Spazio Giovani - VI ediz. - Teatro Mediterraneo - Foggia Live report, 04/09/2003

24/11/2003 di



Si comincia il 2 settembre, con un tragitto la cui partenza non è più a nord di Foggia come gli anni scorsi, bensì da una località la cui latitudine è collocata a sud, più in particolare sulla costa jonica. Occorrono quindi poco più di 8 ore di viaggio sui binari prima di approdare nella provincia pugliese; ad accoglierci uno dei giurati ‘locali’, quel Renato Cavaliere che, oltre a figurare in giuria come responsabile del portale CityMusic.it, è ormai il ‘Cicerone’ della situazione nei momenti in cui il nostro ruolo non ci costringe ad ascoltare l’esibizione della band. A lui si aggiungeranno più avanti, sempre in veste di giurati ‘esterni’, Fernando Fratarcangeli, direttore del mensile “RARO!”, il collega Aurelio Pasini, nuovamente in giuria come rappresentante de “Il Mucchio Selvaggio”, e Giordano Sangiorgi, patron del M.E.I., che in questa edizione presenzierà alle 3 serate previste.

Mauro Missana, invece, è stato promosso a presentatore della manifestazione, in sostituzione di Luca Di Nicola ormai impegnatissimo sulle frequenze di mamma Rai per la conduzione di alcune rubriche su “Uno Mattina”.

Dopo la consueta cena, l’inizio non è però dei migliori: ci fiondiamo quindi il Teatro ‘Mediterraneo’, constatando però che la pioggia del tardo pomeriggio avrebbe potuto compromettere la riuscita della prima serata. Cosa che in effetti succede e che ci vede costretti a prendere decisioni che mai avremmo voluto per la scelta degli 8 finalisti; si stabilisce infatti che sarà l’ascolto dei 17 demo (la 18° band selezionata, i KIF, avevano dato forfait giusto due giorni prima) a decretare gli 8 fortunati, bypassando così l’esibizione dal vivo che non si sarebbe potuta tenere, per ovvi motivi tecnici e organizzativi, in una sola serata.

Ci dirigiamo così verso la sede del Settore Cultura del Comune di Foggia, in modo da poter ascoltare i demo delle formazioni che si sarebbero contese l’ingresso in finale. Nel frattempo, aggregandosi al resto dei giurati che lo saluta, me compreso, con molto piacere, completa la giuria l’assessore alle Politiche Giovanili Umberto Candela. Così, dopo due ore di ascolto, decidiamo di far accedere alla serata finale l’ottetto composto dai seguenti gruppi: Favonio, Area Mag, Tv Mars, Universi Paralleli, Babele, Urban Soul, LineaViola e Laura Mars. Rimarranno invece fuori 7 band, alle quali verrà proposto di esibirsi comunque il giorno successivo, anche solo per dar loro una minima soddisfazione e per decretarne l’effettiva resa dal vivo. Fra queste accetteranno solo quelle di cui vi parleremo nelle righe seguenti, poiché i Neutra, gli Uduchà, i Bonanova e i Noblesse Oblige rinunceranno all’opportunità offerta dall’organizzazione.

La sera successiva, il 3 settembre, grazie ad un tempo clemente, riusciamo ad assistere ai live delle formazioni escluse dopo gli ascolti su supporto digitale. Tocca perciò alle Kyuuri aprire le danze, 4 ragazze appena diciannovenni che da qualche parte avranno letto delle ‘rrriiiott girl’ cercando di emularne lo stile; apprezzabile l’impegno ma ancora acerbe nella proposta. Poi è il turno dei Way Out, 4 ragazzi della provincia di Bolzano che si dimenano tra hard-core melodico e punk disimpegnato con risultati alquanto scarsi. Quando invece è il momento dei Microphones Killarz, crew locale dedita ad un hip-hop solo apparentemente tagliente, il pubblico è in delirio: prime file assiepate di sostenitori che incitano il gruppo e mandano a memoria le rime a volte inframezzate dagli interventi della vocalist Heresy, spesso impacciata nel ruolo. Al di là comunque dei difetti classici che possa avere un gruppo alle prese con un genere oggi così inflazionato, rimane impressa la carica adrenalinica che riescono a trasmettere.

Subito dopo è il momento dei No Way, che si identificano in un ipotetico genere hard-noise ma ci sembrano invece figli dei Malfunk alle prese con un grungettone che non fatichiamo a definire ‘insiginificante’. E’ la volta infine dei Trestato, poppettoni quanto basta per renderceli stomachevoli, soprattutto nei momenti in cui il vocalist tenta (invano) di emulare l’irritante stile vocale di Tiziano Ferro; basti quindi questo giudizio per liquidare una serata la cui qualità della proposta musicale è inversamente proporzionale al calore dimostrato dal pubblico.

Veniamo invece alla sera del 4 settembre, in cui si esibiranno i gruppi giudicati come gli 8 migliori. Alla fine la spunteranno, praticamente all’unanimità, i napoletani Babele, band che può contare non solo su un’ottima tecnica strumentale (con tanto di richiami a Red Hot Chili Peppers e a tutta quella schiera di band che fanno della commistione tra funky e crossover la principale fonte ispirativa), ma anche su un cantante particolarmente dotato che nell’interpretazione dei brani ricorda tanto John De Leo (Quintorigo) che l’indimenticato Rino Gaetano. Il Premio della Critica viene invece assegnato agli AreaMag, romani d’adozione, impegnati in un genere, quello del cantautorato ‘obliquo’, che non riserva particolari sorprese sul piano dell’originalità ma si rivela quantomeno convincente e ben eseguito. È infine ai Favonio che va il Premio ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ (riservato alle band di Puglia, Abruzzo e Molise), anche un ensemble alle prese con un cantautorato che stavolta però si coniuga (non brillantemente, aggiungo io) con il teatro, risultando a tratti irritante e inconcludente.

C’è però stata gloria (si fa per dire) anche per i LineaViola, affascinati più dai Marlene Kuntz e dai Korn che non, rispettivamente, da Sonic Youth e Downset; il risultato è perciò mediocre, soprattutto se consideriamo che il loro suono non ci ha impressionato particolarmenye. Stessa considerazione per Urban Soul e Universi Paralleli: se i primi infatti ci sono sembrati prolissi e confusi nella riproposizione di un genere a metà tra il funk e l’errenbì, i secondi potevano contare esclusivamente su una cantante sì molto capace e grintosa, ma la cui verve era di fatto condizionata da canzoni il cui livello medio si attesta sull’insufficienza. Anche in questi casi, quindi, ci sembra fondamentale lavorare principalmente sull’aspetto compositivo piuttosto che sugli arrangiamenti, componente da ritenersi secondaria se non è stato ancora messo a punto il principale
Discorso a parte, invece, per due gruppi - Laura Mars e Tv Mars - che casualmente condividono non solo una parte del nome, ma in comune vantano due vocalist dalle doti spiccate; per entrambi, comunque, si può scrivere di due buone prestazioni con risvolti però diversi. Se infatti Laura Mars si fa notare per l’eccellente interpretazione di colei che dà il nome alla band, d’altro canto delude per l’impatto tutt’altro che convincente nell’esecuzione delle canzoni. I Tv Mars, al contrario, ci sono sembrati stasera i più esperti dal punto di vista dell’impianto sonoro, soprattutto per l’efficacia delle chitarre, ma deludono se prendiamo in considerazione non tanto l’originalità della proposta ma quantomeno la personalità. In tutti e due i casi, però, l’augurio è che quanto prima si correggano i difetti emersi stasera, a dimostrazione che un palcoscenico come quello di ‘Spazio Giovani’ è forse l’unico nello Stivale a concedere opportunità sincere a band emergenti. E di ciò ne siamo fermamente convinti,
Scontato, perciò, l’invito a scoprire fin d’ora sul web (www.spaziogiovanifestival.it) le modalità per partecipare a questa manifestazione. Non foss’altro che a giudicare le band in gara ci siano loschi figuri come il sottoscritto…: )



Avevo scritto a caldo alcune delle prime impressioni della sesta edizione di “Spazio Giovani”, manifestazione che ormai da 3 anni vede Rockit.it protagonista fisso come sponsor tecnico della rassegna - ciò, è bene ribadirlo, grazie ad un rinnovato, quanto reciproco rapporto fiducia che si è ormai consolidato e che ci auguriamo continui nel tempo. Il poco tempo a disposizione, però, non mi ha consentito di 'chiudere' il racconto in breve tempo, ma credo sia comunque importante dirvi di una kermesse che rappresenta forse la summa di tutte quelle manifestazioni dedicate veramente ai gruppi emergenti, in cui ogni singolo componente, di ogni singola band partecipante, si sente veramente protagonista. E questa, credo e spero, non sia solo una sensazione raccolta dal sottoscritto, bensì anche da tutte le realtà che finora hanno partecipato alla rassegna ricoprendo varie ‘funzioni’ (dai gruppi ai colleghi giurati, passando per i tecnici, fino ad arrivare all’amministrazione comunale).

Nello specifico, è per la terza volta che, intervenendo come giurato, sono nel contempo testimone di una crescita graduale per svariati motivi; a cominciare dai mezzi impiegati nonostante i tagli alle risorse economiche, per spettatori coinvolti, per numero di demo - 416!!! - pervenuti all’organizzazione, per la qualità delle proposte scelte e per molte altre cose che non vi starò ad elencare ma che traspariranno probabilmente dalle righe del report.

Pagine: Universi Paralleli Neutra Laura Mars Way Out No Way Babele

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