Slumber - studio report 1 Rubrica

11/12/2002



11 dicembre 2002

Primo disco serio, prima etichetta, e, giustamente, primo, studio report su Rockit.

Lo studio prescelto è il Garagestudio di Ruggero Pol, ovvero colui che ha registrato “Capelli rame” dei Valentina Dorme. Ancora devo ben capire se si trova a Conegliano o a San Vendemiano. So solo che si trova in provincia di Treviso, a pochissimi metri dalla casa di Del Piero. Beh, veniamo a noi…
Si parte prestissimo venerdì mattina, ma tale mossa risulta completamente inutile, visto che la mitica tangenziale di Mestre pensa bene di inchiodarsi non appena arriviamo noi. 45 minuti per fare 45 metri mi sembra una buona media. Alla fine comunque riusciamo in qualche modo a raggiungere lo studio. E si comincia...

Mille microfoni sulla batteria, ampli super vintage per il basso, ampli altrettanto vintage per la chitarra di Luca, mentre Davide decide di usare il suo fedele TraceElliot. Dopo aver trovato un suono accettabile sulla batteria e dopo aver microfonato tutto il microfonabile, si comincia. Basso danelectro, bacchette con un lottatore di sumo stampigliato sopra, chitarre varie. E di botto registriamo 5 basi, le riascoltiamo, e a noi verginelle da studio sembrano fighissime, mentre i due ragazzi al mixer non sembrano dello stesso parere (non piaceva il suono della grancassa...). Beh, si modifica qualcosa nella cassa, e vai che si registrano altre due basi. Si riascolta tutto, ci piace. Cena, letto (in tre su un matrimoniale e Davide ad ibernarsi sul pavimento), sveglia, studio. Riascoltiamo. Non ci piace.

Registriamo tutto con i nuovi suoni di batteria: uno splendore. Come per magia riusciamo a fare in poche ore 7 basi. Arriva il momento di registrare l’ottava base: inizia il delirio. Con seimila chitarre a disposizione (Fender, Gibson, Fernandez, Squier, Epiphone etcetc) non se ne trova una che non “frigga”. Dopo tre ore passate a guardarsi negli occhi e bestemmiare (io e il Fra) e a provare chitarre, regolazioni, alzamenti di ponte e piegamenti di manico (Davide e Luca con l’ausilio di Ruggero e Marco) non ricordo più cosa abbiamo fatto. Forse è stato allora che abbiamo registrato un’altra base, probabilmente “Gift for a B.A.”. A detta di tutti, anche dei vicini di casa, è venuta da dio. Infatti, dopo la solita trafila cena, letto, sveglia, la riascoltiamo: siamo contentissimi, tutti tranne Davide, che in vena di manie billycorganiane decide che il pezzo non va e bisogna riregistrarlo. Contro voglia, la sezione ritmica esegue, sfoderando 3 o 4 versioni sempre impeccabili. Alla fine, non potendo fare di meglio, si convince Davide, con tutti i tipi di ricatto possibile e immaginabile, a tenere l’ultima versione registrata. Poi la mia mente vacilla. Ricordo solo che abbiamo fatto le parti di chitarra di “Beat (your) generation” (già contenuta nel nostro promo “Mr Ritchey and the stereo theory”), con tanto di slideguitar, acustiche, e mille altre cosine, e qualcosa di un altro pezzo, usando un ampli Hiwatt grande come la mia Ka. Il weekend finisce.

Ce ne vorranno almeno un altro paio per averla vinta. E’ divertente, è stressante, è dispendioso. Ma con un personaggio come il Fra, tutto è più bello. Chiedere ad ALes (si, proprio lui, il capoccia della Fosbury) e consorte, che sono venuti a farci visita in studio.

Massimo Fiorio



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