Lo Stato Sociale, i "Turisti della democrazia" da Bologna con ironia

Lo stato sociale e il disco d'esordio Turisti della democraziaLo stato sociale e il disco d'esordio Turisti della democrazia
28/01/2013

Lo Stato Sociale, con un solo disco prodotto, “Turisti della democrazia”, sono già un caso per la musica italiana: è stata la strafottenza di “Mi sono rotto il cazzo” o la schietta rappresentazione del sentimento di “Quello che le donne dicono” o ancora lo spietato sparatutto di “Sono così indie”? Fatto sta che intorno a Lo Stato Sociale l'interesse è altissimo, i concerti sono una grande festa collettiva e il successo di pubblico è innegabile, i paragoni si sprecano e i detrattori non mancano.

Dal testo di “Mi sono rotto il cazzo” de Lo Stato Sociale: “Mi sono rotto il cazzo delle signorine che vogliono fare un sacco di cose / ma non ne sono in grado e se ne accorgono tardi / e allora ottocento euro per la reflex / duecento per yoga / trecento per i peli del culo e seicento d'affitto / per emanciparsi”

Prima di “Turisti della democrazia” Lo Stato Sociale pubblica due EP, “Welfare pop” nel 2010, in free download, e “Amore ai tempi dell'Ikea” nel 2011, primo assaggio di quello che è lo stile de Lo Stato Sociale: tre sintetizzatori che disegnano un electro-wave dal gusto pop ballabile, melodie sing-along, un frontman carismatico, Lodo, testi sempre in bilico tra l'indiscutibile verità, la presa per i fondelli, il ritratto generazionale e la critica sociale. L'abito da alternativi di sinistra Lo Stato Sociale l'ha indossato sin dalla scelta del nome e dal titolo del disco “Turisti dalla democrazia” e degli EP, ma quello de Lo Stato Sociale è un abito ironico, per ridere sul facile cliché che vuole Bologna, la loro città e sfondo delle loro canzoni, la città degli alternativi impegnati politicamente.

Dal testo di “Ladro di cuori col bruco” de Lo Stato Sociale: “Per essere leggende / prima bisogna essere morti / puliti e pettinati / ma morti / sempre, sempre sulla lista / ma morti / La mia generazione è una merda / Bologna è una merda / le donne sono una merda / gli aperitivi fanno tutti merda”

I concerti de Lo Stato Sociale si caratterizzano per la particolare presentazione sul palco, con i tre sintetizzatori posti a semicerchio, ma soprattutto per la carica live, che culmina nell'esibizione di “Quello che le donne dicono”, brano mandato sempre in playback mentre i cinque componenti de Lo Stato Sociale si lanciano in una coreografia che scimmiotta i balli di gruppo, creando un'atmosfera da villaggio vacanze.

Dal testo di “Quello che le donne dicono” de Lo Stato sociale: “Cosa vuoi che sia / sono andata al Dams / studio storia delle donne / da grande farò il magistrato coi baffi / però anche tu sei estremamente carino / anche tu coi baffi da magistrato / e sei anche molto simpatico”

Per la provenienza emiliana e la tendenza a inglobare elementi politici (sebbene in maniera totalmente diversa e in chiave anti-nostalgica), Lo Stato Sociale è stato accostato spesso agli Offlaga Disco Pax, mentre per l'immaginario indie, con l'estremizzazione delle frange hipster e il ritratto della generazione dei social network, delle reflex e degli iPhone, il paragone non poteva che coinvolgere I Cani, l'altra band che ha fatto della critica alla propria generazione la tematica centrale dei suoi testi. E come per I Cani, non mancano i detrattori de Lo Stato Sociale, tra chi giudica questo modo di fare critica troppo “facile” e generalista, a chi pensa che la band prodotta da Garrincha Dischi (di cui Matteo Romagnoli, ai synth ne Lo Stato Sociale, è titolare) sia solo un fenomeno destinato a scomparire presto tra le miriade di altre band che cavalcano l'ondata indie.
Per scoprirlo, bisognerà attendere il seguito di “Turisti della democrazia”, certo è che i numeri parlano chiaro: un tour di un anno con centinaia di date in tutta Italia, nuove date da fine febbraio ancora in Italia, la collaborazione con L'officina della camomilla per “La tua ragazza non ascolta i Beat Happening” e oltre 20.000 iLike su Facebook. Per adesso Lo Stato sociale sta vincendo la guerra.

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