Medusa - Sporting Tempo Rock - Boretto (Reggio Emilia) Live report, 26/05/2001

04/06/2001 di Antonio 'Zanna' Zanoli



Gente nuova si direbbe questi Medusa: pochissimo materiale stampato e ancor meno li si è sentiti suonare da queste parti (forse era addirittura la prima volta)…fatto sta che non è così: i Medusa suonano da un sacco di tempo assieme e quando mettono piede sul palco si sente proprio.

Il pubblico non è accorso numeroso per il loro spettacolo, ma la band torinese non si demoralizza e comincia a picchiare duro, come se di fronte ci fossero migliaia di spettatori. Il loro sound non è cosa nuova, ma devo ammettere che l’ascolto di “Mexico”, loro singolo d’esordio, dai finali di un impianto al quale sono collegati i Medusa, non è cosa che mi dispiace… anzi! Protagonisti della performance non sono ovviamente solo i quattro pezzi del singolo/EP coi quali i quattro di Torino si stanno proponendo al grande pubblico; oltre alla grintosa “Mexico”, alla movimentata “Amici miei”, alla sognante “F.O.P.” ed alla punkettara “Oggi”, sono proposte altre cose, per me ovviamente inedite, ma che soddisfano, grazie alla loro semplice genuinità.

Qualcuno nel pubblico si fa scappare con l’amico a fainco un “Assomigliano ai Verdena” che sinceramente non mi trova troppo d’accordo, anche se ovviamente il rock è rock e quando i Medusa spingono sull’acceleratore del suono, le chitarre scaricano adrenalina a dovere, facendo in effetti ricordare quanto sia già stato fatto da altre band italiane come quella lombarda prima citata…ma non è tutto qua e basta rimanere ad ascoltare per capire che c’è posto per decine di paragoni!…paragoni ho detto, ovviamente spesso molto azzardati, perché non si può certo dire che il quartetto scopiazzi! Prende di qua e di là, riadattando il vecchio rendendolo nuovo e comunque mai stucchevole e noioso…mica facile. L’umore sale ed il pubblico, dopo un primo momento di smarrimento (purtroppo non conoscere se non marginalmente il gruppo in azione, non li ha aiutati ad entrare subito in sintonia con la pur invidiabile mossa creatasi via via sul palco), si riprende alla grande, applaudendo e saltando di gusto.

A fine concerto la band saluta ed è qui che succede ciò che non ti aspetteresti in una discoteca rock, dove la gente va fondamentalmente per ballare gli ultimi successi del crossover e del punk e per vedere la morettinaocchidolci del sabato prima: “Bis!” “Bis!” “Ancora!” “Ancora!”. Ancora! Un paio di pezzi e un applauso spontaneo ed ammirato. Di questi tempi non è certo facile farsi apprezzare senza la dovuta “presentazione, ovvero senza la spinta costante dei grandi media, ma qui sulle sponde del grande fiume i Medusa (che nonostante un video e qualche buona recensione, grandi spinte non ne hanno certo avute) hanno vinto la loro battaglia, riuscendo nell’ardua impresa di far applaudire l’inedito.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Anche Manuel Agnelli condurrà un programma su Rai 3