"La Granda" Underground: musica per non invecchiare male nella provincia sabauda

Nicholas ed Enrico portano band sperimentali e proiettano film in 35 mm al Tasté Bistrot, ricavato in un palazzo del '400 a Saluzzo. Con l'ambizione di cambiare un po' l'anima e la mentalità di un posto bello e un po' troppo pacifico

Enrico Tarò e Nicholas Sabena a Tastè bistrot, Saluzzo (CN)
Enrico Tarò e Nicholas Sabena a Tastè bistrot, Saluzzo (CN)

In un palazzo del '400 in mezzo alle montagne piemontesi ci sono due ragazzi, Nicholas Sabena ed Enrico Tarò, ex studenti al Politecnico di Torino, 25 e 24 anni, che da quest'inverno si occupano di animare con concerti, proiezioni e altre iniziative culturali l'edificio. Dove è anche sorto un bar, Tastè bistrot, che propone un’offerta musicale parecchio underground nella zona di Saluzzo, in provincia di Cuneo.

Qui in realtà l’underground "ufficiale" ci sarebbe già, rappresentato da una serie di concerti organizzati in città, con musica sentita e risentita: "Noi abbiamo cercato di porci come l’alternativa all’ufficialità della città. Volevamo proporre un'offerta più particolare, per dare spazio a gente con un minimo di interesse in qualcosa di diverso, anche strano, ricercato".

Durante una proiezione al Tastè bistrot - foto di Marta Cavallera
Durante una proiezione al Tastè bistrot - foto di Marta Cavallera

L’idea è quella di far conoscere artisti che vanno a suonare in giro per il mondo e di cui, però, non si conosce nemmeno l’esistenza: "L’obiettivo è quello di portare musica che qui non si è mai sentita, e in generale robe che non si vedono, ma in realtà sono sotto il nostro naso", spiega Enrico. Sono tutti stati e saranno eventi gratuiti e quasi tutti hanno registrato il sold-out. Una bella soddisfazione: "Ora non facciamo neanche più fatica a comunicare le cose: la gente arriva e basta. Non era per niente scontato, considerando tutte le limitazioni possibili immaginabili della situazione pandemica – quindi posti contingentati, obbligatoria la prenotazione e tutto quello che vogliamo aggiungere –. Abbiamo un po' rilanciato questo posto", dice Nicholas.

È così che Tastè cìbistrot movimenta Saluzzo: con eventi di vario tipo che siano la narrazione dell’eccellenza territoriale, dal culturale al gastronomico, dal bere al mangiare, per continuare il discorso con film e musica. La programmazione è partita a luglio e finirà il 27 settembre. Ogni mese, due concerti: "Per ora siamo andati sul semi-acustico: a luglio è venuto Riccardo Salvini, cantante degli Indianizer. Ad agosto, i Byenow, gruppo che ha fatto la release del disco da poco. Tipi con cui abbiamo amici in comune, che sono passati in radio e fanno musica interessante: abbiamo alzato parecchio l’asticella, considerando che intorno non c’è stato molto altro ad agosto", dice Enrico. 

E continua: "A settembre faremo un excursus sull’improvvisazione e la musica libera. Il 6 settembre inviteremo gli oAxAcA, un collettivo della nostra zona di formazione mista di free-jazz, funk, con un sound molto particolare. Sono artisti che vanno spesso all’estero, e in quest’occasione faranno una release del loro nuovo disco".

Al Tastè bistrot prima di un live
Al Tastè bistrot prima di un live

Oltre alla musica, a Tastè d’estate ci sono state e ci saranno proiezioni di film in 35mm, sempre introdotte da un cortometraggio che viene offerto da Cortocircuito, "un festival di corti organizzato a Savigliano, dove abito", spiega Nicholas. Una rassegna interessantissima che raccoglie migliaia di corti ogni anno da ogni paese del mondo, organizzata da un gruppo di giovani: "Una roba molto grossa e molto sentita da tutti", aggiunge.

A Tastè bistrot si fa qualcosa che non si era mai sentito, all’interno di un contesto che è fondamentalmente abbandonato. Un posto bellissimo nel centro storico di Saluzzo, 17.000 abitanti, in provincia di Cuneo, "una cattedrale nel deserto", la chiama Nicholas: "Ci sono due circoli Arci in tutta la provincia, che in teoria è la più grande d’Italia", dice.

"In questa parte vecchia della città non c’è praticamente nulla; c’è solo un pub e nessun’altra attività economica", spiega Enrico: "Una zona poco battuta se non dai turisti, e nel tempo in cui abbiamo avuto e abbiamo ancora questo posto tra le mani stiamo cercando di renderlo qualcosa di appetitoso non solo d’estate per coloro che arrivano da fuori per visitare il sito monumentale, ma anche per i locals nel resto dell’anno".

Durante una proiezione al Tastè bistrot – foto di Marta Cavallera
Durante una proiezione al Tastè bistrot – foto di Marta Cavallera

"La gente che vive nei dintorni sta tendenzialmente bene e non ha la mentalità per la quale ricercare nel tempo libero e durante le uscite serali, l'attrazione culturale e musicale. Parlo non solo dalla gente, ma del contesto stesso, delle autorità, di chi ha i fondi", afferma Nicholas. C’è attenzione alla valorizzazione locale, sì, perciò si parla e si cerca di far conoscere la musica occitana, ad esempio, e ogni tanto il comune o il Circolo musicale di Saluzzo organizzano eventi, ma sempre sporadici e scollegati: "Da quando abbiamo iniziato con continuità, abbiamo incontrato un gruppo molto largo di persone che cercano l’alternativa, che ha interesse musicale e curiosità di scoprire cose nuove, diverse", dice Enrico. È gente che viene, magari, da Torino, e molto spesso viene da fuori. Il problema rimane la gente locale: "I nostri 'giri' vengono, scoprono e si gasano. Il saluzzese medio, invece, un po’ è diffidente, e un po’ non apprezza il nostro tipo di proposta".

Il posto fisico esiste da cinque anni e nel corso del tempo si sono succedute varie gestioni, con persone diverse che hanno sempre cercato di attivare progetti di vario tipo, senza riuscire ad attecchire oltre la stagione: "È un locale associativo, quindi c’è un bando comunale per cui, poi, si fa un affidamento e c’è un appalto all’associazione culturale che lo ottiene. Noi siamo dei semplici dipendenti dell’associazione che gestisce questo posto. Gli artisti li paga una somma che abbiamo ottenuto dal bando Rincontriamoci di Fondazione Compagnia di San Paolo", spiega Nicholas.

Durante una proiezione a Tastè bistrot
Durante una proiezione a Tastè bistrot

Il fatto che questo luogo sia legato all’amministrazione pubblica implica certamente delle limitazioni e delle difficoltà: "Non è totalmente nostro, perciò non possiamo correre dei rischi e non possiamo decidere e cambiare in piena autonomia. Questo è un posto assurdo dove si potrebbero fare un’infinità di cose – dalle mega installazioni, alle performance, al teatro – oppure si potrebbe semplicemente rendere questo spazio sempre fruibile al pubblico, come luogo dove stare al fresco, dove studiare, dove gli anziani possono ritrovarsi: un luogo di aggregazione sempre aperto e disponibile, un luogo di società", immagina Nicholas. Questo messaggio, però, sembra che nella parte ideale piaccia molto, ma nessuno, poi, fornisce le condizioni economiche e amministrative per trasformarlo.

L’altra questione che un po’ ostacola il successo totale di quest’iniziativa è il contesto: "Rimane abbastanza difficile coinvolgere chi non è già correlato alle stesse passioni", afferma Nicholas. "Noi speravamo di fare un’azione educativa e coinvolgere persone nuove, però non è così semplice. Sicuramente ci vuole del tempo", aggiunge Enrico.

Tastè d estate - programmazione di luglio 2020
Tastè d estate - programmazione di luglio 2020

Eppure, una fascia di persone ha veramente apprezzato questo luogo e quello che si è creato intorno: lo stare, il consumare, tutto: "La parte difficile sta nel creare nuovi bacini. Persone strane come noi che amano la musica live e spettacoli del genere hanno sempre frequentato Tastè bistrot, ma io penso ai ragazzi più giovani. Sarebbe stato bello se un gruppo di adolescentissimi si fosse fermato a un live. Per loro, in zona, non c’è un circolo dove puoi andare a un concerto. Quella roba lì, io, quando andavo alle superiori ho avuto la possibilità di viverla, e non averla a disposizione credo sia una grande perdita", dice Enrico.

Tastè bistrot è "quasi l’undergound della zona", intesa come Saluzzo e la provincia allargata e molto larga di Cuneo, perché "il vero underground suona dentro ai garage", ci raccontano i ragazzi. Gente di una ventina di anni più grande di loro organizza dei concerti fichissimi in una valle dimenticata: "Sono delle robe incredibili con artisti che vengono da tutto il mondo. Quello sì che è underground. Ti arriva semplicemente la chiamata dal conoscente per avvertirti che quella sera suonerà nel suo garage l’artista che volevi sentire da dodicimila anni", spiega Nicholas. Roba garage, rock’n’roll, psichedelica, sperimentale: "Abbiamo visto dei gruppi surf californiani fortissimi in luoghi improbabili – come al bar di un benzinaio in provincia –, tutti nell’arco di una trentina di km. Questo tipo di serate hanno ispirato il nostro fare le cose qui: trovare e sbattersi a contattare i musicisti che ti piacciono e farli venire ad ogni costo".

Durante un live a Tastè bistrot
Durante un live a Tastè bistrot

Tra gli eventi più riusciti oraganizzati a Tastè bistrot quest'anno, la proiezione di Priscilla - la regina del deserto, film del ’94 super cult della cultura LGBTQ+: "È stato pazzesco perché, oltre al fatto che c’era parecchia gente, siamo riusciti a coinvolgere varie realtà che stanno dietro ai vari pride della zona. Sono venuti da Alba, da Cuneo e da altre città a presentare il film. La presentazione è uscita fuori proprio come si era figurata nella nostra mente", racconta Nicholas. Sempre quella sera, era stato proiettato un cortometraggio in giapponese: "Il tema era la sessualità e si parlava di questioni che qui sono molto poco toccate, per una sorta di attaccamento al 'cattocristianesimo", spiega Nicholas, e continua: "Il corto mi era arrivato dai ragazzi di Cortocircuito di Savigliano. Io l’avevo già visto, ma feci finta di niente: su circa dodici minuti di corto, due minuti erano scene di masturbazione. Avevo pensato di non dire nulla, altrimenti mi avrebbero censurato. Alla fine, c’è stato l’applauso. Allora ci siamo detti: 'okay, forse siamo riusciti a trovare il modo per dissacrare alcune questioni e scoperchiare vecchi fastidiosissimi tabu'".

"Altro evento di cui siamo fieri e contenti per soddisfazione personale di entrambi, è stato quando siamo riusciti a far venire Gambo – direttore del Jazz Is Dead!, lavora con il Jazz Festival, direttore artistico del Doctor Sax e quant’altro – a mettere dei dischi qui", dice Enrico, e ricorda che quel giorno c’era stato un passaggio incredibile di persone, che andavano e venivano per il Tastè: "Dal signor Mario che veniva per il caffè, al ragazzetto che stava lì e gli piaceva la cosa. Vedere la gente presa a bene perché si stava divertendo con delle cose che non avrebbe mai ascoltato altrimenti, è stato prezioso".

Tastè bistrot - programmazione di settembre 2020
Tastè bistrot - programmazione di settembre 2020

Il 27 settembre Tastè bistrot concluderà la sua stagione con il concerto di CLG Ensamble, un gruppo che organizza delle attività sperimentali di musico-terapia con ragazzi disabili. Il loro è un jazz molto improvvisato, molto strano: "Monteremo un’architettura sonora e suonabile con un’installazione in legno recuperato da scarti di falegnameria, ideata da un nostro amico, Andrea Gaidano. Puntiamo molto su quella serata", spiega Enrico.

L’ultima della stagione e, chissà, forse anche della collaborazione di Tastè bistrot con Nicholas ed Enrico: "Vorrò andare all’estero per riprendere un po’ di energie, perché fermarsi nei contesti di provincia dopo essere stati tanto a Torino ci fa sentire fermi, e invecchiare è facilissimo", sorride Enrico.

Ma non è triste di mollare questo luogo, e nemmeno Nicholas lo è: "Nel tempo ci siamo reinventati sempre e nel tempo abbiamo organizzato concerti e iniziative ovunque, dai circoli culturali delle borgate, nei paesi sperduti, a Torino; dai garage, ai boschi: il tutto sta nel trovare un contesto dove uno è a proprio agio. Organizzare eventi e inventare situazioni, dopo anni che lo facciamo, è la cosa che ci viene meglio e, spesso, ti riempie di gioia anche solo osservarlo, quel luogo messo a disposizione da te per gli altri".

Tastè bistrot
Tastè bistrot

Lo scibile musicale che va dall’hip-hop, alla cumbia, all’afro, al jazz, purtroppo da queste parti non passa mai. Se non nei garage e – arrogantemente, dicono i ragazzi – se non a Tastè bistrot: "Sarebbe bello riuscire a continuare tutto questo e conquistare l’obiettivo, cioè abituare il pubblico della provincia a delle robe diverse", dice Nicholas.

Ma ci vuole tempo per cambiare le cose, non bastano la passione e la bravura di due ragazzi volenterosi. Tra qualche tempo, forse, torneremo nella città vecchia di Saluzzo. Il palazzo quattrocentesco che ha ospitato Tastè bistrot si ergerà ancora tra le montagne piemontesi, e ci accorgeremo che da quella "cattedrale nel deserto", è avvenuta finalmente la rivoluzione.

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L'articolo "La Granda" Underground: musica per non invecchiare male nella provincia sabauda di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 2020-08-31 15:51:00

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