Estra - studio report n°6 Rubrica

22/02/2001 di



Rubiera, 20 Febbraio 2001

Che notti queste notti...

Notti sempre più brevi, sogni ad occhi aperti, psichedelia autoindotta, come è vero questo disco, come è "grosso", se non lo conoscessi perfettamente forse ne avrei paura, invece la paura è lì che brilla incastonata tra i suoi solchi, la paura di esserci, di significare, la paura di essere a un passo dalla meta, la paura di trovarsi faccia a faccia con la verità, la paura nera, che acceca e taglia le gambe, secca la gola, la paura è compagnapreziosa, allena, stimola, conduce là dove non andresti, non ci arriveresti senza, senza una canzone eravamo niente, niente rima ancora con gente?, la gente non ha tempo, fa comodo pensarlo, pensare è un'altra cosa ancora, e sì che l'innocenza la riconosco, mi fa arrendevole, aperto, guardatevi intorno, arriva per tutti, la nostra stirpe è bianca, mi fa uno, per questo poi le macchie si vedono di più, io non so niente, non ricordo, ho sentito delle voci, e quelle ancora mi guidano, anche ora che tra cinque giorni qui è tutto finito, a posto, e abbiamo dato tutto, abbiamo dato il meglio, l'abbiamo gettato di là della barricata, entro Aprile sarà a disposizione delle bocche e degli stomaci d'Italia, dei giudizi pre e post, dei concerti e dei deserti, e questo è quanto, è pressapoco tutto, se non fosse che il disco dirà tali e tante cose in più su di noi che i conti di tutti non torneranno più, e dovranno ricominciare daccapo, come sempre con noi, la metamorfosi è incessante o non è. Bum.

Ci si vede, Estremo



Tutti gli articoli precedenti dello Studio Report:

> studio report 1

> studio report 2

> studio report 3

> studio report 4

> studio report 5

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Chiude negli Stati Uniti l’ultima fabbrica di compact disc