Almamegretta - Stadio Comunale - Monterotondo (RM) Live report, 20/07/2002

29/07/2002 di



Un concerto di quelli che te li ricorderai per tutta la tua vita. Di quelli che ti permettono di scoprire un gruppo che poco conoscevi, di testarne lo spessore dal vivo e di cominciare da subito ad apprezzarlo. “A Treviso non ci conoscevano, era il nostro primo concerto lassù. Eppure la risposta è stata ottima” ci dirà infatti ad amplificatori ormai spenti il grandissimo Gennaro T., componente storico degli Almamegretta.

Eh già, si trattava proprio di un concerto dei napoletani Almamegretta, che hanno letteralmente rapito il migliaio abbondante di persone che s’era recato con largo anticipo al campo sportivo di Monterotondo, vicino Roma. Le atmosfere straordinarie, ottenute miscelando quella sorta di etno jazz, quella radice mediterranea e quel puro trip-hop che escono dagli strumenti del sestetto partenopeo, hanno dato vita ad un vero e proprio show, ad un flusso d’energia da palco a pubblico, ad un’esplosione emotiva. Raiz, voce piena ed incisiva, ha dato veramente tutto sé stesso, trascinato anch’egli dal suono che sgorgava dalle dita dei compagni - soprattutto da un basso sempre diligente ed una batteria superlativa. Insomma, una ritmica ‘mortale’ nel senso buono del termine.

Tredici pezzi, più tre bis, per un totale di sedici impeccabili canzoni, “una volta tanto destinate ad un obiettivo puro, ad una manifestazione importante” conferma uno stremato ma, a quanto pare, soddisfatto Gennaro. In effetti il ricavato del concerto, assieme ad altre manifestazioni, andrà a finanziare un progetto per i giovani in Palestina, come il mantenimento di un centro per minori.

La scaletta della serata prevede l’esecuzione sia dei classici della band che cover di lussso (“I want you” in omaggio a Bob Marley), fino a concludere con “Figli di Annibale”, dove i fedelissimi assiepati sotto il palco hanno risposto alla grande. Il concerto, comunque, si è snodato lungo una serie di abili introduzioni ed improvvisazioni, che hanno lasciato stupefatto soprattutto chi (come chi scrive) poco sapeva del gruppo partenopero.

Da segnalare anche un pensiero per il vicino anniversario della morte di Carlo Giuliani: “Questa è per Carlo e per la sua morte”, urla un assatanato Raiz, prima di intonare “Sanacore”.

Insomma, una serata che ha fatto ballare giovani e meno giovani, frequentatori dei centri sociali ed eleganti signore a passeggio per la città, coppie e ragazzini, fedelissimi e nuovi adepti. Tutti insieme, ammaliati dagli Almamegretta e rapiti dalla loro miscela di dub, drum ‘n’ bass, trip-hop, reggae e qualche spruzzata di jazz, generi costantemente fusi con le più ardite sperimentazioni elettroniche provenienti da campionatori e tastiere.

Peccato per gli assenti!



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