Storia di Tucidide, un microcosmo creativo alla periferia est di Milano

Un'ex fabbrica di ceramiche all'Ortica: 500 loft, parecchio cemento. Dai Tauro Boys a Rkomi, da Ensi a Tananai e Sealow, tanti artisti qui hanno vissuto o vivono. Tra feste pazzesche e nottate in studio, il racconto di un posto unico
10/06/2020 10:02

Ci sono luoghi che per una serie di motivi sconosciuti diventano interessanti più di altri. Sono luoghi che hanno molto da raccontare, luoghi strani, che non capisci subito, difficili da spiegare con esattezza senza paura di sbagliare. Tucidide è uno di questi luoghi: nel quartiere Ortica di Milano, periferia est della città, nella via omonima, Tucidide è tecnicamente un’ex fabbrica di ceramiche – uno degli stabilimenti cittadini della Richard Ginori – successivamente acquistata da una società che decide di convertire i locali in circa 500 loft, inizialmente in vendita, poi in affitto. Più conveniente, di fronte al riciclo continuo di gente che andava e veniva da Tucidide.

Un gigantesco condominio milanese, diventato spontaneamente centro di attrazione (e repulsione) per moltissime persone: studenti, famiglie, lavoratori, ma soprattutto artisti e gente che vive nel mondo della musica. Da Tucidide sono passati i Tauro Boys, Diego Naska, RkomiEnsi per fare Clash ha affittato per due mesi il loft di Young Goats.

Foto di Luca La BarberaFoto di Luca La Barbera

La tradizione continua. Vivono in Tucidide Jacopo Comedini aka Kaiser, un producer tec-house molto forte, e c'è Arcosanti, un brand di base in Tucidide. E poi il producer Chris Costa e Teo Soyez, che ha scattato le cover dei singoli di tutta la scena della trap della lobby, molte delle quali scattate in Ocean Drive 10, il loft dove vive Simone, aka Sealow. Ed è proprio con lui e con Alberto, aka Tananai, nome emergente dell'itpop nostrano, che abbiamo provato a raccontarvi questo quartiere così particolare e interessante per l’arte e per la musica. Perchè Sealow e Tananai sono due giovani artisti che "Tuci" la conoscono bene: ci vivono da qualche anno, entrambi portando avanti il loro progetto musicale. Con loro abbiamo cercato di capire cosa sia davvero Tucidide, dietro i loft e il cemento, attraverso due punti di vista interni.

Fabbrica 7 - foto di Hélio GomesFabbrica 7 - foto di Hélio Gomes"È una situazione unica, piena di artisti che si sostengono a vicenda e che si lasciano ispirare dal luogo e dalle sue dinamiche. Un quartiere completamente a parte, ed è strano e interessante che si sia con il tempo popolato di tantissima gente che lavora con la musica, l’arte, la fotografia, il design", spiega Sealow, arrivato da Roma a Milano per cambiare aria. "Ero stanco di una città ferma, troppo grande, dove poiché è difficile muoversi scegli di frequentare le stesse persone, gli stessi posti… Roma è una città che ti chiude, soprattutto se è lì che sei cresciuto. Milano in questo senso è stata una rinascita e trovare Tucidide è stato tutto quello che mi serviva per trovare l’energia necessaria e tirare fuori qualcosa di personale".

Fabbrica 7 - foto di Luca La BarberaFabbrica 7 - foto di Luca La Barbera

A Roma Sealow lavorava già con la musica e si muoveva con il progetto Astarbene, collettivo che nasce come programma reggae, in una web radio che organizzava anche serate reggae e dancehall. Circa due anni fa Sealow arriva a Milano con un gruppo di amici per girare un video con i ragazzi di Thelonius B: "Ci aveva ospitato il fratello di Kirua, Teo, che viveva in Tucidide. Così siamo capitati in Fabbrica 7 – ogni loft ha un nome, che viene dato dalla società che li affitta –, dove vivevano Prince e Maximilian dei Tauro. Abbiamo visto la situazione e considerando che bene o male c’era già un giro di persone che conoscevamo, ci siamo trasferiti e ora vivo nel loft Ocean Drive 10".

vista di alcuni loft in Tucidide - foto di Luca La Barberavista di alcuni loft in Tucidide - foto di Luca La Barbera

"Fisicamente è un condominio gigantesco che contiene quasi 500 loft, molti dei quali sono laboratori – anche di cucina – studi di registrazione, uffici, ci sono ristoranti, studi con attrezzature da casa per la musica, ma anche grafici, videomaker. Ci vivono studenti, famiglie, noi, chiunque", dice Tananai, classe ’95, di Cologno Monzese. "Da ragazzino frequentavo Cologno e la gang del giro periferia, poi crescendo mi sono avvicinato sempre più a Milano. Avendo iniziato come dj dovevo cercarmi i locali dove suonare, più persone conoscevo più avevo possibilità di inserirmi. Poi, mi sono imbattuto in Tucidide quando avevo già abbandonato l’elettronica".

Mercatino organizzato in Tucidide da Giorgia Andreazza, modella e designerMercatino organizzato in Tucidide da Giorgia Andreazza, modella e designer

"L’ho conosciuta tramite un mio amico che viveva già lì, il chitarrista con cui avrei dovuto cominciare il progetto Tananai, che poi è andato in porto con altri. La prima cosa che ho pensato quando sono arrivato in Tuci è stata: 'ci devo vivere per forza', e così sono tre anni che vivo qui. Mi sono innamorato subito di questo luogo, che mi aveva colpito anche dal punto di vista estetico: un’architettura imponente, brutale, fatta di cemento e piante. Ho visto il giro di persone che frequentava questo luogo, bussavano alla porta per chiedere 'mi puoi prestare il basso?', e ho capito subito che qui la musica era una roba comunitaria e che avrei potuto dare una svolta alla mia vita".

Davanti Fabbrica 7 - foto di Luca La BarberaDavanti Fabbrica 7 - foto di Luca La Barbera

Tucidide è la situazione perfetta per partire, quando sei all’inizio e sei abbastanza fresco e hai voglia di conoscere gente, fare feste. "Io sono venuto qui", spiega Tananai, "perché sentivo la necessità di avere uno studio, ma avevo anche la necessità di andare a vivere da solo: Tucidide era perfetta per coniugare questi due aspetti. Il disorientamento che potrebbe derivare da una situazione così 'movimentata', dipende da come te la vivi. Se vieni in situazioni di festa, sappiamo fare una festa. Se vieni in situazioni di produzione, sappiamo produrre. Devi scendere a compromessi con quello: sai che non puoi avere la tua camera, la tua stanza, la tua finestra, la luce, il silenzio totale. Sono i compromessi di Tucidide, ma fortificano l’anima e la musica, fortificano l’arte".

foto di Luca La Barbera.foto di Luca La Barbera.

Come Sealow e Tananai si sono conosciuti è emblematico del modo in cui accadono le cose in Tucidide: "Dopo una festa eravamo in studio in Ocean Drive 10. Eravamo con i Sxrrxwland e Diego Naska, un altro di quelli che se l’è vissuta alla grande in Tuci quando viveva qui. Quattro modi di fare musica totalmente diversi, quattro mondi musicali che non si conoscevano, eppure quella sera si erano incontrati e abbiamo scritto insieme un pezzo, che non è mai uscito, l’abbiamo tenuto per noi. Un mix di roba super diversa che si incontra: questa è Tucidide", racconta Sealow.

"Certo, interessarsi a cose diverse è una roba tipica di Milano", aggiunge. "Ma comunque non esiste una scena Milanese, perché arrivano in questa città influenze da ovunque, da fuori, da tutta Italia. Tucidide è la perfetta esemplificazione di questo discorso", dice Tananai. Un microcosmo creativo all’interno di Milano, che raccoglie al suo interno tante diversità, popolato di persone che arrivano in questo luogo tramite il passaparola e alimentano un flusso creativo continuo, in cui l’interazione con l’altro è fondamentale, anche se ti occupi di una roba diversa. Come non esiste una scena musicale e Milano, non esiste in Tucidide: "la completa assenza di uno stile a Tucidide è lo stile di Tucidide. A Tucidide c’è di tutto".

foto di Luca La Barberafoto di Luca La Barbera

Tucidide è un contesto di apertura mentale, in particolare nei confronti dell’arte e della musica: la collaborazione e lo scambio di idee sono la linfa vitale. "C’è gente che vive in Tuci che fa delle cose pazzesche e lavora a livelli altissimi. Non solo musicisti, ma anche pittori, fotografi, grafici, stilisti, di tutto. E la cosa bella è che tutti interagiscono tra loro. Tucidide è casa, ci sentiamo protetti, a nostro agio e questo facilita la collaborazione con gli altri. Capita di ritrovarti a registrare o a stare semplicemente nel loft di qualcun’altro, in compagnia di altra gente, a fare musica, a parlare di musica, di progetti, di tutto", spiega Sealow. E aggiunge "raccontare Tucidide non è facile, perché passi attraverso un sacco di frasi che sembrano già fatte, impacchettate, invece accadono davvero e la cosa bella è che semplicemente succedono, anche in maniera abbastanza strana, lo capisco, ma sempre spontanea".

Rosa Chemical - foto di Hélio GomesRosa Chemical - foto di Hélio Gomes

"Ad esempio, quando ho chiuso il mio ultimo pezzo del mio ultimo EP", racconta Tananai, "cercavo qualcuno che sapesse suonare l’armonica a bocca. Al post di IG che avevo pubblicato sul mio profilo aveva risposto un ragazzo di Tuci, quindi sono andato subito a comprare un’armonica a bocca, è venuto nel mio loft e abbiamo registrato. Da lì siamo diventati amici, ci vediamo alle feste, lo invito da me e lui mi invita nel suo loft. Tucidide è soprattutto questo: sapere che puoi attingere a una serie di risorse e che la tua arte può servire sempre a qualcun altro. Mi sono ritrovato più volte ad aiutare altri. Sono stato sempre contrario a lavorare nel posto stesso in cui vivo, perché potrebbe rivelarsi un ostacolo alla creatività. Qui invece è il contrario, e non vivrei mai in nessun posto se non in Tucidide".

Thelonious B - foto di Hélio Gomes (2)Thelonious B - foto di Hélio Gomes (2)Tucidide è un laboratorio creativo condiviso, dove qualsiasi incontro e qualsiasi cosa alimenta la creatività: "A livello inconscio anche i loft, ognuno diverso dall’altro", suggerisce Tananai. Un laboratorio di alto livello, quantomeno interessante, in cui il 90% delle persone che arrivano hanno lasciato la propria casa per inseguire la loro passione, e per questo sono determinate, hanno voglia di spaccare.

"Si tratta di personalità fighe e rilevanti anche solo da osservare, che ti arricchiscono, ti stimolano e ti spingono a sperimentare, a fare sempre qualcosa di nuovo e a migliorarti, ad andare oltre la tua comfort zone artistica, perchè inevitabilmente ti chiedi 'cosa ho da raccontare a questa persona?'. Il contatto con gli altri ti spinge a porti sempre più domande su chi sei, e in questo modo ti conosci più a fondo, con il risultato di un’introspezione diversa anche nella musica che fai", spiega Tananai. Sealow prosegue: "Conoscere gli altri e confrontarti con quello che fanno ti instrada verso quello che effettivamente ti piace fare e ti piace condividere”.

Thelonious B - foto di Hélio Gomes.Thelonious B - foto di Hélio Gomes.

Sono tanti i nomi che si potrebbero fare, di persone famose o meno famose, al di fuori del rap e della trap, come abbiamo fatto all’inizio di questo articolo, ma "è nostra intenzione proteggere questo luogo", confessa Sealow. "L’altro giorno pensavo: in qualche modo voglio raccontare Tuci, però ammetto che sono ancora nel pieno della riflessione su come farlo senza mettere i piedi sul terreno sbagliato. Con tutte le sue contraddizioni e i suoi problemi che derivano dallo stare in un posto così open, un posto dove gli artisti lavorano in un luogo che è anche casa loro, bisogna stare attenti".

Ed è vero. "L’anima di Tucidide va protetta", aggiunge Tananai. "Come dicevamo prima, Tucidide è un microcosmo, un ecosistema che va preservato. Qui le persone si sentono al sicuro ed è solo così che Tuci riesce ad alimentare la sua energia: solo se continua a rimanere incontaminata". Eppure, in qualche modo bisogna comunque raccontarla Tucidide, anche se è pericoloso, anche se è difficile. Bisogna solo trovare il modo giusto per farlo e, forse, questo è solo l'inizio.

la portineria di Tucidide - foto di Luca La Barberala portineria di Tucidide - foto di Luca La Barbera

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L'articolo Storia di Tucidide, un microcosmo creativo alla periferia est di Milano di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 10/06/2020 10:02

Tag: milano - Sei la mia città

Commenti (1)
  • marcobrovedani 2 mesi fa

    Bravi, bisogna partire dalle situazioni live possibili ed alternative.

    > rispondi a @marcobrovedani
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