Un rapper al cinema: abbiamo inviato Hyst a vedere Straight Outta Compton

foto via fanart.tv - Straight Outta Comptonfoto via fanart.tv - Straight Outta Compton
01/10/2015 di Hyst

Sarò onesto, il film è una bomba.
Sarò oggettivo, il film è mediocre.
Sarò sincero: sono confuso...

Probabilmente l'idea di mandare un regista rapper a recensire un film sul rap non è la più saggia del mondo. Considerato che i rapper sono notoriamente dei fanatici del loro genere e dei loro idoli e che invece i registi sono dei rosiconi invidiosi. Oppure è il contrario? Sono confuso..

Se dovessi valutare gli aspetti tecnici del film potrei dire che la regia è sostanzialmente televisiva, tre moduli che si ripetono a oltranza, slow-motion simmetrici per le sequenze epiche, camera a spalla per i momenti emotivi, carrelli a spirale per gli intermezzi cool più una serie di raccordi e stacchi da videoclip, tutto sommato legittimi in questa operazione. Tutto molto figo, ma non “bello”.

Bisogna dire che gli attori scelti sono praticamente i sosia delle persone che devono rappresentare. Il personaggio di Dre è uguale all'originale, Eazy è identico, Suge Knight forse è lui proprio... forse giusto l'attore che interpreta Snoop manca il bersaglio, ma se ci pensi dove lo trovi uno come Snoop? 

(immagine via)

Ecco, parliamo della trama. Oltre a riconoscere le oggettive difficoltà di gestire una storia corale, che quindi non permette di approfondire ogni personaggio quanto si dovrebbe, e oltre al malus di partenza di dover raccontare una storia di cui già tutti conosciamo il finale, restano comunque dei 'fail' sparsi qua e là. L'arco narrativo dei personaggi è minimo, Dre passa da essere “sgridato dalla mamma” ad essere “approvato dalla mamma”. Cube passa da essere “sfruttato per il talento” ad essere “padrone del talento”. E così via.. questo ovviamente vale solo per i personaggi principali, che tra l'altro sono principali in base ad una scala di preminenza “attuale”, cioè di quanto sono diventati importanti quei personaggi da allora fino ad oggi. In testa c'è Eazy-E in quanto martire, e pertanto intoccabile e incolpevole, quasi santo. Seguono appunto Dre, il quale ha appena siglato il più grosso deal con Apple mai realizzato cedendo la licenza del marchio Beats (le sue famose cuffie) per la bellezza di 3,2 milioni di dollari. Ice Cube tra musica e film è comunque sempre sulla cresta dell'onda, mentre apparentemente personaggi come Mc Ren e Dj Yella non hanno avuto drammi personali o influenza tale da dover essere approfonditi nel film.

In generale sembra di rivedere la trama di mille film sui “niggas” in cui un enorme talento deve sopportare infiniti soprusi per poi essere svelato al mondo; segue un relativo successo economico, periodi di perdizione in feste e orgie, accumulazione di debiti incredibili per poi rinsavire tutto d'un tratto quando una tragedia lo riporta ai valori fondamentali della vita, fino a quel momento tenuti a prendere polvere in cantina. Vi ricorda qualche altro film? Giusto un paio.

Va anche detto che quando gli NWA, riprodotti con la carta carbone, salgono sul palco e la folla esplode è totalmente impossibile non diventare complteamente stupidi. La testa inizia ad andare su e giù, i piedi battono furiosamente il tempo sul pavimento della sala e viene voglia di alzarsi e sparare in aria con le dita POW POW POW.

Poi i piedi tornano per terra e le braccia incrociate sul petto, e inizio a riflettere su quanto lineare sia la creazione della Crew. In breve si dicono: EYO, facciamo un disco? Si, ok facciamolo. Ecco i beat. Ecco le rime. Ecco il disco, mothafucka!

Mh. È davvero così facile? No, chiedo, perchè nel film Dre ripete spesso “qua c'è gente che lavora!” e tutto sommato io sto lavoro non l'ho mica visto.
Se poi vogliamo tirare fuori le sequenze inutili in stile Honest Trailers chiederei allo sceneggiatore: a che serve la sequenza di inseguimento di Dre in cui lui è pure figo e quasi semina la polizia? Cosa ci racconta, che Dre ha la patente? E Cube che rompe i tavoli di vetro dell'ufficio dell'etichetta per farsi pagare? Man, seriously? C'era davvero bisogno di sottolineare che Cube è uno di strada e se s'incazza ti rompe le superfici fragili dell'ufficio? E la compagna di Eazy-E che all'improvviso si rivela ottima fiscalista ma al contempo pessima fidanzata, dato che certe inesattezze nei rendiconti forse era il caso di scoprirle qualche anno prima...

(Hyst sul palco. Foto di ABBRY)

Però poi loro suonano "Fuck da police" e Detroit impazzisce, però poi muore Rodney King e ci sono i riot, però poi si fanno i dissing e poi fanno i soldi a palate e mega feste con tremila super-gnocche in bikini (o anche senza) e poi danno voce a una minoranza di cui il paese deve prendere atto (senza apparenti conseguenze ad oggi) e poi restano fratelli fino alla morte (a parte litigare per soldi) e poi... e poi.. sono confuso.
Ma una cosa la so. Mi sono piaciuti gli inserti di repertorio in mezzo e alla fine del film, tanto che avrei preferito un bel documentario rispetto alla celebrazione ostentatamente figa di qualcosa che non è stato solo fighezza. Questo racconto di finzione edulcorata non rende giustizia alle ombre, alle ingiustizie vere e perduranti, ai fallimenti e agli errori clamorosi e irrevocabili, ai dolori elargiti come prezzo del successo.
Il film è figo, ma un bel film è un'altra cosa.

Tag: rap cinema

Commenti (1)

  • Fabio Gaudio 02/10/2015 ore 11:28 @fabiogaudio

    3,2 MILIARDI di dollari...

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