Afterhours - Suoni & Ultrasuoni (sala A) - Roma Live report, 17/12/1997

Manuel Agnelli - via YoutubeManuel Agnelli - via Youtube
17/12/1997 di

In un contesto apparentemente 'formale' degli studi Rai di via Asiago, una nutrita schiera di rockettari ha potuto assistere all'esibizione del gruppo milanese, che sta vagando in giro per i vari locali della penisola in occasione della promozione (che brutta parola!) dell'ultimo "Hai paura del buio?", da più parti indicato come uno dei lavori più riusciti nell'anno appena passato.

E così, puntuali alle 21, Agnelli & co. cominciano con il 'bombardamento sonico' che per circa un'ora allieterà la serata di tutti gli invitati. Di certo rimanere impassibili di fronte a tale e tanta violenza di suoni non è stato facile, anche quando canzoni come "Pelle" o "Dentro Marilyn" venivano eseguite dall'intera band. Ciò dimostra che tutto quello che di "buonissimo" (se mi passate il superlativo, ...che è d'obbligo!) era stato inciso sull' ultimo album, ha trovato un effettivo riscontro nella prova dal vivo. Non è forse un caso che le songs iniziali sono state, nell'ordine, "Elymania", "Male di miele" e "Germi", tre prove rilevanti nella discografia degli Afterhours.

Per il resto del concerto sono mancati brani come "Punto g", "Pop" o "Veleno", ma l'esibizione del quintetto non fa rimpiangere niente: le chitarre di Xabier Iriondo e i suoi innumerevoli effetti, il drumming di Giorgio Prette, l'irruenza vocale e scenica di Manuel Agnelli, più gli apporti puntuali di basso e violino, sono fattori di un insieme che ha ormai carburato abbastanza per poter dire la sua per quanto riguarda la proposta di un suono originale 'made in Italy', sia che si tratti di un disco, sia che si parli di musica dal vivo, come in questo caso.

Solo nel momento in cui il leader si è preso la libertà di reinterpretare (finalmente!) in modo degno "State trooper", una canzone del 1982 di Bruce Springsteen (che già provava da tempo con Cristina Donà), gli altri si sono fatti da parte finché non si è ripreso con "Dentro Marilyn", per finire, dopo "1.9.9.6" e "Strategie", con l'esecuzione di "Voglio una pelle splendida", una delle ballate più belle che conosciamo. Per i bis venivano riservate "Lasciami leccare l'adrenalina" e "Ossigeno", le ultime cartucce sparate dagli Afterhours prima di lasciare il palco e dopo aver saziato gli affamati di buona musica. Come direbbero i latini, c'è solo un augurio da fare 'Ad majora'.



 

Tag: live report

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