Ginevra Di Marco - Teatro Dadà - Castelfranco Emilia (MO) Live report, 16/03/2000

02/05/2000 di



Per il terzo appuntamento della rassegna "On Air" fa tappa al teatro Dada'di Castelfranco Emilia Ginevra Di Marco, al primo vero tour da solista, dopo le sporadiche ma indubbiamente incisive apparizioni successive alla pubblicazione della raccolta "Matrilineare" e l'esordio 'ufficiale' a "Le Notti di Maciste" a Prato nel giugno 1998 (le due sere di concerti che sono state in pratica il canto del cigno del C.P.I).

Ginevra propone dal vivo i pezzi del recente "Trama tenue", pubblicato nello scorso autunno: ad affiancarla, oltre all'imprescindibile Francesco Magnelli alle tastiere, quattro rodati compagni di viaggio - la band (due chitarre, basso e batteria) e' la stessa che ha lavorato alla realizzazione dell'album - che abbinano ottime capacità tecniche ad un'invidiabile affiatamento. Su tutto, le straordinarie capacita' della cantante, che a questo punto si conferma senza paura nè necessità di prove ulteriori una delle piu' belle, duttili e mature voci femminili d'italia: le tracce vocali, sull'album spesso un po' troppo controllate e appiattite, sul palco (complice un'ottima acustica) esplodono, mai fini a se stesse, ma risultando valorizzate dalle costruzioni sonore che le sostengono e da una scaletta confezionata ad arte.

Analogamente a quanto succede per la voce solista, anche la componente musicale ha tutto da guadagnare dalla maggiore liberta' di cui la band dispone dal vivo: gli arrangiamenti magistrali ma forse a volte addirittura un po' troppo accurati delle versioni originali si arricchiscono di accelerazioni incalzanti o quieti rallentamenti, riletture da prospettive lievemente differenti, chitarre piu' incisive e qua e là anche un po' di sana sporcizia sonora: se gli episodi migliori restano comunque quelli meno canonici (in Lilith, ancora piu' estrema che nelle prime uscite di due anni fa, Ginevra continua, come era stato scritto, "a far tremar le vene e i polsi". Terraluna é trascinante prima per poi perdersi nel suo finale prezioso, Voci di richiamo é tanto atipica quanto immediatamente accattivante), anche i pezzi più 'standard' risultano gradevolissimi: in fila dietro il singolo 3, esempio semplicemente perfetto di pop 'leggero' (dalle parti dei migliori Ustmamò) fino alla chiusura minimale (solo voce e piano, entrambi di altissimo livello) con Tempo di attesa.

Oltre a due inediti, c'e' spazio per qualche cover: dimenticati questa volta cavalli di battaglia di altre occasioni come i pezzi di Wyatt e la splendida e misconosciuta Le due facce dei Ci s'ha, ecco una versione semplicemente splendida, anzi in grado di rivaleggiare con l'originale, di Ederlezi di Bregovic, quasi in ricordo del concerto fiorentino condiviso a gennaio, e una altrettanto incisiva Khorakhané di De André, entrambe innestate senza violenza tra i pezzi autografi.

E' stato perciò inevitabile che a conclusione di un ottimo live act, ci siano stati applausi lunghissimi, ripetuti ringraziamenti reciproci tra palco e platea, una significativa rapida diminuzione della pila di cd sul classico banchetto davanti all'uscita e una gradevolissima soddisfazione generale, esplicita nelle espressioni e nelle parole dei partecipanti alla serata. Buone prospettive perché il passaparola possa fare crescere ulteriormente l'interesse per un progetto che, ribadisco, al presente merita tutta l'attenzione possibile e promette in futuro sviluppi assolutamente interessanti.

Nel frattempo si aspetta che Ginevra e soci ripassino a tiro, magari quest'estate.



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