4 fiori per Zoe - Teatro S.Martino - Bologna Live report, 28/03/2003

31/03/2003 di Ilaria Rimondi



4fioriperzoe è il frutto di un’idea che coinvolge quattro musicisti bolognesi provenienti da diverse esperienze musicali, un progetto etichettato da Sciopero Records in collaborazione con Mescal e riversato nelle 12 tracce dell’album “Normalmente Scompaiono”, una storia musicale fitta di parole, di immagini lasciate a metà, di contorni che si sfuocano lentamente nell’evolversi delle melodie, che perdono le linee reali, rendendo enigmatica anche la descrizione di concetti semplici, di pezzi di vita comune, colori, oggetti che, guardati con la seconda vista quella “degli occhi che sono dentro di noi”, si trasfigurano dando vita a curiose visioni, “Porte come gatti”, infinite possibilità di errore, ragionevoli dubbi persino sulla prevedibilità del risveglio dopo il sonno. La presentazione del cd(uscito il 28 febbraio) è stata il pretesto per ascoltare guardando con gli occhi esterni, quello che dalla semplice lettura dei testi nel libretto mi è sembrato un piccolo e omogeneo racconto dove ogni brano è un capitoletto pieno di suggestioni al quale ci si può sentire chiamati in causa a dare un finale personale. Il breve concerto, replicato in serata per permettere a tutti i partecipanti di trovare posto nell’angusta sala del teatro, si è aperto con l’esecuzione di “Solitudine e me”, affascinante brano scelto come singolo, e subito è risultata chiara la miscela musicale proposta dalla band: contaminazioni elettroniche, forte presenza di archi proposta dal violoncellista Vincenzo de Franco, ritmiche drum’n’bass, cantati a voce effettata, ritornelli mai immediati. Un’atmosfera intensa rafforzata nell’interpretazione di “Trattenendomi”, “Colin ha inventato i colori”, brani emotivamente significativi, ma che probabilmente non riescono a suscitare il giusto coinvolgimento nella versione live, rischiando a volte la piattezza dell’esecuzione se non sostenuti da un ascolto attento e da un’ ottima acustica.

Lo spazio minimale e antico del minuscolo teatro è stato infatti colpevole di una terribile riuscita sonora che ha livellato più volte suoni e parole, privandomi della chiara e fondamentale comprensione dei testi e di buona parte dell’arricchimento delle parti elettroniche che hanno saturato nei brani più carichi. Ispirata e trascinante l’esecuzione di “Non significa due”,brano scritto e interpretato nel cd da Paolo Benvegnù (ex Scisma purtroppo non presente alla serata come annunciato),di “Porte come gatti” dove la voce di Matteo Romagnoli si è dimostrata senza cedimenti nei piacevoli passaggi di tonalità,e de “Il Golgota” canzone degli Yo Yo Mundi eseguita in duo con Paolo Archetti Maestri.

4fioriperzoe è una band giovane,alla sua prima prova ufficiale e sebbene non presenti particolari e sorprendenti innovazioni è capace di suscitare riflessioni e intensità,dimostrandosi capace una scrittura elegante e meditata proposta dal vivo forse ancora senza il necessario vigore,ma con una presenza scenica discreta e aggraziata, complice la proiezione sullo sfondo di cortometraggi altrettanto fertili di visioni sbiadite,sentimentali,acquose,quasi pensieri al buio,sparsi senza un ordine preciso che al ritorno delle luci,normalmente, scompaiono.



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