Afterhours - Studio Report n.3 Rubrica

11/10/2000 di Roberta Accettulli



Altro aggiornamento dagli Afterhours, che continuano a raccontarci cosa succede nello studio dove stanno lavorando sui pezzi che entreranno a far parte del doppio live.

Afterhours Studio Report #3 - 30/09/00

C'eravamo lasciati a notte fonda mentre si stava impostando il mix di "non è per sempre".

Il lavoro è proseguito bene, in questi giorni abbiamo mixato "senza finestra", "simbiosi" e "strategie".

Il disco unplugged è quindi completato per quanto riguarda questa fase del lavoro.

Dobbiamo dire che siamo molto soddisfatti del risultato fin qui raggiunto. Questo forse perché avevamo sì un bel ricordo del concerto di Civitanova, anche tecnicamente, però riascoltando il materiale in studio siamo rimasti sorpresi in positivo.

Gli unici problemi li abbiamo avuti cercando di uniformare i suoni dei pezzi non mixabili (in altre parole registrati solo su Dat) come "pelle" e "oceano di gomma", al resto dei brani.

Utilizzando dei pre-amplificatori e compressori valvolari siamo riusciti ad ispessire il timbro dei vari strumenti mantenendo intatto l'ambiente generale. In una fase successiva (masterizzazione) lavoreremo per uniformare ulteriormente i mix in un unico concerto apportando, dove possibili, ulteriori migliorie al suono.

Perciò andremo probabilmente a Londra, nello studio di mastering del nostro affezionato Paul Libson.

A questo punto si comincia con l'album elettrico. Sarà un lavoro completamente diverso da quello fatto fino a questo punto.

Strutturalmente si tratterà di un disco più eterogeneo e antologico.

L'unplugged è, infatti, un solo concerto per undici tredicesimi mentre l'elettrico vuole rappresentare quello che siamo stati dal vivo negli ultimi anni.

Conseguentemente la scaletta non sarà quella dell'ultimo tour né di quello precedente (per evitare sovrapposizioni di pezzi nelle due versioni) e come accennato nei precedenti reports conterrà canzoni registrate in modo radicalmente diverso tra loro.

Ciò si tradurrà in differenze d'atmosfere e di suoni da un brano all'altro. Il primo pezzo affrontato è "rapace". Come prevedibile i tempi e la complessità del lavoro cambiano radicalmente.

Ricostruire il giusto equilibrio di suoni è un'operazione più complessa di quello che può sembrare.

Si tratta oltretutto, trattandosi di un disco live, di raggiungere il risultato ottimale nelle sonorità, evitando di levigare, pulire e soprattutto asciugare troppo il suono generale.

Questo risultato generalmente si ottiene sfruttando al meglio i cosiddetti canali "d'ambiente", ossia i canali relativi ai microfoni che catturano il suono ed il riverbero presente nella sala del concerto (ad es. i panoramici della batteria).

In questo modo riusciamo anche a mantenere presenti tutti i rumori che ci sono durante il concerto specialmente tra un brano e l'altro. Oggi è sabato 30 e speriamo di finire "rapace" per poi affrontare "l'estate" e "l'adrenalina"!

Arrivederci alla prossima puntata.

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