Super Elastic Bubble Plastic - Studio Report 2006 - n.2 Rubrica

20/03/2006

I Super Elastic Bubble Plastic sono una delle band-sorpresa dell'anno 2005. Stoner-rock e indie-core si mischiano in loro come il gin e l'acqua tonica, non a caso un elemento ricorrente anche nel primo dei quattro appuntamenti che intratterranno con gli utenti di Rockit. Questa volta, seconda puntata, la combriccola si sposta al "Blocco A" di Padova, maison di Giulio Favero. Paolo Mazzacani, come al solito, dà notizie di quanto è accaduto durante le registrazioni del loro nuovo album, "Small Rooms", che uscirà ad aprile e che preannuncia una forte scarica di rock'n'roll



7 – 8 - 9 Febbraio - Villa del Conte - Padova “Blocco A”

A Padova ci arrivano di mattina, la mattina dei musicisti, intorno a mezzogiorno. (Il mio amico geometra mi incenerirebbe sul posto con gli occhi di bragia se, in sua presenza, non specificassi “dei musicisti”). L’acustica nello studio di Giulio è perfetta per le riprese ambientali della batteria e c’è il tempo necessario per scegliere con cura i microfoni e azzardare esperimenti. Alessio monta la sua Ludwig: cassa da 26”, un tom da 14”, timpano da 16”, set di piatti Ufip (Ride, Crasch e Charlie) e un rullante da 14 x 8 che avrebbe scambiato alla pari con suo vecchio rullantino da crossoverista se, uscendo dal negozio, non avesse provocato 200 euro di danni ad un auto in sosta…
Vengono piazzati microfoni simili a quelli usati nei ‘70 dai presentatori, Pippobbaudo style per intenderci, o Franco Strippoli da Bari per 90° minuto. Li sistemano negli spigoli alti della stanza di ripresa e provano la resa. Pare ottima e non resta che azionare il 16 tracce Studer, e fare girare le pizze da 2”. Gionata e Gianni suonano e guidano mentre Alessio mena e rimena le pelli.

Trovato l’assetto prendono a registrare le dieci parti di batteria certe, tornando a fare esperimenti su "Hold On", lento magniloquente, seguito ideale di "Sisters", provando ad invertire i microfoni, a spostare e rispostare, traslocando di continuo fino al fatidico – ci siamo - corale, per il quale ci sarà voluta una mezza giornata buona, ma si sa, sei ore di niente, che per i profani sono un film da vedersi con il pollice pigiato sull’avanti veloce, sono il sollucchero del musicista-onanista: “senti la punta di questa cassa…ah, sSi!”.

Basterà ascoltare "Hold On" per schierarsi da una parte o dall’altra… Su "Gasoline", Alessio inizia a svisare la sua parte. Le riprese piacciono a tal punto da divenire quelle definitive, obbligando, si fa per dire, Gionata e Gianni a rivedere le loro.

Si va avanti fino a tarda notte e a cena con Giulio si discute degli arrangiamenti.

Al termine delle registrazioni rispiantano e rismontano e ristipano il Ducato di tutto e se ne vanno da Padova direttamente con le pizze da due pollici, “niente in digitale, per carità”.

La prossima tappa è il “Natural Head Quarter” di Ferrara.



Per leggere i precendenti appuntamenti:

- Prima Puntata

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