Cristina Donà - Teatro Comunale - Borgosatollo (BS) Live report, 17/11/2007

04/12/2007 di

(Cristina Donà dal vivo - Foto da internet)

Cristina Donà al Teatro Comunale di Borgo Satollo (Bs). La sua voce stupisce, scalda l'atmosfera, aiuta il pubblico a sentirsi parte dello spettacolo. Presenta i brani dell'ultimo "La Quinta Stagione" (Capitol/Emi) e ne commenta i testi spiegandoli alla platea. E' ironica e socievole. Diventa subito una figura familiare tanto che sembra impossibile non emozionarsi. Una serata curata in ogni dettaglio. Eleonora Chiari racconta...



Incantevole e divertente. Come lei riesce ad essere in ogni live. Il lungo vestito nero che indossa copre le forme ma allo stesso tempo le dona la femminilità che ben conosciamo dalla sua musica. Calca la scena armata della fedele chitarra rossa e davanti al microfono apre il concerto con “Settembre” senza aggiungere altro. Non lascia nemmeno il tempo di applaudire e subito attacca “Migrazioni”, seguita da “I duellanti”. Tre, il numero perfetto per iniziare ed entrare nella “Quinta Stagione Tour”. Finalmente possiamo vedere nitido il suo viso luminoso che saluta e ringrazia. L’applauso d’obbligo, ma di un obbligo dettato dal cuore, parte e riverbera per qualche secondo. È il momento di “Una giornata di sole” e di dedicare "...Ho visto solo stelle buone sulla tua pelle se tornerai domani saprò darti quelle perse..." al marito Davide. Il pensiero non è solo mio: quell’uomo è davvero fortunato. Cristina è lì sul palco, padrona del teatro ma crea una complicità tale che, poco dopo, è semplicemente e familiarmente la Cri. È genuina e spontanea nel commentare i suoi testi e riesce a strappare sorrisi e sguardi bramosi della sua voce. Diventa la caricatura di sé stessa quando racconta dello strano caso per cui il bassista Stefano Carrara, relegato dignitosamente ai cori e alla tastiera, è sostituito da Emanuele Brignola: un polso rotto è “cosa terribbbile”, ancor di più se irrompe durante le ultime prove finali. Ma con un po’ di fortuna e con l’aiuto del batterista Piero Monterisi, preso momentaneamente in prestito alla PFM (a cui Cristina non ha intenzione di restituirlo facilmente), l’intoppo è presto risolto. Aneddoti a parte, l’atmosfera è pronta a farsi più intima con un altro estratto dall’ultimo album, “Come le lacrime”. E ci si rituffa nel classico. “Dove sei tu” riempie la sala e sulle parole “qualunque sia la distanza io ti verrò a cercare” la conferma sine conditio della fortuna di Davide. Siamo tutti incantati e dopo la presentazione del bassisa Francesco De Nigris il concerto si chiude con “Invisibile”.

Applausi su applausi, ma le luci che ancora non si alzano tradiscono la non fine dell’incanto. Quel che ci attende è un finale fatto di scrosci di rock’n roll. L’inconfondibile rullare della batteria introduce “Goccia”... ed é un nuovo inizio. Cristina continua ad interagire con il pubblico e solo ora, mentre spiega “Triathlon”, molti capiscono il sottile correlativo oggettivo della fatica fisica - e non solo emotiva - per la fine di un amore. Prima di andarsene regala una chicca di saggezza premurosa: “Ho sempre me” è l’occasione per ricordarci di non abbandonare mai la nostra autostima.

È parsimoniosa nella realizzazione degli album e nel dedicarsi alle esibizioni live. Ma chi sa avere pazienza viene premiato da uno spettacolo curato nel minimo dettaglio. Scaletta, luci, location e band. Addirittura il poster appeso alle pareti è studiato e recita: “Un eclissi di classe ci rende i grandi duellanti del nostro quieto vivere”. Per un paio di ore siamo stati tutti protagonisti perché Cristina ci ha portato sul palco accanto a lei.



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