Super Elastic Bubble Plastic - Studio Report 2006 - n.1 Rubrica

13/03/2006

I Super Elastic Bubble Plastic sono una delle band-sorpresa dell'anno 2005. Stoner-rock e indie-core si mischiano in loro come il gin e l'acqua tonica, non a caso elementi ricorrenti anche nel primo dei quattro appuntamenti che intratterranno con gli utenti di Rockit. I quali potranno leggere in esclusiva il racconto dallo studio - curato da Paolo Mazzacani - nel quale i SEBP hanno concluso le registrazioni del loro nuovo album, "Small Rooms", che uscirà ad aprile e che preannuncia una forte scarica di rock'n'roll



Preludio - Mantova

Questi sono pazzi. Manca un mese all’inizio delle registrazioni. Spedisco il solito sms in codice che dice: “Sei in giro? Sciocchezza?”. Gionata ha voglia di farsi una bevuta. Arriva ingobbito di freddo dal portico. Io sono già dentro che mi lascio spolverare con il resto dell’arredamento. Sto dentro a questo locale da due anni buoni, ormai mi prendono e spostano e smacchiano come il divanetto sul quale c’è il calco del mio culo impresso come la sindone.

- Uè – dico
- Ciao mazz – dice
- Birretta?- chiedo
- Vodka and tonic- conferma e rilancia.

L’attimo folk dell’EP di dicembre se n’è andato con la sua barba. E’ bello ripulito e presentabile, così evita di sentirsi richiedere i documenti dallo zelante sbirro che muore di noia.

- Allora, siete pronti?-
- Tachenza – mi guarda e mi dice e ghigna anche un poco.

- Tachenza? – gliel’ho sentito dire mille volte ma il significato ancora mi sfugge, ( credo si tratti di slang alto veneto che starebbe ad indicare tutto tranne che “riguardo alla sua domanda mi preme lei sappia che la situazione è assolutamente sotto controllo, grazie!”).

- Stiamo riarrangiando tutto -
- Siete pazzi? Tra un mese entrate in studio -
- Lo so, ma va bene così… bello, bello -.

Così Gionata mi racconta tutto, di come i pezzi sono finalmente maturi di come nonostante loro stessi siano convinti sia folle metterci le mani adesso, sono altrettanto convinti che sia la cosa giusta da fare.

- Giulio (Ragno Favero) è stato in saletta e ci ha chiesto uno sforzo armonico, ci ha incoraggiato ad andare oltre, a non accontentarci solo perché il disco era ormai in gran parte scritto. -
- E quindi?- ribatto
- E quindi aveva ragione ed ora suona tutto esattamente come volevamo –
E bravo Giulio, parafrasando un triste presagio da fugare.

Ne abbiamo discusso allo sfinimento del loro secondo disco, dei soldi che non arrivano ancora, di Milano tutti piazzisti, di Bologna tutti di tre quarti ai concerti che ti studiano, di amplificatori e corde da pagarsi e chitarre “che son mancino vaffanculo”, di Gianni che sta bene, e delle parti di Alessio che sono sempre migliori.

Il disco era finito, ma quasi non aveva un suo morboso segreto da estorcere con pazienza, così, tutto per aria e addosso con il lavoro.

Chiacchieriamo a lungo come siamo soliti fare, chiedendoci l’un l’altro dei rispettivi progetti, tutti a regime i suoi, tutti lasciati alla scaramanzia i miei.

birretta
e
Gin and tonic
e
birretta
e Gin and tonic che tanto non ingrassa…
Dalla mezza pinta fatta scivolare sul bancone, mentre attorno tirano lo straccio, passeranno giorni di prove forzate, chiusi con le ossa in brodo nell’inverno mantovano.

Da lì in poi solo messaggi e un’altra bevuta sotto data.

“Probabilmente registreremo le tue parti venerdì prossimo – mi dice prima del mio inboccaallupo - ci vediamo a Ferrara, ti chiamo”.

Non lo farà, non risponderà nemmeno alla vescica, per i prossimi giorni sarà sotto formalina a far baccano in tre stanze seguendo una dieta rigidissima a base di panettone e birra.

Nel frattempo provo e riprovo la parte di piano e i cori che metterò in un pezzo…i ragazzi ogni tanto mi portano con loro al parco a vedere le ochette…
Così, ognuno bacia chi deve e riempie una valigia di flanelle e lane, roba comoda e calda perché gli studi, si sa, son pieni di spifferi. Saletta, trasloco, si portano dietro tutto e al tutto aggiungono testate prestate, casse ereditate e cianfrusaglie assortite.

Prima tappa: Padova a registrare le tracce di batteria.

Tocca ad Alessio, gomiti alti: tututrata-tu-tum.



Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati