Rubrica

I nuovi artisti su cui puntare nel 2016, secondo Rockit

10 nomi che a loro modo ci hanno colpito molto, e che hanno tutte le carte in regola per farcela davvero (nel 2016 o ancora più in là)
03/12/2015 13:00
di Redazione

Come sempre inauguriamo lo speciale di fine anno con la lista delle band, cantautori, rapper e producer su cui scommettere per i prossimi tempi. 10 nomi nuovi che a loro modo ci hanno colpito molto, e che hanno tutte le carte in regola per farcela davvero (nel 2016 o ancora più in là). Ve li presentiamo.

Celluloid Jam

I Celluloid Jam hanno un enorme talento, a cui si aggiunge un lavoro quasi maniacale sulle melodie che li porta a scrivere non più di due-tre pezzi l’anno. Hanno la freschezza di chi ha poco più di vent’anni e ascolta pop. Hanno una fantasia prolifica, che spazia dal Rocky Horror Picture Show al neo-dadaismo creando un miscuglio visivo potente, che coinvolge nuove forme di femminismo e glitter quanto basta. Faranno grandi cose.

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Erio

Erio è l'ultimo arrivato in casa La Tempesta, etichetta per la quale ha debuttato nel 2015 con due singoli e un album. Ha studiato canto lirico (e si sente) ed è riuscito a conciliare questa formazione classica in delicatissimi brani di folk elettronico, tra Anthony and the Johnsons e Bon Iver. Un sound poco esplorato in Italia, in cui Erio riesce a meraviglia. 

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Joe Victor

Ai Joe Victor non manca niente: songwriting, gusto, grandi ispirazioni e aspirazioni, una resa live ad altissimo tasso di coinvolgimento, un ottimo disco d'esordio, "Blue call pink riot", spontaneo e autentico: se fossero una parola, quella parola sarebbe "entusiasmo". Questo dovrebbe bastare a spiegare perché ci aspettiamo grandi cose da loro. E perché il rock'n'roll will never die.

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IZI

Ascoltare le rime di IZI è come guardare uno dei tanti autoritratti di Egon Schiele, forse quello che si avvicina di più è l'autoritratto con camicia rigata, quello del 1910. Come i dipinti dell'austriaco la musica di Diego Germini trasuda malinconia e disagio ma anche rabbia e voglia di emergere, c'è fame di rivalsa. "Julian Ross" è il suo ultimo lavoro, progetto in cui vengono a galla gli aspetti più ricchi della scrittura del rapper genovese, una penna fortemente condizionata dal suo vizio più grande: la ricerca costante alla melodia perfetta. Anche scrivere diventa un disagio, per questo i versi hanno spesso una struttura completamente fuori dai classici canoni di composizione, e per questo il primo approccio con la musica di IZI potrebbe risultare difficile, per alcuni fastidioso. Ma IZI va ascoltato tutto nel suo insieme, fino al momento in cui le sue parole avranno colonizzato la vostra attenzione. Nel frattempo il ragazzo sta girando un film con Cosimo Alemà e anche i più grandi si sono accorti di lui, la sua forza è la sua unicità e per questo motivo abbiamo deciso di credere nel suo potenziale.  

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Joan Thiele

L'incontro con Joan Thiele è avvenuto all'inizio dell'anno, inciampando per caso in un live assolutamente meraviglioso registrato negli studi di Radio Due durante la trasmissione Social Club (guardatelo, sul serio). Da quel momento abbiamo cercato mese dopo mese di conoscerla meglio attraverso dozzine di video su YouTube che testimoniano il suo talento cristallino, una voce incredibile e una tecnica chitarristica niente male: live nelle campagne toscane, dentro il carcere di Brescia, cover di Drake e tanto altro. Sì, perché Joan non ha ancora pubblicato niente, letteralmente niente. Ma ha appena firmato per Universal, e un motivo ci sarà.  


 

The Yellow Traffic Light

Un ep nel 2014 e un altro uscito quest'anno per We Were Never Being Boring, una manciata di canzoni che ci hanno lasciato una voglia pazzesca di ascoltarne di altre (magari proprio nel 2016, con un album di debutto): siamo in quel terreno ovattato a metà tra new wave, post punk e pop, con in più tutta la naturalezza che i vent'anni riescono a regalarti quando imbracci una chitarra. Una vera rock band, che speriamo cresca in fretta.

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The Leading Guy

The Leading Guy è il progetto solista di Simone Zampieri, già con la Busy Family. Il suo debutto "Memorandum" è stato come scoprire un fiume d'acqua purissima appena dietro un palazzo di città: l'essenzialità della proposta voce e chitarra ci ricongiunge con la parte più spontanea e cristallina della musica popular, darsena necessaria e desiderabile in cui cercare approdo per riposarsi dal caos del quotidiano.  

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WrongOnYou

Un talento raro. Qui si va oltre alla bella voce o al songwriting svecchiato rispetto alla media nazionale, c’è un’emotività forte che gli conferisce una credibilità diversa. Perché è un attimo passare per l’italiano che copia cosa va di moda fuori confine. Wrongonyou invece ha una sua personalità molto forte, energica ma al tempo stesso malinconica. Aspettiamo il primo album.

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Sfera Ebbasta e Charlie Charles

"Eravamo creature comuni. Ci bastava un gesto per sollevarci collera o amore. [...] Creature innocenti, confinate per malinconia, abitudine o amore, per qualcosa di più intimo e rissoso, nel nostro Quartiere
Così Vasco Pratolini descriveva gli abitanti di Santa Croce nelle prime righe de "Il Quartiere", e proprio di questo parlano le storie raccontate da Sfera Ebbasta: di persone comuni e delle situazioni che queste persone vivono ogni giorno in un preciso contesto, nel bene e nel male. Con l'album "XDVR" il rapper di Cinisello e il talentuoso producer Charlie Charles hanno avuto la meglio su due fronti. Sfera ha messo sotto i riflettori il suo quartiere, il luogo in cui è cresciuto, ovvero il sogno di qualsiasi rapper; e poi grazie alla combinazione perfetta con il suono creato da Charlie Charles ha fatto capire ai colleghi italiani come scrivere su strumentali trap, e come farlo con una propria personalità e una propria attitudine, senza risultare una copia banale di quanto si ascolta oltreoceano. I due sono andati oltre e hanno creato un sottogenere del sottogenere: hanno creato la Ciny Trap (e hanno appena iniziato).


 

Alessio Bondì

Si è detto di lui che sia un incrocio tra Rosa Balestrieri e Jeff Buckley. Della prima ha l'attitudine da cantastorie, del secondo la capacità di unire il linguaggio del folk a suggestioni blues e soul, riportando il tutto nel cuore e nel colore della sua terra d'origine, la Sicilia, che nel disco d'esordio “Sfardo” fa da sfondo all'espressività giocosa e vivace di Bondì. Arrangiamenti raffinati, il coraggio di cantare in dialetto e un gran gusto nella scrittura fanno il resto: che fortuna poterlo ascoltare.

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Tag: top 2015 - spinga signora spinga - cbcr

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