non può stare lì e che la prossima volta sarà meglio mandare a Polaris direttamente la figlia, che poi magari ci penso io a orientarla come si deve. Arrivederci.

Appesi, tutti appesi.
 

Tag: live anteprima

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