Tre Allegri Ragazzi Morti - Studio Report Rubrica

14/12/2009 di

(Foto di Paolo Proserpio)

Il nuovo dei Tre allegri ragazzi morti sarà davvero diverso dai precedenti. Avrà ritmi in levare e sfumature caraibiche. Avrà, per la prima volta nella storia della band, un produttore: Paolo Baldini dei BR Stylers. Uscirà a Marzo 2010. Enrico Molteni ci racconta.



Pensavo di mettere da parte l'arte e scrivere in modo semi-giornalistico questo primo studio report per Rockit. Quale miglior regola di quella delle cinque W? Who, what, why, where, when, che diventano presto chi, che cosa, perché, dove e quando. Rispettandola, non si può mancare l'obiettivo (dando per assodato che i lettori di Rockit conoscano Tre allegri ragazzi morti, il trio mascherato più rock'n'roll di Pordenone).

La precedenza va al che cosa. Tre allegri ragazzi morti sono in studio per registrare il loro sesto album ufficiale. Questo è il punto, non ci piove. Non c'è ancora titolo, non ci sono ancora immagini, ci sono solo le canzoni e molte idee da concretizzare in questi giorni. Potessi canticchiarvele lo farei, ma vi tocca aspettare ancora un po'. Qualche titolo? "Le ossa", "Di che cosa parla veramente una canzone?", "Mina", "La cattedrale di Palermo", "Infanzia", "Codalunga". Ma anche questi a dire il vero sono titoli di lavorazione, quindi non fidatevi troppo.



(Paolo Baldini ed il Neve di Berto)

Fremo dal desiderio di raccontarvi il chi. Per la prima volta Tre allegri ragazzi morti stanno lavorando con un produttore: Paolo Baldini. La sua presenza è molto importante e credo ve ne accorgerete al primo ascolto. Ma non è solo una questione di genere, è una ricerca più ampia, che parte dagli arrangiamenti e arriverà fino alle prove del concerto. In mezzo tante discussioni, confronti, ascolti, registrazioni, prove notturne, sigarette, rum, passetti di danza, telefonate. Nessuna e-mail, Paolo non usa internet. Paolo ha i dreadlocks fino a sotto la pianta dei piedi ed è di Pordenone, insieme stiamo cercando di realizzare un suono nuovo partendo da un suono anni settanta, qualcosa che risulti popolare mescolando poesia e psicadelia, tracce che suonino caraibiche dalla cinta in giù. Non sarà una rivoluzione totale, le canzoni e la scrittura rimarranno nello stile del trio, ma ci sarà sicuramente una ritmica nuova, un'attitudine danzereccia in levare, stupore e sorpresa.



(Enrico Molteni)

Spiazzati, vi chiederete perché. C'era nell'aria una gran voglia di cambiamento. Sempre più spesso ci trovavamo a suonare un miscuglio di generi che si allontana non poco dalla tipica struttura pop/punk che in parte ci appartiene. Era qualcosa di "folle". Inoltre gli ascolti si sono spostati verso altri lidi, non si può negare. Radio Tre, per esempio, ci presenta da anni nuovi mondi musicali, l'Africa in primis. Difficile rimanere indifferenti alle culture lontane dalla nostra per un gruppo così curioso. E forse un ulteriore perché, a dire il vero, non c'è. Citerei Simon Reynolds che cita Momus: "La verità scoraggiante è questa: il decennio che volge al termine è stato un passaggio a vuoto. Il musicista e critico Momus ha dichiarato che il pop è uno dei fenomeni di fatto superati, finiti (gli altri sono la tv, il telefono e la democrazia)".



(La microfonatura della batteria di Luca Masseroni)

Dove. Il tutto nasce dall'idea/tormentone portata in giro per anni in furgone e realizzata poco più di due inverni fa: "Andiamo a vivere assieme". Valvasone, minuscolo e delizioso borgo medioevale della provincia di Pordenone, ci ha accolto in una casa isolata nei campi. Lì, nel bene e nel male, sommersi da generazioni di gattini, ha preso vita l'idea di questo disco. La stalla è diventata sala prove e l'assenza di vicinato ci ha permesso sessioni notturne. Buona parte del disco verrà registrata proprio tra quelle mura, mentre per altre prese stiamo ricorrendo al Mushroom Studio di Enrico Berto e al Dub Alchemy Studio di Baldini. Strano ma vero: oggi non sappiamo ancora dove mixeremo e masterizzeremo, anche se manca veramente poco.

Quando uscirà il disco, e cioè il primo o al massimo il secondo venerdì di marzo 2010, ricominceremo a suonare su e giù per lo stivale, probabilmente molto carichi dopo quest'inverno passato in studio. E con una dozzina di nuove belle canzoni da ballare e cantare.



Commenti (13)

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  • drita87 18/12/2009 ore 13:07 @drita87

    yess!!:?

  • Stefano R 20/12/2009 ore 13:56 @steev

    [:

  • le-luci-ecc-ecc 21/12/2009 ore 18:10 @le-luci-ecc-ecc

    è fatta*

  • polaroidiuntuffo 28/12/2009 ore 19:20 @polaroidiuntuffo

    uaaaah. :=

  • trallallà 29/12/2009 ore 15:43 @diversuguale

    Che bello! :D E questi titoli già mi ispirano (e in quanto palermitana sono particolarmente curiosa di sentire "la cattedrale di Palermo")! Bene bene!

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