Tafuzzy Days, neanche il distanziamento può fermare il pogo

Anche quest'anno si terrà il festival nato a Riccione nel 2003 come compleanno punk fra amici. Un folle progetto che è diventato negli anni un appuntamento fisso, dove hanno suonato Pop X, Myss Keta, Camillas e tanti altri. Quest'edizione, dal 20 al 22 agosto, sarà ancora più emozionante
04/08/2020 11:32

È dal 2003 che a Riccione si organizza il Tafuzzy Days, il folle festival nato per caso che è ormai diventato un appuntamento fisso dell'estate romagnola. Neanche un momento difficile come questo è riuscito ad abbattere la rassegna, anzi, quest'anno il Tafuzzy Days sarà di tre giorni, dal 20 al 22 agosto, anche se con gli ingressi limitati.

Per festeggiare l'edizione più insperata dei Tafuzzy Days, ci siamo fatti raccontare tutta la storia – e la line up di quest'anno – da Davide Brace, uno dei fondatori, con qualche intervento di Bart Cosmetic.

Il programma del Tafuzzy Days 2020Il programma del Tafuzzy Days 2020

Contesto ed esordi (2003-2006)

Siamo intorno al tavolo Cultura in un salone del Comune di Riccione, è un tardo pomeriggio invernale, a memoria direi primi mesi del 2006. Ci sono: le ragazze del Punto Giovane che vogliono mappare i luoghi di ritrovo dei giovani, Nafta del Giocamusica (se sei di Riccione e suoni uno strumento sei sicuramente passato da un suo corso, sala prove o saggio), l’assessore alla cultura Cavalli, davanti a noi Don Romano, parroco della Mater Admirabilis, che sta osservando curioso due ragazzetti scalcagnati dallo sguardo un poco spento e a un certo punto gli fa: "Voi cosa sareste? Dei punk?". Quello più in carne di loro: "Mmmmm sì, diciamo così". "E cosa ci fate qua?". "Siamo venuti a chiedere se c’è un edificio da occupare".

Io e Bart eravamo lì per presentare il Tafuzzy Days che organizzavamo già da tre anni. Le reazioni furono all’incirca: "Interessante, ma che contributo può portare un festival  di questo tipo alla nostra città?", oppure "Cosa avrebbe in più dei saggi che organizza il Giocamusica?". Per fortuna l’assessore aveva dei trascorsi nei centri sociali riminesi e aveva capito meglio la questione: "Fermi tutti! Non sono qui a chiedere il permesso di fare il festival, né un contributo economico. Il festival loro lo fanno già e continueranno a farlo comunque. Li abbiamo convocati qui per capire se come Comune eravamo interessati a supportarli e apporre il nostro patrocinio".

Il comitato organizzativo bagnato alla fine dell'edizione 2018Il comitato organizzativo bagnato alla fine dell'edizione 2018

L’idea del festival era nata perché da tempo ci si trovava con alcuni amici a frequentare le stesse sale prove, negozi di dischi, concerti. Eravamo ossessionati dalle band americane e avevamo logorato la videocassetta del documentario 1991: The Year Punk Broke. Avevamo delle band: Bart suonava nei Cosmetic, io nei Mr. Brace. Volevamo suonare e sentirci parte di una scena. Non ci conosceva nessuno al di là della cerchia dei nostri e non era tanto facile farsi chiamare a suonare. Ogni tanto riuscivamo a fare dei concerti all’Area 51, uno dei pochi live club di Riccione, che perlopiù riempiva con cover band. Nel settembre del 2002, per festeggiare il mio compleanno, chiesi se potevo organizzare una serata lì e chiamai i Cosmetic e un altro paio di amici a suonare. L’anno dopo facemmo lo stesso, ma chiedendo in prestito un palco al Comune che montammo di fianco alla Meridiana, a valle della collina del Castello degli Agolanti. Quello era il luogo dove le sere d’estate si andava a suonare e bere birrette. Quella fu la primissima edizione del festival. 

Eravamo universitari e tempo libero se ne trovava. Gli amici bene o male suonavano tutti e quindi ci davano una mano. Si faceva un volantino, lo si portava in giro nei bar o alle altre feste, si mandava una newsletter e si scriveva in qualche forum. Nei quattro anni successivi allargammo progressivamente il giro partendo da quanto si stava muovendo nei dintorni: si aggiunsero i rapper riminesi che facevano capo a RA2f e le Testestese, i Fitness Pump da Savignano sul Rubicone con i loro amici Late Guest (At the party) e i Lili Burlero di Santarcangelo, tra i creatori dell’etichetta Ribèss.

La svolta ed i botti (2007-2009)

Coi banchetti ai vari Mei e MI AMI conoscevamo e ci facevamo conoscere. Incominciammo a creare queste compilation con il meglio dei demo ricevuti durante l’anno. Erano cd in una confezione a forma di cartolina, tipo Saluti da Riccione, da distribuire ogni anno al festival. Quella del 2006 venne eletta disco dell’anno da Mirko dei Camillas per il suo negozio Plastic di Pesaro. Sempre quell’anno, Alessandro Baronciani inserì Tafuzzy nel fumetto dedicato alla scena della riviera adriatica pubblicato su Rumore. C’era una gran bella energia e infatti il 2007 fu un po' l’anno della svolta: raddoppiammo il numero di serate e accettammo l’illuminato consiglio del Comune: "Perché invece di andare a smontare il palco al Castello, trasportarlo e rimontarlo a valle non fate il Festival direttamente lassù, che è anche più bello?". Il Castello degli Agolanti diventò la nostra casa e il festival si plasmo sempre più sui suoi spazi.

2007: A fare il botto definitivo ci pensarono due aziende di piadina artigianali che si erano unite per fare una festa ai piedi della collina. Li avevamo visti nel pomeriggio stendere un vero e proprio arsenale di razzi e fuochi d’artifico. Eravamo scesi a informarci e prendere accordi. Non ci saremmo disturbati, a una certa mentre noi si faceva il festival, loro sotto avrebbero sparato qualche petardo. Il caso ci regalò uno dei momenti più incredibili e commoventi di sempre. Mentre per la prima volta si fondevano sul palco X-Mary e Camillas in una potente jam psichedelica, il cielo si illuminò tutto dietro e il Castello sembrò prendere fuoco per alcuni minuti. Ricordo tra il pubblico persone che piangevano. Quell’anno, tra gli altri, ricordo notevoli concerti di Altro, Chewingum e Dadamatto.

2008: Gli Eterea Post Bong Band e i Uochi Toki portavano direttamente sul luogo del misfatto il loro concept La chiave del 20, in cui si narra di un furtivo ingresso in una discoteca scassinandone la porta di sicurezza.

2009: L’unica edizione alla quale fui assente. Tempo fa si notava che l’unico a non essersi perso neanche un’edizione è Inserire Floppino, cioè Psico, cioè Marco… In Tafuzzy abbiamo sempre avuto qualche problema con soprannomi e pseudonimi, la stessa parola Tafuzzy né è un esempio. Rimpiango di non aver visto Dummo, Gioacchino Turù e Vanessa V.

Dal libera tutti al decennale (2010-2012)

2010: A inaugurare questa edizione furono i Drink To Me. Da ricordare sempre quell’anno la performance Psss Psss Psss di Marino Josè Malagnino, che riunì e trasformò tutti i musicisti in un’orchestra di campionatori umani, o quella di Dj Balli, che sonorizzò la creazione di una pizza trasformandola in una merenda noise.

2011: La prima serata ci fu Bob Corn. Il pubblico si era seduto sul prato tutto attorno e sembravano essersi quietate anche le discoteche. Tizio comincia dicendo: "Avevo sentito parlare di questo festival Tafuzzy Days e mi chiedevo come mai non mi avessero ancora chiamato. Poi mi hanno spiegato che è solo dall’anno scorso che invitano artisti che cantano in lingua inglese e allora ho capito". Era vero, in totale controtendenza per il periodo, con Tafuzzy avevamo sempre prodotto, valorizzato e spinto chi scriveva e cantava in italiano, quando poi la cosa ha cominciato ad essere la norma noi ci eravamo stufati e avevamo deciso di dare il libera tutti. Oltre a Bob Corn e Buzz Aldrin, fu l’anno di Babalot con tutta la band e dello Stato Sociale poco prima che facessero il vero botto e quando ancora si permettevano si sbracare dilatando i brani indefinitamente in gag e deliri esilaranti.

Pop X

2012: Festeggiamo il decennale con un’edizione particolarmente partecipata. Memorabili la performance psichedelica di Above the Tree e la prova di atletica di Paolo Mongardi, che suonò la batteria prima sul palco esterno con degli ispiratissimi Ronin e, immediatamente dopo, all’interno con i Fuzz Orchestra che quella sera testarono i limiti strutturali delle pareti del Castello con volumi inauditi. La sera dopo Giovanni dei Chewingum e Maria Antonietta furono realmente emozionanti e ci regalarono un elegantissimo duetto, tutto circondato da frecciatine d’amor.

Lisce transizioni (2013-2016)

Gli anni successivi alla decima edizione furono particolarmente sereni dal punto di vista organizzativo e partecipati. Forse anche perché, nonostante alcuni dei tafuzzer degli esordi si fossero ormai trasferiti all’estero oppure avessero messo su famiglia, avevamo più o meno capito come manovrare il meccanismo del festival. Avevamo testato i nostri limiti di sostenibilità economica, il numero di volontari necessari e come fare a rendere il clima festoso per tutti i nuovi amici che ogni anno si aggiungevano (e per fortuna continuano ad aggiungersi anche oggi), l’importanza di curare grafica e comunicazione sui social fino ad arrivare alla questione birre. Come dice Bart: "Mi ha sempre stupito il cambiamento dei gusti della gente in merito alla birra. Una volta i ragazzi si accontentavano di birre da battaglia che versavamo nei bicchieri da bottiglie da 66. Poi il tempo di accorgersi che stavano iniziando a fare più domande e a storcere il naso e da un'edizione all'altra pretendevano di spendere il triplo ma per avere birre da sommelier".

2013:  Fu l’anno in cui vennero a girare al festival qualche scena del documentario Conquiste sulla storia dei Cosmetic e, in modo gradevolmente naïf, sulla scena indipendente italiana fino a quel momento. Contemporaneamente, fu anche l’anno che cominciava a preludere a nuovi corsi. Della prima sera ricordo in particolare l’estasi danzereccia dei Wolther Goes Stanger e l’oscurità ipnotica dei Father Murphy, della seconda Pop X che fece un soundcheck di quasi un’ora con piano e voce, memorabile la cover di Get Lucky dei Daft Punk, per poi usare solo basi da iPod durante la serata e fondere il proprio concerto con quello de I Camillas in uno spettacolo ai limiti del circense.  In chiusura dentro al castello una scassatissima performance di Calcutta con Demented Burrocacao.

2014: È l’anno di Giovanni Truppi, intensissimo da solo chitarra e voce, delle padrone di casa Io e La Tigre, degli eroi bolognesi Altre di B e Maolo in duplice versione Sin/Cos e Quakers and Mormons.

Father Murphy

2015: La freschezza sorprendente di Any Other, l’ultima data dei Clever Square, la classe infinita degli His Clancyness. Flavio Giurato a tardissima notte immenso, anche se non per tutti.

2016: Ponzio Pilates, afrosound a rotta di colla e petardi, Zanna il fonico guardando i segni lasciati sul palco: "Gli farei ripagare tutto se non fossero dei mostri a suonare". Giungla super rock. Holiday Inn acidissimi e pulsanti nel castello. Crowd surfing coi Lantern. Perdita di coscienza con le Euro Girls.

Recenti avventure e bagnati saliscendi (2017- 2019)

Bart: La musica nel mondo sta cambiando, ma in generale quello che ci piace invitare al festival è sempre stato lo stesso: pazzo, genuino, coinvolgente, indipendente. Per fortuna, alcuni di quelli che negli anni passati hanno dormito per terra dopo il loro concerto ora riempiono arene e vanno in tv. Sono cose molto belle! Tanta gente viene al Tafuzzy secondo me perché lo nasa nell'aria che è una cosa più unica che rara, una festa che comincia a essere abbastanza grande ma dove gli organizzatori non hanno scopo di lucro, ma sono lì per godersi la festa per primi ed è tutto un po' ingenuo, magico e denso di abbracci. È una festa che, grazie al comune e al pubblico, non ha il benché minimo sponsor. Potrebbe sembrare una cosa assurda, ma in fondo lo facciamo proprio perchè quelle scritte di brand o di fabbriche non inquinino l'artwork del manifesto. Il comune ci da davvero una grossa mano, ogni anno si rischia di andarci sotto o al massimo si mette via qualche spiccio per quando andrà peggio. Ne vale la pena per costruire il sogno. Un sogno che dura due giorni – quest’anno tre – e che, nonostante tutto, ha ancora delle dimensioni molto umane, molto sostenibili e dove non puoi vedere eccessi o sballo a tutti i costi. Anche questa è una cosa di cui ci vantiamo molto: il vero sballo è la musica!

Moreno il Biondo, leggenda del liscio, mentre si lancia in un trenino al Tafuzzy del 2017 con i suoi ExtraliscioMoreno il Biondo, leggenda del liscio, mentre si lancia in un trenino al Tafuzzy del 2017 con i suoi Extraliscio

2017: Con grande soddisfazione siamo riusciti a portare sul nostro palco due concerti a cui tenevamo tantissimo:  prima il progetto Stregoni che, attraverso uno spettacolo imprevedibile ma sempre festoso, offre un’interessante e inedito punto di vista sulla questione immigrazione, e poi la super banda Extraliscio, che ha riunito definitivamente e con la consueta allegria romagnola tradizione e avanguardia. Annotarsi che con loro è partito il primo trenino tra il pubblico del Tafuzzy. Memorabili anche gli Halfalib che per quaranta minuti han tenuto con fiato sospeso tutto il pubblico nel castello, il gradito ritorno di Giovanni Imparato come Colombre sempre più bravo, i giovanissimi Sonic-3 che, a quanto ne so, sono la prima band che avevano tra gli obbiettivi quello di suonare ai Tafuzzy Days, avendolo frequentato fin da bambini.

2018: Franek Windy tira dritto a suonare anche se piove e gli ricoprono tutto il palco intorno di teli verdi, eroico. Smette di piovere ma, dopo gli Ultrakelvin, il concerto dei Faccions viene interrotto dall’arrivo dei carabinieri. Scopriamo, dopo sedici anni, che non è possibile parcheggiare le macchine nel prato di fianco al castello. Passiamo una nottata a discutere e valutare. Le previsioni danno acquazzoni per il giorno dopo e senza parcheggi non conviene neanche provarci. Dispiaciutissimi, comunichiamo che cancelliamo la data del giorno dopo. Dal Comune ci fan sapere che non si può e ci danno una mano a trovare soluzioni. Col morale sotto i piedi e una notte insonne alle spalle ci si mette al lavoro. Si fa tutto dentro il castello, pioverà per tutta la serata. La gente comincia ad arrivare. Si sta stretti ma è bello uguale. Anzi è bellissimo. Myss Keta e a seguire il dj set di Bruno Belissimo mettono a segno uno dei momenti più esaltanti e alti della storia del festival. La Myss, rientrando sudata in camerino dopo la performance, si lascia scappare un: "Wow. È stato sessuale".

Le local legend Sonic 3 al Tafuzzy Days del 2016, quando ancora erano minorenni e vennero accompagnati dai genitori, che furono coinvolti loro malgrado in un pogo selvaggioLe local legend Sonic 3 al Tafuzzy Days del 2016, quando ancora erano minorenni e vennero accompagnati dai genitori, che furono coinvolti loro malgrado in un pogo selvaggio

2019: Ancora pioggia ma splendida prima serata tutta dentro il castello (ci si abitua in fretta). Sorprendenti Cacao, The Jackson Pollock e Yonic South. La seconda sera abbiamo azzardato con sonorità adiacenti alla trap con Irbis37 e Maggio. Andati più sul sicuro con il fresco garage lo-fi di Jesse the Faccio e il ritorno dei Ponzio Pilates, per chiudere con l’italo dance di Emmanuelle.

Bart: Volete un aneddoto? Due punk mi hanno fermato per dirmi che il Tafuzzy fa schifo perchè abbiamo invitato due artisti "trap" fra tante virgolette, ed è finita che mi hanno preso per il collo perchè avevamo cominciato a insultarci malamente. Sono cose brutte ma che ci mantengono giovani e a contatto con la strada.

2020

Panoramica del pubblico che se la scialla allegramente fuori dal castello nonostante abbia appena finito di pioverePanoramica del pubblico che se la scialla allegramente fuori dal castello nonostante abbia appena finito di piovere

Per tutto quello che è successo quest’anno, sarà un’edizione sentita, necessaria e speriamo fighissima.  Ci sarà qualche artista in meno per serata ma anche una serata in più. Il numero degli ingressi sarà necessariamente limitato ma per chi vuole abbiamo allestito un sistema per anticipare le offerte e prenotarsi un posto, tutte le istruzioni sono sul nostro sito. Suoneranno: In.Versione Clotinsky, Teo Wise, Sibode DJ, Soria, Valeria Sturba, X-Mary, Fadi, Zona MC, Setti. Chi suona quando è indicato e sulla locandina. La serata di sabato 22 sarà un esperimento che, oltre alla partecipazione degli ospiti dal vivo, prevede la proiezione in diretta di LUCCICHINI DAPPERTUTTO: il mega concertone con tantissimi artisti amici sul palco che la 56a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro dedicherà alla memoria di Mirko Bertuccioli. A lui più o meno esplicitamente è dedicata l’intera edizione del festival, volevamo fortemente essere parte di tale evento. Chi conosce la nostra storia sa quanto sia importante per noi. Speriamo così di essere d’aiuto e aumentare il pubblico dell’evento, dando una seconda possibilità a coloro che non trovassero più posti a Pesaro.  All’interno del Castello, infine, verrà allestita un’esclusiva installazione multimediale intitolata La musica del futuro, ideata da Tafuzzy e I Camillas che riunirà i contributi di decine di artisti.

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L'articolo Tafuzzy Days, neanche il distanziamento può fermare il pogo di Redazione è apparso su Rockit.it il 04/08/2020 11:32

Tag: festival

Pagine: Tafuzzy Days

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