Julie's Haircut - Studio report n. 13 del nuovo album Rubrica

08/11/2000 di



Martedì 7 novembre - Carrots never looked so dark

Da oggi abbiamo un laptop in studio, così possiamo scrivere i report in diretta. E ovviamente scriverli ben più lunghi e noiosi, essendo schiavi di lunghi tempi morti. Julies get upgraded.

In mattinata Andreino ha lavorato sul computer per mettere un po’ di ordine in Pro Tools. Luca lo ha raggiunto nel primo pomeriggio e ha cantato “When I get back to her”.

Sono passati Luca e Simone degli Ustmamò (altre celebrità, vedete? Questo sta diventando un rotocalco di gossip...) per vedere lo studio e scambiare pareri con Andrea. Loro hanno messo su un loro studio personale dove stanno registrando il nuovo album. Bravi guaglioni.

Nicola ha cantato “Everything is alright”.

Avendo trasferito tutti i pezzi su Pro Tools, possiamo anche iniziare a impostare i missaggi di massima delle canzoni man mano che registriamo le voci.

E’ uscito il nuovo numero di “Mucchio Selvaggio”. Siamo arrivati secondi nel Premio Fuori dal Mucchio per il migliore album d’esordio del 1999-2000. Siamo stati battuti all’ultimo (e di un solo voto!) dai Baustelle, dopo un pareggio momentaneo (10 voti per uno) e un duro ballottaggio. Siamo contenti lo stesso, è un bell’onore essere stati preferiti a tanti altri dischi con alle spalle produzioni mastodontiche rispetto alle nostre (sì, be’, le solite frasi che si dicono, la verità è che siamo dei perdenti, lo siamo sempre stati e lo saremo sempre). Ora ci tocca impegnarci al meglio su questo secondo album (anche se nessuno dà premi per i “secondi album”, almeno per quanto ne sappiamo noi…).

Ma è ormai giunto il momento di parlarvi delle carote nere.

Dovete sapere che lo studio Bunker è allestito in una ex cella frigorifera di proprietà di un fruttivendolo. Fatto sta che questo non è un fruttivendolo qualunque: oltre ad avere il suo negozietto, smercia in grosse, grossissime quantità. E’ dal primo giorno che siamo in studio che TUTTI i giorni arrivano dai due ai cinque camion (TIR) PIENI ZEPPI di carote nere.

Dopo le prime timide occhiate da parte nostra, il buon Rabitti (questo il nome del fruttivendolo) ci ha spiegato che sono carote che vengono dalla Turchia.

Luca ne ha sequestrata una e la sta facendo ammuffire in una bottiglia di plastica. Ha assunto un colore allucinante, sembra una lampada agli ultra-violetti. Si tratta di carote dall’esterno scurissimo (sono simili a pezzi di legno con la corteccia e tutto) e dall’interno violaceo, tipo barbabietole. L’altro giorno Laura ha chiesto maggiori informazioni e Rabitti le ha detto che queste carote vengono usate per colorare la Coca Cola. Laura ci ha creduto. Luca ha cercato di aprirle gli occhi. Laura si è rifatta sotto con Rabitti: “Mi hanno detto che non è vero che le usate per la Coca Cola”. E Rabitti ovviamente ha ribadito che è vero, servono per la Coca Cola. Dopo settimane che continuano ad arrivare carote nere (parliamo davvero di tonnellate e tonnellate, non scherziamo!) anche Luca ha cominciato a persuadersi riguardo la veridicità dell’ipotesi “Coca Cola”.

Andreino vorrebbe assagiarne una, ma per il momento siamo riusciti a farlo desistere da un’azione tanto avventata.

Luca e Nicola hanno cantato “Set the world on fire”.

In serata Nic ha perfezionato “Everything is alright” e ha fatto un tentativo di interpretazione un po’ particolare di “Stop what you’re doing now”, utilizzando un breve effetto di delay sulla voce. Non è ancora soddisfacente, riproveremo domani, magari lavorando con effetti diversi sulla voce.

Non sprecate troppo tempo sul vostro computer. Uscite, ogni tanto, e trovate qualcuno da amare. Buonanotte.

Julie’s haircut



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