La musica della 'ndrangheta: come la tarantella può raccontare la mafia in Italia

storia tarantella mafia 'ndràngheta Francesco Sbanostoria tarantella mafia 'ndràngheta Francesco Sbano
29/04/2015 di

Se avete visto “Belluscone”, l'ultimo film di Maresco, saprete che si può raccontare la mafia anche attraverso la musica. Nel film il regista analizza il possibile nesso tra alcuni cantanti neomelodici, le più importanti famiglie mafiose palermitane e l'ascesa politica di Silvio Berlusconi. A.J. Samuels, caporedattore del magazine berlinese Electonic Beats, ha fatto un'operazione simile in un reportage in cui analizza il rapporto tra tarantella e 'ndrangheta.

Figura centrale dell'articolo è Francesco Sbano, un giornalista, regista, fotografo e produttore discografico che, dal 2000 al 2005, ha pubblicato tre compilation dal titolo “La musica della mafia” contenenti canzoni che raccontano i temi ed i personaggi della 'ndrangheta e che ha venduto più di 250.000 copie in tutto il mondo. Sbano per alcuni è un personaggio controverso: mentre all'estero viene apprezzato per la sua ricerca sociologica e musicale, in Italia è stato accusato più volte di esaltare le gesta ed i valori mafiosi attraverso la diffusione della loro musica (altrimenti disponibile solo in piccoli negozi di dischi del luogo). Il discografico fa da cicerone a Samuels per un giro tra i paesi reggini: gli presentano Mimmo Siclari, uno dei più importanti cantautori del tema malavitoso, oltre a presunti boss 'ndranghetisti e trafficanti che raccontano il loro legame con la tarantella spiegando come questa sappia rappresentare gli elementi significativi del codice mafioso.

La tarantella calabrese è diversa da quella pugliese, conosciuta in tutto il mondo per essere in pratica un esorcismo musicale contro i morsi di tarantola (veri o presunti); si crede invece che quella calabrese provenga dalla danza pirrica greca, una danza di guerra. Molti gesti possono ricordare quelli della lotta e la posizione assunta da chi balla – come il disporsi in cerchio o la scelta di una persona che si metta nel centro e conduca la danza – può essere vista come la metafora del senso di rispetto che intercorre tra le persone di un paese e la cosca mafiosa che lo governa, oppure come un esercizio fisico che ricorda in tutto e per tutto i movimenti (fisici e mentali) di un attacco a mano armata.
Nel reportage la danza viene descritta dagli intervistati come una musica capace di indurre stati di trance, che richiede un forte impegno fisico ed una resistenza notevole (la si può ballare anche per diverse ore consecutive), ma è soprattutto una tarantella che serve a rinforzare o stabilire nuove gerarchie all'interno dei clan.
Samuels intervista molti mafiosi calabresi riguardo il loro rapporto con la musica, se volete approfondire trovate tutto qui.







Tag: musica popolare

Commenti (1)

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


LEGGI ANCHE:

Perché "Brunori a teatro" non è solo un altro concerto di Brunori Sas