Super Elastic Bubble Plastic - Studio Report 2006 - n.4 Rubrica

06/04/2006

Ormai lo abbiamo detto un po' in tutte le salse. I Super Elastic Bubble Plastic sono una delle band-sorpresa dell'anno 2005, in cui stoner-rock e indie-core si mischiano in loro come il gin e l'acqua tonica. Dopo tre puntate in cui Paolo Mazzacani ci ha raccontato che stesse succedendo durante le registrazioni di "Small Rooms", il loro prossimo disco a breve in uscita per RedLed, eccoci alla ultima puntata. Luogo: Natural Head Quarter. Panoramica: vasta. Obiettivo: pressochè raggiunto. A voi leggere, e sempre a voi - poi - ascoltare...



16 – 17- 18 Febbraio – Natural Head Quarter – Ferrara

Reincontro i ragazzi all’Arci Renfe di Ferrara dove va in scena la prima de Il teatro degli orrori, supergruppo formato da Gionata, Giulio e da Pierpaolo Capovilla e Francesco Valente degli One Dimensional Man. Si scende nel regno dei morti. Grandi. Tra il pubblico, insieme a me ci sono anche Gianni e Alessio, appena tornati in studio dopo aver sbrigato le questioni di lavoro. Dopo lo spettacolo ci accordiamo per il giorno seguente, mi aspettano per (andare a vedere le ochette al parco…) registrare le parti di piano e cori che andranno su “Hold On”.

La mattina parto di buon ora. L’appuntamento è al casello di Ferrara Nord. Il tempo appena di frugare tra i pacchetti vuoti schiacciati tra i pedali dell’auto sperando di trovarci almeno una sigaretta e Gionata arriva col furgone. Lo seguo e ci immettiamo in un vialone desolato in pieno sole. Il Natural Head Quarter si trova in un capannone che di fronte ha un’officina. Entro e ci mettiamo quasi subito al lavoro. Mi fanno sentire il pezzo e io inizio a metterci su il piano. In poco più di un’ora è tutto fatto. Dentro c’è un fermento pazzesco, Manu e Gigi, i proprietari, spediscono il rought mix di “Feel Sleepy” ai ragazzi di Redled, mentre i Super Elastic a rotazione scrivono e ricevono email. Giulio è in regia. Gli studi di registrazione ad alta gradazione analogica sono zeppi di macchinari meravigliosi: registratori, manopole, orologi, tachimetri, manometri, switch e slider, alcuni sembrano vecchie radio da conflitto, altri cloche che azionano periscopi, residuati bellici e modernariato assortito. Il tutto con il rischio che ogni tanto qualcuno s’inceppi e ci si debba fermare e dedicare ad altro. Così c’ è il tempo per i riascolti e tutto il materiale suona incredibilmente…un boato!

Verso sera iniziamo con le voci, registro la mia parte e Gionata ultima le sue, si provano anche soluzioni alternative, lavoro d’equipe su “Guilty” che si ritrova ad avere una coda inattesa che ascolto dopo ascolto convince tutti. Andremo avanti fino a notte fonda e, di fronte ad una pizza, a tenere banco sarà l’ennesima porcheria di Calderoli. I ragazzi sono stremati, ma “Small Rooms” è praticamente terminato. Esco per telefonare ad Alice e comprare sigarette per tutti e mi prendo due passi mentre Ferrara sta per essere investita dal nubifragio. Dalla ciminiera che s’allunga in cielo brucia rosaviola una fiamma insana… “Zabov Moccia – leggo sopra la mia testa – ecco dove lo fanno”. Attorno tutto s(con)fitto e (s)venduto. Non so perché ma mi viene in mente Berlino…



Per leggere i precendenti appuntamenti:

- Terza Puntata
- Seconda Puntata
- Prima Puntata

Commenti

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