Fabrizio Coppola - studio report (parte 1) Rubrica

28/03/2005



Resoconto semiserio su come si sono svolti i fatti…

Giorno #1 - 28 febbraio
Stamattina la città si è svegliata sotto la neve. La tempesta che avrebbe dovuto portare la temperatura a menodieci non c’è stata, però ha nevicato lo stesso. La mia skoda era coperta da uno strato di 5 cm di neve, ma lei era tranquilla: è cecoslovacca.

Oggi si comincia a registrare il seguito de “La superficie delle cose”, quindi vado a illustrarvi gli interpreti della commedia (in ordine alfabetico):

Alessandro Annibale: il campione delle note segrete, un bassista di tutto rispetto.

Alessandro Cesqui: produttore esecutivo, sempre occupato a chiederci se ci serve qualcosa e se è tutto ok.

Simone Chivilò: produttore artistico, l’uomo che convincerà l’aria a traghettare i suoni così come deve essere.

Fabrizio Coppola: lo scrivente.

Fabio Deotto: batteria, potente e spontaneo, con un suono molto ‘seventi’.

Corrado Solarino: pianoforte & organo, cinico quanto basta, romantico quanto basta.

Il Bips ha una stanza di ripresa ricca di charme, i colori e l’arredamento danno un’impressione molto anni sessanta. Sembra lo studio della Rai di Napoli degli anni d’oro (nessuno di noi lo ha mai visto ma ce lo immaginiamo tutti così). Per le voci guida ho un microfono rettangolare a sezione quadrata che sembra uscito da “90° minuto”.

Al piano di sopra del Bips fanno dei doppiaggi di programmi radio e tv. Oggi mentre facevano i suoni della batterie ho avuto modo di ascoltare un approfondimento sul merluzzo nella cucina mediterranea.

Il giorno 1 si piazzano i microfoni, si fanno i suoni e ci si annoia. Il pomeriggio passa in questo modo, di sera finalmente si comincia a suonare. Facciamo una serie di riprese di riscaldamento, teniamo tre pezzi e lasciamo lo studio.

Dopo tutti a festeggiare il compleanno di Fabio in un locale di dubbia fama consigliato da Annibale. Locale semideserto, design anni settanta, colori tenui e forme arrotondate. Ordiniamo dei cocktails improbabili (tipo paradiso tropicale, amore sulla spiaggia, copacabana, tramonto a santa barbara) e ci portano delle orrende insalate immerse in liquidi fosforescenti. Con la nonchalance propria dei bevitori di periferia beviamo felici, fingendoci soddisfatti dei beveroni.

Giorno# 2 - 1 marzo 2005
La giornata comincia subito bene: Annibale arriva in studio con una copia di Max sotto il braccio che servirà ad alleviare le pause tra una ripresa e l’altra. Bene.

Il lavoro fila via liscio, la stanza suona bene e noi siamo in forma. I preziosi suggerimenti di Chivilò danno il tocco finale ai pezzi.

Tra una take e l’altra Chivilò mi dice che non devo preoccuparmi se di tanto in tanto prende una sedia e la spacca contro il muro. Ha letto che il produttore di “London calling” dei Clash usava questi metodi per ottenere dal gruppo la giusta tensione.

Per cena decidiamo di tornare nella stessa trattoria dove siamo stati a pranzo il giorno prima, di cui per eleganza non dirò il nome, un posto alla buona in via rovereto dove con 6 euro prendi primo, vino e caffè. Giunti in prossimità del locale notiamo subito qualche stranezza: le luci in sala sono soffuse, delle eleganti candele adornano i tavoli e il cameriere non è lo stesso del giorno prima. Comunque, entriamo e prendiamo posto nella sala deserta. Arriva il menù e scopriamo la drammatica verità: la trattoria ha una doppia vita. Di giorno è una onesta osteria con prezzi popolari e cucina gradevole, di sera cambia gestione e diventa un posto simil fighetto con prezzi triplicati e menù à la page. Morale della favola: primo + vino + caffè = 21 euro a testa. Da evitare dopo le 15.

Torniamo in studio un po’ demoralizzati per completare il programma di lavoro della giornata e ci ricordiamo di Sanremo. Così guardiamo una decina di minuti del festival: sfilano Toto Cutugno + Annalisa Minetti, Djfrancescoband (Francesca è unica, il suo mese preferito è il mese di maggio, ha tutta la sua storia in un tatuaggio) e altre amenità.

Per oggi può bastare. Torniamo al lavoro fino a mezzanotte, poi tutti in libertà.

Giorno# 3 - 2 marzo 2005
Continuano le riprese, siamo addirittura in anticipo sul ruolino di marcia, così decidiamo di prenderci la serata libera, anche perché Cesqui viene a farci visita per sentire quello che abbiamo fatto finora.

Giorno# 4 - 4 marzo 2005
La nevicata che si attendeva per il week end scorso è passata questa notte a lasciare il suo segno. Quando mi sveglio la stanza è stranamente molto luminosa, apro la tenda del lucernario e vedo che il vetro è coperto di neve, che amplifica la luce bianca del cielo. Che bellezza. Non so perché, ma la neve mi fa sentire americano, Milano appare subito ai miei occhi come una città del nebraska (chissà se poi nel nebraska nevica veramente), quindi a colazione caffè lungo, “Blu oltremare” di Carver e Neil Young nello stereo.

Tutto il percorso fino allo studio è un trionfo di slittamenti sulla neve e scalate di marcia. Passo a prendere Chivilò, mangiamo un panino veloce con Cesqui e poi in studio.

Ormai siamo completamente a nostro agio in studio, ci siamo abituati al suono della stanza e finiamo in agilità le riprese principali.

Piccola curiosità: sull’ultimo colpo di rullante dell’ultimo pezzo si spacca la pelle del rullante di Fabio.

Giorno# 5 - 8 marzo 2005
Oggi e domani tocca a Corrado, ci aspettano le sovraincisioni di piano, organo e fender rhodes. Ma l’evento più significativo della giornata è la presenza al piano di sopra (quello dei doppiaggi) di Cristiano Malgioglio, con tanto di ciuffo argentato, proprio uguale uguale a come lo si vede in tv. È venuto a registrare delle cose per la radio. Mentre sono fuori a fumare una sigaretta riesco a carpire uno stralcio di conversazione telefonica tra Malgioglio e il suo manager, che riporto, giuro, così come l’ho sentita: “hai ordinato i vestiti per Vespa? No, ti ho detto che voglio due giacche di paillettes, una verde e una fucsia. Fucsia, sì, sono sicuro. E le maniche, larghe mi raccomando.” Spengo la sigaretta e torno in studio pensando che forse anche io dovrei mettere delle giacche di paillettes.

Il lavoro sui brani continua, mi ricordo in particolare una parte di fender rhodes con tremolo molto bella, un organetto filtrato in un pedale per chitarra e poi passato nell’ampli, e altre amenità assortite. La giornata scorre via veloce e produttiva.

Giorno# 6 - 9 marzo 2005
Oggi arriviamo in studio alle 11 perché Chivilò di sera suona alla Casa 139 con Marian Trapassi quindi dobbiamo smontare prima. Un sole caldo annuncia la primavera prossima (vieni cara, ti aspettiamo). Si continua con piano e organo, siamo giusti sulla tabella di marcia, l’atmosfera è rilassata. I pezzi vanno molto bene, al mio orecchio suonano come un impasto primordiale di diverse cose che amo (in ordine alfabetico): Beatles/Cave/Dylan/Radiohead/Petty/Springsteen. Allelujah.

Alle 18:00 abbiamo finito tutto. Lasciamo lo studio e salutiamo Attila e Lorenzo, che ci hanno assistito e sopportato per questa settimana. La serata prosegue alla Casa 139, con Marian che presenta il suo set elegante e intenso in formazione quasi jazz con batteria, contrabbasso, chitarra e pianoforte. Per tutta la sera ho un sorrisetto ebete stampato in faccia. La prima parte di lavoro è finita, si prosegue settimana prossima a Treviso.



Fabrizio Coppola ci racconta le prime fasi di lavorazione del seguito de “La superficie delle cose”...

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