Leggi in anteprima i testi di "Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile" di Dimartino

10/04/2012

A inizio maggio uscirà "Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile", il nuovo album di Dimartino. Ecco i testi in anteprima.

Non siamo gli alberi

Io odio immensamente le ferrovie dello stato
perchè è li che ci diciamo addio quattro volte al mese
e le tue scarpe rosse da sedicenne alcolizzato
che inciampano nelle valigie e nei biglietti troppo cari
Ah sarebbe bello non lasciarsi mai
ma abbandonarsi ogni tanto è utile
o necessario alla sopravvivenza di
animali in estinzione come noi
Io odio immensamente i giardini  comunali
Perché è li che ti ho visto scegliere per la prima volta
Tra le statue e le panchine di un inverno educato
C’èra solo una ragazza con la giacca di sua madre
sarebbe bello non lasciarsi mai
ma abbandonarsi ogni tanto è utile
o necessario alla sopravvivenza di animali
in estinzione come noi.

e tutto quello che voglio da te è illegale
niente che si può cercare che si può trovare
in questa parte di universo disponibile
niente che si può comprare con i soldi di mio
padre

ah sarebbe bello non lasciarsi mai
ma abbandonarsi ogni tanto è utile
o necessario alla sopravvivenza di animali
in estinzione come noi
che non siamo gli alber,i non siamo gli alberi
non si amo gli alberi che stanno fermi li
 
e tutto quello che voglio da te è illegale
niente che si può cercare che si può trovare
in questa parte di universo disponibile
niente che si può comprare con i soldi di mio
padre.

 

Non ho più voglia di imparare

Non mi interessa la lezione
Ripeto non mi interessa la lezione
Preferisco intanto camminare
E togliermi tutti i vestiti e
No  non guardarmi con quegli occhi
Forse è meglio che non mi
guardi con quegli occhi
tienitela tu l’università
la burocrazia il socialismo
nelle dispense di un massone
no non ho più voglia di imparare
no non ho più voglia di capire
ne di sapere niente tanto a cosa mi
serve
non mi interessa la lezione
 o  forse sono  io che non interesso alla lezione
al professore morto nello spazio
 tra un esame e un altro
 e no non guardarmi con quegli occhi
forse è meglio che non
mi guardi con  quegli occhi
 sceglitela tu la felicità
che io scelgo la mia
mentre mi dimentico
le cose che ho studiato ieri

no non ho più voglia di imparare
no non ho più voglia di seguirvi
ne di sedervi accanto    
no non ho più voglia di imparare
no non ho più voglia di capire
ne di sapere niente tanto a cosa mi
serve


Mentre guardavamo il divo sul manifesto
Del detersi vo pensavamo a Monicelli che
Vola dal balcone
alla faccia della moda che ci vuole tutti
giovani e belli
alla faccia dell’Italia
Che ci vuole vivi e basta.

no non ho più voglia di imparare
no non ho più voglia di capire
ne di sapere niente tanto a cosa mi
serve


Venga il tuo regno

I Generali hanno tutti un figlio alcolizzato
Che fino a tardi aspettano seduti al buio
I figli dei cantanti degli anni sessanta
Hanno almeno un albergo in centro
Con trenta cieli in ogni stanza
I laureati aspettano di lavorare
I lavoratori aspettano di morire
La meraviglia che avevo da bambino
La nascondo sotto al cuscino

Venga il tuo regno venga pure babbo natale
Vengano gli uomini neri pescati morti dal mare
Venga mio padre a prendermi a scuola
Venga Gesù con la sua pistola


I magistrati hanno almeno un figlio delinquente
Che prima o poi sotterrano nelle campagne
La polizia controlla che tutto va bene tra i ragazzi
Dell’oratorio
E i criminali dormono dentro gli armadi crescono
I figli solo per corrispondenza i kamikaze dicono
Alle loro nonne che per il pranzo non torneranno

Venga il tuo regno venga pure babbo natale
Vengano gli uomini neri pescati morti dal mare
Venga mio padre a prendermi a scuola
Venga Gesù con la sua pistola con la sua pistola

E ci sarà un nuovo temporale senti come  canta il vento
E come cambiamo noi che abbiamo visto tutto o forse niente.


Amore sociale

Spero che mi capirai
Quando mi vedrai sul pavimento
Col mio dizionario russo italiano
Tra il divano e il telecomando
Con le sabbie mobili in salotto
E il tuo pesce che non parla
D’altro che di santità
Della mia carne buona
Per l’amore che dai
Come un fatto sociale
Per l’amore che hai ordinato
Da est come un pacco postale
Ed è ancora natale col presepe in borsa
E la faccia rossa da combattimento
La paura in un sacchetto della crai
Nei barattoli del mais e nel pranzo che ti
Ho preparato prima di andar via
Con la mia carne buona per l’amore
Che dai come un fatto sociale
E oltre il freddo delle case popolari
Oltre il buio dei locali semiaperti
Farò piano per non perdonarti mai
Oltre il tango dentro i magazzini vuoti
proverò a non pensarti più
per la mia carne buona per la mia carne buona
per l’amore che dai come un fatto sociale.


La penultima cena

Scegli il vino bianco forse il rosso
Meglio prendere l’antipasto
Perché poi si fa tardi
Presto da questo posto ci
Passeremo forse con altri
O forse da soli a guardarlo da fuori
Per vedere un angelo che ci mette
In bocca un pezzo di carne e una sigaretta
Per avvelenarci un pò alla volta
E portarci a un'altra festa
 a un’ altra recita in palestra
Ma quanta fame hai e che ne farai
Di me io che ne farò di te
Ci mangeremo così
Con tutti i vestiti
Prendi la solitudine del
Pesce azzurro o l’ innocenza
Del coniglio e del tuo prossimo figlio
Meglio un riso freddo da torturare
Mentre ti immagini un'altra vita
Con un ottima dieta
Forse tra un anno mi verrai a
Cercare per darmi in pasto al
Tuo alligatore o
al tuo profeta di poche ore
O per toccare i miei diciotto anni
Che sono trenta da un pò di tempo    
E  quanta fame hai e che ne farai di me
Io che ne farò di te ci mangeremo così
Con tutti i vestiti e i capelli , le ossa
Il terrore in bocca vedrai che bastano
Pochi morsi ma buoni per divorarci bene
Per divorarci bene per divorarci bene
E vedere un angelo che ci mette
In bocca un pezzo di carne e una sigaretta
Per avvelenarci ancora una volta
E portarci a un'altra festa a un alta
Recita in palestra
Ma quanta fame hai e che ne farai di me
Io che ne farò di te ci mangeremo così
Con tutti i vestiti e i capelli le ossa
Il terrore in bocca vedrai che bastano
Pochi morsi ma buoni per divorarci bene
Per divorarci bene per divorarci bene


Maledetto Autunno

Ho consegnato lettere
A un postino anonimo
Per non ritrovarle più
Perché dentro ci sei tu
Tu e la tua democrazia
Che è diversa dalla mia
Ho costruito un albero
 Per tenermi compagnia
quando fuori nevica
Non capisco la città e
Lei non capisce me
Preferisco perderla
Come perderei anche te

Maledetto autunno
Me l’ hai detto tu
Maledetto tu   


E rincontrarsi in metro
Con un disco in mano
In un giorno assurdo
 fingersi più grandi
Di trecento anni
Domandarsi come stai
Io sto bene come te

Maledetto autunno
Me l’ hai detto tu
Maledetto tu  
Maledetto tu


E fingersi più grandi
Di trecento anni


Maledetto autunno
Me l’ hai detto tu
Maledetto autunno
Me l’ hai detto tu
Maledetto tu .


 

Io non parlo mai

Ho visto Carlo era vestito da coniglio
lavorava al parco giochi domenica sera
distribuiva palloncini ai bambini e alle
mamme divorziate da poco più di un ‘ora
mi ha detto che non parte più per il Giappone
che la pesca del tonno quest’ anno è andata male
Male, ma per me lui ha paura degli aerei

C’è che passa il tempo e che lo spazio resta
sempre quello io non parlo mai e forse è meglio


io non parlo mai del fatto che ho in mente
 di compiere un viaggio  interstellare,
costruirmi un astronave con due
bidoni giganti dell’immondizia appiccicati
al motorino di un frigorifero, poi collego tutto
all’elica di un ventilatore o alla ventola di una stufa
mi invento una tuta fluorescente tipo supereroe per velocità
importanti e poi provo a volare non sarebbe difficile potrebbe
riuscirmi

Poi ho incontrato Cristo che viaggiava su un autobus
per New Orleans, con le converse rotte dalla strada
e la barba di chi ha perso tutto nella vita e se ne va
in un’ altra città, in un altro condominio o in un altro
paradiso ad ore con aria condizionata e frigobar

C’è che passa il tempo e che lo spazio resta
sempre quello io non parlo mai e forse è meglio


io non parlo mai dei miei viaggi interstellari
 a bordo dei limoni volanti
io non parlo mai di me e di te.
 

Piccoli peccati

Semplice è un giorno da dividerci
Tra i compiti di storia le stragi a puntate
Il bingo e i miracoli
E i resti di una civiltà sopra la nostra tavola
Un souvenir da Roma e una torta per farci felice
Economica, perché alla nostra età ci si accontenta
Di poco

Piccoli peccati da confessare per diventare buoni
buoni davvero, solo per un momento o forse neanche per quello


Semplice è il buio da dividerci mentre guardiamo un porno
Alla fine di un giorno di calze e macelleria
E il cadavere di superman che cade dalle nuvole
È solo un'altra scusa per farci sentire più simili agli eroi
e belli come dei che non sbagliano mai

Piccoli peccati da confessare per diventare buoni
buoni davvero, solo per un momento o forse neanche per quello
Piccoli peccati da considerare per diventare buoni
Buoni davvero solo per un momento o forse neanche per quelli
Come lei che non sbagliano mai.

 

Cartoline da Amsterdam

E ballo con una sedia perché non
Ho altro con cui ballare
Il mio cappotto è umido sono figlio
Di un temporale
Ho i capelli aridi come le mie molecole
Ho trovato un cuore per dividere l’affitto
Ho una prigione di parentesi rotonde da riempire
E poesie d’amore dentro al freezer da scongelare
Piovono le nuvole di cotone idrofilo
Volano pigiami dai palazzi a bordo di divani

Cartoline da Amsterdam foglie in mezzo a
Un libro di Proust
Non ero io al luna park che cercavi tu


(Oppure era una mia illusione come quella volta
Che ti ho visto appesa all’attaccapanni)
 
E ballo con una sedia io, si ballo con l’abatjour
E ballo con una sedia perché non ho altro con cui ballare
L’eroe della mia commedia non ha più gatti da salvare
Scivola una lacrima su una stufa elettrica
Ho  trovato un modo per dipingermi la faccia
Un'altra volta col carbone così la notte mi può mangiare
Volare sopra un aquilone sarebbe un modo per ricominciare
Faccio un pò il ventriloquo dietro goffe bambole
Ho provato ad essere felice senza accorgermene

Cartoline da Amsterdam
 (qui va tutto bene forse resto anche a dicembre)
foglie in mezzo a
Un libro di Proust
Non ero io al luna park che cercavi tu


Oppure era una mia illusione come quella volta
Che ti ho visto in piedi davanti al letto
E salto sul mio letto io e tu non ci sei più.

 

Poster di famiglia

Comprerò qualcuno che mi ami
Almeno i venerdì  e un po’ di neve artificiale
Che dicono è romantico
E un bacio dato per caso davanti a un monumento
Mentre guardiamo la notte illuminata da un bancomat

Gli aerei partono le frasi contano al cinema
E qualche volta anche nella vita
I padri sperano e i figli sparano al cinema
E qualche volta forse anche nella vita


Comprerò un poster di famiglia
Per il mio cuore fuorisede e un vecchio
Disco di Modugno per il mio gusto fuori moda
E un bacio da manuale illuminato da un bancomat

Gli aerei cadono le frasi contano al cinema
I padri piangono e i figli restano al cinema
E qualche volta forse ma solo qualche volta

Gli aerei partono le frasi contano al cinema
E qualche volta anche nella vita
I padri sperano e i figli sparano al cinema
E qualche volta forse anche nella vita

 

Ormai siamo troppo giovani

Corrono le biciclette dei ragazzi di quarant’anni
Sulla strada per il catechismo o per il torneo di calcio
Torneranno a farsi le seghe e a qualcuno tornerà l’acne
Forse s’ innamoreranno ma sarà per poco tempo
O meglio per poco amore rubato in una scuola media
O forse in una discoteca tra un acido e un aranciata
O in un pomeriggio di vacanza a farsi male

Si salveranno dagli amori legali e dalle banche che
rubano bene, per rimanere giorni immobili su una strada
Provinciale a contare le stelle tra il cortile e l’inferno
il vangelo e lo sport
il vangelo e lo sport


Ma che ne sai ma cosa vuoi ma che vuol dire
Ma che vuol dire che non si può stare fermi ad un estate
A un colore a un pianeta ma che vuol dire adolescente
Che vuol dire il tempo passa che vuol dire quarant’anni
O centoventi e poi perché non possiamo più giocare
E neanche farci male perché tutto deve andare sempre
Com’è normale.

Ci salveremo dagli amori legali e dalle banche che
Rubano bene, per rimanere giorni immobili su una strada
Provinciale a contare le stelle tra il cortile e l’inferno
il vangelo e lo sport il vangelo e lo sport
il vangelo e lo sport

        

 

Commenti (28)

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  • xerox193 11/04/2012 ore 12:50 @xerox193

    non hai capito? devi stare MUTO.
    fifone, è facile farsi un profilo solo per criticare qua e la gratuitamente, spero che un hacker ti distrugga il pc, anzi se qualcuno qui ne è in grado lo faccia,
    inutile scarto della società.

  • iLivio 11/04/2012 ore 19:34 @iLivio

    ma che sei lo stesso di youtube che fa copia e incolla.. gli anni '70 ecc.. ok, ho capito. Solo tu li senti gli anni '70 in qualunque cosa.. Vabé!! buon divertimento..

  • iLivio 11/04/2012 ore 19:34 @iLivio

    ma che sei lo stesso di youtube che fa copia e incolla.. gli anni '70 ecc.. ok, ho capito. Solo tu li senti gli anni '70 in qualunque cosa.. Vabé!! buon divertimento..

  • feedbaknoise 11/04/2012 ore 21:47 @57088#feedbaknoise

    Ecco i giovani uomini, il peso sulle loro spalle
    Ecco i giovani uomini, beh dove sono stati?
    Abbiamo bussato alle porte della camera più oscura dell’inferno
    Spingendo fino al limite, ci siamo trascinati con la forza
    Osservati dalle ali come se le scene si ripetessero
    Ci vedevamo adesso come non eravamo mai stati visti.
    La rappresentazione del trauma e della degenerazione
    I dolori che abbiamo sofferto e che non furono mai liberati.

    Dove sono stati?


    Stanchi dentro, adesso i nostri cuori sono persi per sempre
    Non possiamo rimpiazzare la paura, o il brivido dell’inseguimento
    Ogni rituale ha svelato la porta per i nostri vaneggiamenti
    Apriamo poi chiudiamo, e poi ci ritroviamo la porta sbattuta in faccia.

    Dove sono stati? ...........................

  • GianlucaStanzio 11/04/2012 ore 23:28 @GianlucaStanzio

    Questo è fuori. Antisemita ci sarà sua sorella. Spendo volentieri cento Euro per tentare una denuncia, e se fallisce pazienza - di certo ne ho sprecati di peggio. Ma se riesce, Cristo Santo che soddisfazione... A presto, su altre sintonie.

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