One Dimensional Man (ODM) - Studio report n°2 Rubrica

16/09/2001 di



5/6/7 settembre

Dario
Finita la batteria cerco più che altro di capire come Giulio (di fronte al mixer ed apparecchiature varie) forgerà i suoni dei miei tamburi. Nel frattempo, Giulio stesso ha cominciato a registrare le chitarre principali canzone dopo canzone, l'ultima delle quali sarà quella dove io suono la chitarra.

La batteria l'ho già smontata tutta per fare spazio agli amplificatori della chitarra (la stanza sarà la stessa anche per la voce), tenendo montati piatti ed altre percussioni che andremo a registrare nei prossimi giorni.

Mi sono anche fatto una doccia perchè puzzo, e poi questa sera aniamo a vedere gli Shellac a Verona, così poi domani vado a lavorare (almeno un giorno) a Padova.

Oggo Giulio, in tutta fretta, sta cercando di finire le chitarre per permettere a Paolo di fare la voce nei prossimi due giorni, perchè questa sera anche Giulio sarà a Verona e Paolo avrà bisogno in cuffia di basso, batteria e chitarra. E' quindi evidente che Paolo si immergerà catarticamente nelle registrazioni senza di noi, ma solo com Andreas (il fonico residente in questo studio insieme a David Lenci).

Andando nel particolare, le chitarre hanno 7 canali, 2 dei quali sono registrati sull'MCI e i rimanenti vengono registrati direttamente sul protool. Queste 8 tracce sono in particolare microfoni dinamici vicino ai coni e microfoni a condensatore a media e lunga distanza per eventuali ambienti ed armonici; vengono presi anche 2 segnali di linea che escono direttamente dal line-out dallo specifico amplificatore per il 'pulito' (Fender Dual Showman) e da quello specifico per il distorto (Newport).

Domani Paolo comincia con la voce, quindi vi terremo aggiornati sull'evolversi della situazione.

Paolo
C'è qui anche il mio caro amico Frank Chapman, venuto a trovarci da Manchester per assistere alle registrazioni ma soprattutto, da buon inglese, ber bersi l'impossibile fra vini rossi locali e birre import. E' un carissima persona, e si è subito fatto ben volere da tutti. Mi darà una mano nel supervisionare i testi.

La voce ha avuto due sessioni... tutto completato. Andreas ha fatto, come sempre, un lavoro sopraffino. E' un piacere lavorare con un professionista come lui... molto paziente. La registrazione l'ha fatta con grande rigore; le interpretazioni sono risultate molto più sensuali di quel che mi aspettavo. Ne sono felice... sono stanco di urlare... voglio imparare a cantare! Ho fatto del mio meglio.

Molte piccole ma efficacissime idee si sono sviluppate durante la registrazione stessa. Per quasi tutti i brani abbiamo usato 2 o 3 tracce.

I miei pezzi preferiti sono "Saint Roy", un po' à la Beatles, "The old worm", più Birthday Party, che fanno parte del nostro repertorio live da almeno un anno. "I cant find anyone" è invece nuovissma ed è venuta particolarmente bene. Ma c'è anche "Broken bones waltz", un pezzo delirante che ci piacerebbe dedicare alle vittime di ogni violenza poliziesca: la canzone parla di una tortura, ed è cantata con un inglese dal forte accento tedesco: un luogo comune per parlare della banalità della violenza stessa... una faticaccia!

Credo che questo disco sarà davvero molto eterogeneo rispetto ai precedenti. E ne sono contento. Tracce di Scratch Acid e Jesus Lizard sono ancora molto forti nella nostra musica, ma ci sembra che con questo disco si stia cercando di superare definitivamente lo stereotipo.

Ed è bello e avvincente tentare, magari rischiando un po', strade nuove. Ragazzi, questo disco lascerà il segno... o almeno così speriamo.



Ecco il 2° capitolo degli studio-report realizzati da One Dimensional Man in esclusiva per Rockit...

> parte 1
> parte 2
> parte 3
> parte 4

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